Mediagol Palermo Nuovo Stadio, scontro sulla convenzione: Comune frena, il Palermo indica l’unico testo firmabile

Nuovo Stadio, scontro sulla convenzione: Comune frena, il Palermo indica l’unico testo firmabile

Il club scrive al Comune dopo la delibera: “L’unico testo che possiamo sottoscrivere è quello con l’emendamento 26”. Basile replica: “Modifiche ancora inefficaci”.

Il Palermo FC indica nell’emendamento 26 l’unico testo firmabile. Basile: modifiche inefficaci, servono nuovo PEF, pareri e un altro voto.

La partita sul Nuovo Stadio di Palermo non si è conclusa con il voto del Consiglio comunale del 31 luglio. Anzi, due documenti successivi alla delibera numero 454 mostrano con maggiore precisione quale sia adesso il terreno sul quale si sta sviluppando il confronto tecnico e amministrativo tra Palermo FC e Comune di Palermo.

Il primo è una nota del club del 6 agosto 2026, firmata dall’amministratore delegato Giovanni Gardini e indirizzata al RUP Francesco Trapani, con il sindaco Roberto Lagalla e il capo di Gabinetto Sergio Pollicita per conoscenza. Il secondo è il lungo riscontro del 12 agosto con il quale il Ragioniere generale Bohuslav Basile ricostruisce in diciotto pagine ciò che, secondo la Ragioneria, il Consiglio ha effettivamente approvato e soprattutto ciò che ancora non può produrre effetti.

Documenti che consentono di leggere sotto una luce più precisa il via libera del Consiglio comunale al progetto e alla convenzione: il nodo adesso è stabilire quale Convenzione-Concessione potrà essere realmente firmata e a quali condizioni.

NOTA DEL CLUB

Il Palermo FC parte proprio dalla delibera 454 e dall’emendamento numero 26, quello approvato dall’Aula per intervenire su diversi punti dello schema di Convenzione-Concessione.

Il club scrive di avere esaminato sia la deliberazione sia l’emendamento, precisando che quest’ultimo avrebbe recepito, “seppur solo parzialmente”, le intese raggiunte il 29 luglio.

È un passaggio che si inserisce nella fase più delicata del confronto tra le parti. Pochi giorni prima il Palermo aveva infatti contestato duramente la nuova bozza elaborata dagli uffici comunali, arrivando ad avvertire il Consiglio che, senza un ritorno alle condizioni condivise, il progetto si sarebbe fermato. Mediagol.it aveva inoltre confrontato punto per punto le due bozze della convenzione che avevano provocato la rottura.

La società prende atto che l’efficacia delle modifiche è stata subordinata a una serie di condizioni, tra cui la richiesta di un PEF aggiornato, ma fornisce una propria lettura dell’operazione.

“Le modifiche e/o sostituzioni introdotte grazie all’emendamento sono tutte finalizzate a riportare lo schema di Convenzione-Concessione nel testo che era stato oggetto di confronto in sede di conferenza di servizi decisoria e sulla base del quale è stato redatto il piano economico finanziario asseverato il 17 luglio e trasmesso al Comune il successivo 24 luglio” - scrive il Palermo FC.

In sostanza, la posizione della società è che le correzioni approvate dall’Aula non costruiscano un accordo completamente nuovo, ma riportino la convenzione verso il quadro negoziale sul quale, secondo il club, era già stato elaborato il proprio Piano Economico-Finanziario.

“UNICO TESTO”

Il passaggio probabilmente più significativo della comunicazione arriva però subito dopo.

Il Palermo FC assicura che resterà in attesa del completamento del percorso individuato dall’amministrazione, ma delimita in maniera molto chiara il testo che sarebbe disposto a firmare.

“L’unico testo di Convenzione-Concessione che la Società può sottoscrivere per garantire l’equilibrio del proprio piano economico e finanziario è quello risultante dall’inserimento delle modifiche di cui all’emendamento 26” - precisa il club.

