Mediagol Palermo Palermo-Lecce, Inzaghi: “Quasi perfetta”. Pohjanpalo: “Siamo una grande squadra”

Palermo-Lecce, Inzaghi: “Quasi perfetta”. Pohjanpalo: “Siamo una grande squadra”

Il tecnico e il bomber guidano le voci della notte del Barbera. Di Francesco incorona il Palermo, mentre Osti non nasconde le ambizioni.

Due voci, più delle altre, hanno raccontato il senso della prima notte ufficiale del Palermo. Quella di Filippo Inzaghi, allenatore chiamato a trasformare una squadra già competitiva in una formazione da promozione, e quella di Joel Pohjanpalo, il leader tecnico che ha chiuso la partita con il gol del 2-0. Il successo ottenuto contro il Lecce ha spalancato ai rosanero le porte dei sedicesimi di Coppa Italia, ma soprattutto ha offerto le prime indicazioni sulla direzione intrapresa.

Inzaghi e Pohjanpalo hanno utilizzato la stessa parola per descrivere la prestazione: perfetta. Il centravanti finlandese lo ha fatto partendo dal risultato e dalla solidità mostrata dalla squadra. Il tecnico ha aggiunto invece una condizione, legata agli inconvenienti fisici che hanno accompagnato la serata.

LA STESSA PAROLA

“È stata una grande partita per noi - ha spiegato Pohjanpalo - nel primo tempo abbiamo fatto meglio, ma anche nella ripresa siamo riusciti a tenere. Un 2-0 significa che, nel complesso, è stata una partita perfetta”.

Inzaghi ha raccolto lo stesso concetto, fermandosi però sull’unica ombra della notte: “Sarebbe stata una partita perfetta senza gli inconvenienti fisici che purtroppo ci dispiacciono, soprattutto per Joronen. Speriamo non sia nulla di grave, ma quando esce una spalla non è mai bello, tanto più per un portiere. È stata la pecca della serata”.

L’infortunio di Jesse Joronen, costretto a lasciare il campo dopo pochi minuti, si è aggiunto al problema accusato da Giangiacomo Magnani durante il riscaldamento. Inzaghi ha chiarito: “Ha sentito indurirsi l’adduttore e ho preferito non rischiarlo. Pohjanpalo, invece, ha ricevuto una botta, ma non dovrebbe essere nulla di particolare. Non ho potuto far rifiatare alcuni calciatori come avrei voluto proprio a causa dei cambi forzati”.

Anche l’assenza iniziale di Mattia Bani è stata spiegata dal tecnico: “Sta bene, ma veniva da febbre e mal di gola. Durante il viaggio di ritorno dall’Australia gli si è infiammato il nervo sciatico. Speravo di potergli concedere qualche minuto, ma la partita ha cambiato i nostri programmi”.

QUALITÀ E PROFONDITÀ

L’emergenza non ha però modificato il risultato. Fortin ha sostituito Joronen, mentre Peda ha preso il posto di Magnani nell’undici titolare. Proprio la risposta dei calciatori chiamati in causa ha rafforzato il concetto espresso da Pohjanpalo: “Inzaghi ci dà sempre tanti consigli, ma in questa squadra siamo tutti importanti. Quella che è appena cominciata sarà una stagione fondamentale”.

Il centravanti ha indicato la forza del gruppo, Inzaghi ha dato nomi e volti alla profondità della rosa: “Quando hai un calciatore come Peda, hai una garanzia. Anche Palumbo stava benissimo in campo e lo avrei tenuto, ma ho dovuto gestire diversamente i cambi”.

Il tecnico ha riservato parole particolarmente significative anche a Dominic Vavassori, autore del gol che ha sbloccato la partita: “Mi sono innamorato calcisticamente di lui dal primo giorno. Gli ho dato un consiglio e mi ha ringraziato: in quel momento ho capito di che pasta è fatto. Cercherò di aiutarlo a diventare un calciatore importante”.

Vavassori ha restituito la fotografia di un ragazzo già completamente dentro il nuovo contesto: “Segnare davanti al nostro pubblico è stato stupendo. La squadra mi ha aiutato molto, siamo forti e dobbiamo continuare a spingere in questo modo”.

La profondità della rosa non si è misurata soltanto attraverso le sostituzioni. Pietro Ceccaroni ha spiegato come il Palermo stia assorbendo anche il passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro: “Lavoriamo dall’inizio del ritiro per fare ciò che ci chiede il mister. Personalmente è un ruolo meno offensivo, ma mi piace ugualmente. Si difende maggiormente e bisogna muoversi bene come reparto”.

SGUARDO AVVERSARIO

La consistenza del Palermo è stata riconosciuta anche da Eusebio Di Francesco. Il tecnico del Lecce ha ammesso la migliore partenza dei rosanero, collegandola anche alla differente preparazione sostenuta dalle due squadre.

