Nuovo Barbera, il Palermo risponde al Comune: la decisione che cambia il futuro del progetto
Il Palermo FC ha risposto al Comune sul nodo che rischiava di rallentare il progetto di riqualificazione del Renzo Barbera e compromettere il rispetto delle scadenze per Euro 2032. La comunicazione è arrivata il 23 luglio, un giorno prima del termine indicato dall’amministrazione per sciogliere la riserva sulla quota residua da 30 milioni di euro prevista dal Piano Economico Finanziario.
La decisione è stata messa nero su bianco in una nota firmata dall’amministratore delegato Giovanni Gardini e indirizzata al Responsabile Unico del Progetto Francesco Trapani e al capo di gabinetto del sindaco Sergio Pollicita. Per conoscenza, il documento è stato trasmesso anche al sindaco Roberto Lagalla, al presidente del Consiglio comunale e all’assessore al Patrimonio.
LA SCADENZA
La risposta del Palermo è arrivata al termine di una settimana decisiva per il futuro del Barbera. Il 22 luglio il Comune aveva comunicato la conclusione positiva della Conferenza di Servizi decisoria, subordinando però il prosieguo del procedimento alla definizione della copertura finanziaria.
Nel verbale era stato evidenziato che l’iter avrebbe dovuto essere seguito, “tra le altre cose, dal completo reperimento della quota di Euro 30 mln della parte pubblica di finanziamento indicata nel PEF”.
Il Comune aveva quindi chiesto al club di sciogliere entro il 24 luglio la riserva formulata sulla somma. Oltre quella data, la proposta di deliberazione consiliare sarebbe stata considerata irricevibile per le finalità connesse alla candidatura di Palermo a Euro 2032.
Il tempo era ridottissimo. Il progetto doveva essere trasmesso al Consiglio comunale e approvato entro il 31 luglio, scadenza perentoria indicata da UEFA e FIGC per la presentazione degli atti progettuali e delle relative coperture finanziarie.
IL QUADRO
La questione dei 30 milioni era già emersa con l’ultimo aggiornamento del Piano Economico Finanziario del nuovo Barbera. Il Palermo aveva segnalato la necessità di individuare ulteriori risorse pubbliche e si era riservato ogni valutazione qualora queste non fossero state reperite tempestivamente.
La Conferenza di Servizi decisoria si è nel frattempo conclusa favorevolmente. La società lo ha ricordato nella propria risposta, richiamando il verbale con il quale è stata dichiarata “conclusa positivamente la Conferenza di Servizi Decisoria relativa al Progetto di Fattibilità Tecnica Economica relativo all’intervento di Riqualificazione dello Stadio Renzo Barbera”.
Il buon esito della conferenza ha fatto seguito al deposito degli elaborati definitivi del PFTE, aggiornati con le prescrizioni e le indicazioni emerse durante il confronto con gli enti.
Restava però da comprendere quale scelta avrebbe compiuto il Palermo davanti alla mancata individuazione di nuovi finanziamenti pubblici.
LA DECISIONE
Il club ha scelto di non attendere oltre. Nella comunicazione del 23 luglio, il Palermo FC ha dichiarato che sarà la società a garantire la copertura della quota residua da 30 milioni.
“A tal riguardo, la Palermo FC, non essendo ad oggi stati reperiti ulteriori finanziamenti pubblici, comunica che, al fine di salvaguardare il progetto di riqualificazione dello Stadio e la candidatura di Palermo ad ospitare la manifestazione di Euro 2032, nella consapevolezza dell’importanza dell’iniziativa per la città di Palermo, si fa responsabilmente carico di coprire anche la sopra menzionata quota residua di Euro 30 mln”.
La società ha sottolineato la portata della decisione, precisando di assumere questo impegno “nonostante la rilevante entità del detto importo”, così da consentire alla città “di conseguire questo straordinario risultato”.