La posizione è netta: il Palermo lega direttamente la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento alle modifiche dell’emendamento 26.

È proprio il punto di equilibrio individuato nelle ore precedenti alla votazione, quando l’intervento dell’avvocato Alberto Galassi aveva contribuito alla nuova intesa tra Comune e Palermo FC, consentendo alla convenzione di tornare in Aula.

Il club segnala inoltre la necessità di correggere “determinati errori, refusi e/o contraddizioni” che sostiene di avere riscontrato nel testo.

NUOVO PEF

È sulla nuova documentazione economico-finanziaria che emerge una differenza sostanziale tra la posizione del Palermo e quella della Ragioneria.

Bohuslav Basile, nel suo riscontro, riferisce che il Palermo FC qualifica la produzione della nuova documentazione prevista dall’emendamento come un “inutile aggravio”.

Il ragionamento della società parte dalla convinzione che il PEF precedentemente predisposto fosse già costruito sul quadro negoziale che le modifiche approvate dal Consiglio intenderebbero ripristinare.

Il tema del Piano Economico-Finanziario aveva già attraversato tutta la fase precedente al voto. Il 23 luglio, davanti al problema della quota pubblica ancora scoperta, il Palermo aveva deciso di farsi carico direttamente dei 30 milioni che non erano stati reperiti attraverso ulteriori finanziamenti pubblici, permettendo la prosecuzione dell’iter.

La Ragioneria arriva però a una conclusione differente rispetto alla possibilità di utilizzare senza una nuova istruttoria il precedente Piano.

RISPOSTA BASILE

Il Ragioniere generale dedica diciotto pagine a ricostruire la situazione prodotta dal voto del 31 luglio e parte da una distinzione considerata fondamentale.

La delibera numero 454 è immediatamente esecutiva. Il Consiglio comunale ha approvato lo schema originario della Convenzione-Concessione. Questo, però, non significa né che la nuova convenzione sia già entrata in vigore né che le modifiche previste dall’emendamento 26 siano già diventate parte efficace del contratto.

“L’efficacia negoziale della nuova Convenzione presuppone, invece, la sua successiva sottoscrizione, subordinata al perfezionamento delle condizioni espressamente stabilite dal Consiglio; sino a tale momento continua a produrre effetti la concessione Rep. n. 20/2025” - precisa Basile.

Tradotto in termini concreti: continua oggi a valere la concessione già esistente, quella rinnovata nel 2025. Soltanto la sottoscrizione del nuovo accordo farà cessare gli effetti del rapporto attualmente in vigore.

MODIFICHE SOSPESE

Ancora più rilevante è la lettura che la Ragioneria fornisce dell’emendamento 26.

Secondo Basile, le modifiche approvate dal Consiglio non sono immediatamente efficaci perché lo stesso emendamento le ha sottoposte a una condizione sospensiva.

La Ragioneria scrive che sono “allo stato prive di efficacia modificativa dello schema originario” e che non producono, attraverso il solo voto dell’Aula, “immediati effetti economici, finanziari, patrimoniali o negoziali”.

Sono invece già operative le disposizioni che regolano il percorso successivo: predisposizione del nuovo PEF, nuova asseverazione, istruttoria completa, acquisizione dei pareri e ritorno davanti al Consiglio comunale.

Un quadro coerente con i problemi già evidenziati nel precedente parere del Ragioniere generale sulla proposta 626, nel quale Basile aveva segnalato numerose questioni relative all’asseverazione, alla durata novantennale, alla struttura degli investimenti e ai controlli sulla redditività.

E c’è un passaggio particolarmente importante: non sarà sufficiente consegnare il nuovo PEF asseverato.

“Neppure la mera formazione e asseverazione del nuovo PEF risulterebbe quindi sufficiente a rendere efficaci le modifiche” - scrive la Ragioneria.