“Il Palermo è partito meglio, forse anche perché ha avuto una preparazione diversa dalla nostra. Noi abbiamo cominciato male, poi siamo cresciuti. Abbiamo però subito due gol sugli sviluppi di rimesse laterali: errori che dovranno servirci per aumentare il livello dell’attenzione”.

Il Lecce ha avuto diverse opportunità per pareggiare e, nella ripresa, per riaprire la partita. Gli errori sotto porta hanno però impedito alla squadra di Di Francesco di concretizzare la mole di gioco prodotta: “Abbiamo creato tanto, ma poi bisogna trasformare le occasioni in gol. Ci è mancata la fase realizzativa. Mi aspetto una crescita anche in difesa, perché abbiamo lasciato troppi spazi e in alcuni momenti abbiamo perso equilibrio”.

Kialonda Gaspar ha ricondotto la sconfitta soprattutto alle due azioni che hanno deciso la gara: “Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, su un campo complicato e davanti a una tifoseria molto calda. Abbiamo preso due gol per nostre disattenzioni. Adesso dobbiamo analizzare ciò che abbiamo fatto bene e ciò che abbiamo sbagliato”.

Al di là dell’analisi della propria squadra, Di Francesco ha formulato un giudizio destinato a pesare: “Questo Palermo è di passaggio in Serie B”. Una vera e propria investitura, motivata attraverso il valore dell’organico e l’esperienza del suo allenatore.

“Inzaghi conosce molto bene questo campionato e lo ha già vinto. Il Palermo ha preso calciatori interessanti e di categoria. Vavassori lo avevo seguito anch’io per un periodo. Poi può mettere dentro Strefezza e davanti ha Pohjanpalo, che alla prima occasione può farti male”.

Ceccaroni, dall’altra parte, non ha nascosto il legame rimasto con il Lecce: “È stata una bella esperienza, anche se ho giocato poco. Mi sono trovato bene con i compagni e con la città. È una società organizzata che, considerando il budget a disposizione, ha ottenuto salvezze straordinarie. Faccio ancora un po’ il tifo per loro, perché mi hanno trattato molto bene”.

PESO DEL BARBERA

Il punto di contatto tra tutte le dichiarazioni è stato però il pubblico del Renzo Barbera. Inzaghi lo ha definito una responsabilità prima ancora che un vantaggio: “Quando hai una tifoseria del genere, sappiamo benissimo quale debito abbiamo verso questa gente. Mi lascia tranquillo sapere quale obiettivo abbia in testa la squadra”.

Ceccaroni ha tradotto quella spinta nella prestazione sul campo: “Sapevamo che sarebbe stata difficile contro una squadra di categoria superiore, ma con un’atmosfera del genere è più facile trovare qualcosa in più. Nonostante la stanchezza abbiamo tenuto, non abbiamo subito gol e siamo riusciti a superare il turno”.

Anche Niccolò Pierozzi ha legato l’energia trasmessa da Inzaghi a quella proveniente dagli spalti: “Abbiamo ricominciato da dove avevamo terminato, con tantissimi tifosi al nostro fianco. Inzaghi è carico, ma lo siamo anche noi. Dobbiamo seguirlo, perché la sua energia ci trasmette sicurezza”.

OBIETTIVO E MISURA

La linea tracciata dal direttore sportivo Carlo Osti sul mercato e sulle ambizioni del Palermo è stata altrettanto esplicita. Il dirigente ha manifestato soddisfazione per le operazioni in entrata, spiegando che il lavoro si concentrerà adesso sulle uscite.

“Non ci nascondiamo - ha affermato Osti - dopo i 72 punti della scorsa stagione abbiamo cercato di alzare il livello della squadra. Sarà il campo a decidere. Il campionato è duro, ma siamo attrezzati e riteniamo che possa essere l’anno giusto”.

Inzaghi ha condiviso l’ambizione, ma ha impedito che il 2-0 contro il Lecce diventasse un traguardo anticipato: “È soltanto l’inizio. Speravo che i ragazzi regalassero questa gioia alla nostra gente, ma la partita va valutata con le giuste misure. Dobbiamo prendere le cose positive e capire dove possiamo migliorare. Domenica sarà un’altra gara”.

Pohjanpalo ha chiuso il cerchio riportando tutto alla squadra e alla stagione appena cominciata: “Siamo una grande squadra, ma siamo tutti importanti. Questa stagione è fondamentale”.

Inzaghi ha indicato la strada, Pohjanpalo ha messo la firma sulla prima vittoria. Il resto comincerà domenica contro la Juve Stabia, quando alle parole e alle promesse dovranno aggiungersi i primi punti.