Paolo Valeri risponde a Zamparini: "Carpi-Empoli? Faccio chiarezza"
All'indomani di quella partita, Zamparini ne ebbe per tutti.
Era martedì 26 aprile. La sera precedente l'Italia calcistica, dopo aver assistito all'aritmetica vittoria del quinto scudetto consecutivo della Juventus (la Roma vinse sul Napoli, permettendo i festeggiamenti bianconeri), guardò Carpi-Empoli, una delle prime sfide cruciali in chiave salvezza. In quella circostanza, Valeri, direttore di gara della sezione di Roma, ne combinò di tutti i colori: prima espulse Mchedlidze pensando che avesse rifilato una gomitata all'avversario (beccò tre giornate di squalifica), poi negò un gol regolare a Pucciarelli, quindi non concesse un rigore all'Empoli per doppio fallo di mano di un difensore del Carpi. A fine gara i tesserati toscani, già praticamente salvi e senza apparente motivo di rabbia, dimostrarono di volere onorare al meglio il campionato: si sfogarono ai microfoni dei cronisti e fecero sentire la propria voce.
La reazione del presidente Zamparini non si fece attendere.
Prima un comunicato stampa ricco di particolari e fotogrammi, quindi l'intervento radiofonico di cui vi abbiamo appena proposto un passaggio.
A quasi dieci giorni di distanza, arriva la risposta di Paolo Valeri, arbitro della sezione di Roma, designato per quel match lì. "Sembrava che nel gol annullato all’Empoli a Carpi, Pucciarelli avesse soffiato su Gagliolo, invece lo aveva sgambettato - ha sostenuto fermamente Valeri -. Ho visto bene: la verità è che bisogna parlare su dati oggettivi. Io in campo, quando intuisco di aver sbagliato, una moviola la vorrei. E la sfrutterei. Ma non è questo il caso". Insomma, nessun passo indietro e soprattutto nessun riferimento agli altri episodi che hanno deciso quella partita (l'espulsione a Mchedlidze e il rigore negato all'Empoli per doppio fallo di mano del difensore carpigiano).
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