Serviranno anche il completamento della nuova istruttoria, l’acquisizione dei pareri e “un ulteriore ed espresso esercizio del potere deliberativo del Consiglio comunale”.

PEF E CONVENZIONE

È qui che Basile risponde sostanzialmente alla posizione espressa dal Palermo.

Per la Ragioneria, Convenzione e Piano Economico-Finanziario sono documenti distinti ma necessariamente collegati. La prima determina diritti e obblighi delle parti, utilizzazioni economiche, durata, canone, compensazioni, garanzie, manutenzioni, rischi e indennizzi. Il secondo traduce quelle condizioni in numeri: costi, ricavi, investimenti, debito, capitale e flussi finanziari.

Il principio viene espresso con chiarezza:

“Un PEF predisposto sulla base di un determinato assetto convenzionale non può pertanto essere automaticamente assunto quale rappresentazione economico-finanziaria di un diverso assetto nel quale siano state significativamente modificate proprio le variabili sulle quali il Piano è costruito”.

Per questo, secondo Basile, la tesi del club secondo cui il precedente PEF sarebbe già coerente con la convenzione risultante dall’emendamento dovrà essere documentalmente verificata.

La Ragioneria affronta anche direttamente la definizione utilizzata dal Palermo:

“La qualificazione della documentazione richiesta quale ‘inutile aggravio’ costituisce pertanto una valutazione della Società che non modifica gli adempimenti deliberati dal Consiglio”.

NESSUN PARERE

C’è poi un chiarimento destinato a pesare sulla prossima fase amministrativa: sull’emendamento 26 non è stato espresso un parere contabile favorevole.

Il precedente parere della Ragioneria riguardava infatti lo specifico assetto PEF-Convenzione sottoposto agli uffici prima del voto. Per le successive modifiche, il parere contabile non era stato ritenuto dovuto proprio perché quelle disposizioni erano sospensivamente condizionate e prive di effetti immediati.

Basile lo ribadisce nelle conclusioni:

“Sulla fase relativa all’Emendamento n. 26 non è stato espresso un parere contabile favorevole”.

Il futuro assetto dovrà quindi tornare alla Ragioneria insieme al nuovo PEF asseverato, al testo coordinato della convenzione e alla documentazione istruttoria, per essere sottoposto a un nuovo e autonomo controllo contabile prima dell’eventuale approvazione definitiva.

I 10 MILIONI

Nello scambio emerge anche la questione del contributo diretto del Comune di Palermo.

Nella corrispondenza interna del 7 agosto viene ricordato che occorre “dare disponibilità dei 10 milioni di contributo comunale” e viene chiesto di contattare la Ragioneria per concordare il percorso necessario.

Basile precisa però che questo passaggio non può essere interpretato come immediata disponibilità della somma.

La delibera divide i dieci milioni in 8.462.001,24 euro, derivanti da risorse vincolate ed economie di mutui già contratti, e 1.537.998,76 euro, con esigibilità nel 2027 attraverso il Fondo per gli investimenti dei Comuni.

Per rendere disponibile la prima componente serviranno l’approvazione del rendiconto della gestione 2025, l’applicazione del risultato di amministrazione attraverso una specifica variazione di bilancio e il perfezionamento della devoluzione delle economie dei mutui secondo le procedure previste.

La Ragioneria potrà quindi intervenire “esclusivamente a seguito del perfezionamento dei relativi presupposti e nei limiti delle disponibilità risultanti dagli strumenti contabili dell’Ente”.

ONERI COMUNALI

Il documento di Basile ricostruisce anche il limite nominale massimo degli oneri diretti e indiretti riferibili al Comune durante i novant’anni della concessione.

Sono previsti 10 milioni di euro di contributo pubblico diretto, fino a 72 milioni attraverso la compensazione del canone concessorio e, potenzialmente, altri 27 milioni di minori entrate derivanti dalle agevolazioni IMU e CUP indicate nel PEF in 300 mila euro annui.

Il valore nominale massimo complessivo arriva quindi a 109 milioni di euro.