Il Palermo ha quindi sciolto la riserva nei tempi richiesti dal Comune. Il fabbisogno non resta più subordinato al reperimento immediato di un nuovo contributo pubblico: il club ha dichiarato di essere in grado di garantire direttamente la copertura, permettendo al procedimento di andare avanti.
CONTRIBUTI FUTURI
La decisione non comporta però la rinuncia a eventuali finanziamenti pubblici che dovessero essere individuati successivamente. Il Palermo ha chiesto che qualsiasi nuovo contributo venga utilizzato per coprire il costo assunto dalla società.
“Resta ovviamente inteso che, per effetto di quanto sopra, laddove dovesse essere successivamente reperito un contributo pubblico diretto, ovvero e comunque una qualsivoglia sovvenzione pubblica, quest’ultimo verrà dalla Società impiegato, e quindi verrà alla Società riconosciuto, a copertura del detto costo”.
Il club ha aggiunto di attendersi “il massimo supporto” dell’amministrazione comunale nel reperimento delle risorse. In sostanza, il Palermo assicura oggi la copertura necessaria per non interrompere l’iter, ma mantiene la possibilità che la somma venga successivamente compensata attraverso finanziamenti pubblici.
La società ha chiesto per questo motivo di riformulare il numero “v” dell’ultimo comma dell’articolo 3 della convenzione-concessione.
La nuova formulazione proposta prevede che “ogni eventuale ulteriore finanziamento, sovvenzione o contributo pubblico diretto che dovesse successivamente intervenire verrà dalla Società impiegato a copertura degli eventuali costi aggiuntivi rispetto a quanto previsto nel PFTE e, a seguito del rimborso del costo aggiuntivo, l’eventuale residuo dovrà essere corrisposto alla Palermo F.C.”.
LE CONDIZIONI
La copertura dei 30 milioni è accompagnata da condizioni precise. Il Palermo ha dichiarato di poter sostenere l’ulteriore sforzo finanziario soltanto se resteranno inalterate le previsioni del PFTE e le disposizioni contenute nella convenzione-concessione.
“Resta inteso, altresì, che la Palermo F.C. è in grado di sostenere questo ulteriore sforzo finanziario nel presupposto che rimangano del tutto inalterate le previsioni del PFTE e, quindi, anche le disposizioni normative della Convenzione-Concessione”.
Il riferimento è alla versione della convenzione caricata il 21 luglio. Le disposizioni dovranno continuare a riconoscere alla società “esenzioni fiscali e risparmi, nonché attività imprenditoriali e conseguenti ricavi, il tutto come indicato nel PEF”.
Non si tratta di un elemento secondario. La sostenibilità dell’intervento dipende dal mantenimento del modello economico sul quale è stata costruita l’intera operazione. I ricavi derivanti dalle attività commerciali e dall’utilizzo dello stadio, insieme ai risparmi e alle agevolazioni previste, rappresentano il presupposto che consente al club di aumentare il proprio impegno.
Il quadro era già emerso nell’analisi del piano del Palermo tra investimento, concessione lunga e gestione del nuovo impianto. Il progetto poggia su un equilibrio pluriennale tra capitale privato, sovvenzioni pubbliche, compensazioni, benefici fiscali e ricavi prodotti dal Barbera.
VERSO IL CONSIGLIO
Con la risposta del Palermo viene superato il nodo che impediva al Comune di inoltrare la proposta di deliberazione al Consiglio comunale. La Conferenza di Servizi decisoria si è conclusa positivamente, gli elaborati definitivi sono stati depositati e il club ha assunto la copertura della quota residua.
Restano adesso i passaggi politici e amministrativi necessari per l’approvazione del progetto entro il 31 luglio. È la data prevista dal cronoprogramma della candidatura di Palermo a Euro 2032.
Il Palermo ha dunque scelto di aumentare direttamente il proprio impegno economico per non compromettere il progetto e la corsa agli Europei. Una decisione accompagnata da condizioni chiare, ma che consente al nuovo Barbera di superare uno dei passaggi più delicati del suo percorso.
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