Ma c’è una precisazione decisiva: i potenziali 27 milioni di agevolazioni tributarie non derivano automaticamente dalla convenzione. Dovranno essere oggetto di separati atti degli organi comunali competenti e dovranno superare la verifica degli equilibri di bilancio.

RISCHI DEL CLUB

Basile richiama inoltre un altro limite fissato nella deliberazione.

Al di fuori delle componenti economiche espressamente individuate, gli oneri di progettazione, finanziamento, realizzazione, completamento, gestione, adeguamento normativo, copertura assicurativa e conservazione dell’impianto dovranno restare a carico della concessionaria.

Lo stesso principio riguarda, nel testo della delibera, manutenzione ordinaria e straordinaria ed eventi quali calamità naturali, incendi, allagamenti, terremoti, vandalismi o altre situazioni catastrofali, senza possibilità di trasferire successivamente quei costi sul bilancio comunale.

È uno dei punti che dovrà essere coordinato con la nuova formulazione della convenzione prevista dall’emendamento 26. Non si tratta infatti di una modifica puramente formale, ma di una clausola che interviene direttamente sull’allocazione dei rischi e, di conseguenza, può incidere sull’equilibrio economico-finanziario del progetto.

DUE SCADENZE

Mentre il percorso sulla convenzione prosegue, il calendario legato a UEFA EURO 2032 continua a correre.

Il Palermo FC richiama nella propria nota due date.

La prima è il 28 agosto 2026, termine entro il quale dovranno essere trasmessi alla FIGC l’Host City Agreement e lo Stadium Agreement.

La seconda è il 30 settembre 2026. Entro quella data, secondo quanto il Palermo richiama dalle comunicazioni della FIGC, dovranno essere definitivamente perfezionati e resi vincolanti il contributo diretto di 60 milioni di euro della Regione Siciliana e quello di 10 milioni del Comune di Palermo.

Sul finanziamento regionale Mediagol.it aveva già ricostruito le condizioni poste da Palazzo d’Orléans, spiegando perché i 60 milioni destinati allo stadio fossero legati alla coerenza del progetto e della documentazione successiva.

Basile precisa che predisposizione, validazione e trasmissione dell’Host City Agreement e dello Stadium Agreement non rientrano nelle competenze della Ragioneria Generale.

Aggiunge però un’avvertenza: nelle comunicazioni rivolte alla FIGC e agli altri soggetti esterni bisognerà rappresentare correttamente ciò che il Comune ha effettivamente approvato e ciò che è già efficace, distinguendo lo schema originario dalle modifiche dell’emendamento 26, ancora sottoposte al nuovo procedimento.

PARTITA APERTA

I due documenti permettono quindi di comprendere meglio cosa sta accadendo dopo il voto del 31 luglio.

Il Palermo FC considera la convenzione risultante dall’emendamento 26 l’unica compatibile con l’equilibrio economico-finanziario del progetto e sostiene che quelle modifiche riportino sostanzialmente il testo verso l’assetto già preso a riferimento per costruire il proprio PEF.

La Ragioneria Generale non entra nella convenienza dell’accordo per il club, ma pone un principio procedurale: finché quella corrispondenza non sarà dimostrata attraverso il nuovo Piano, la relativa asseverazione e l’intera istruttoria stabilita dal Consiglio, le modifiche non potranno essere applicate né considerate già efficaci.

Non si riparte da zero, ma il percorso non può neppure considerarsi concluso.

Prima che la convenzione novantennale possa assumere la sua configurazione definitiva serviranno ancora nuovo PEF, asseverazione, pareri, controlli e un altro passaggio del Consiglio comunale. Nel frattempo, il calendario di Euro 2032 impone altre due tappe: 28 agosto e 30 settembre.

Il voto del 31 luglio ha consentito a Palermo di superare un ostacolo decisivo. La partita sulla convenzione del nuovo stadio, invece, è ancora aperta.