Premier League, Manchester United cuore d’oro: pagati gli stipendi a tutti i dipendenti. Il Liverpool licenzia tutti, ma fa dietrofront
Di Andrea Geraci.
Il bel gesto del Manchester United.
L'emergenza Coronavirus sta continuando a causare ingenti danni finanziari a tutti settori dell'economia, da quello dell'istruzione fino a quello delle attività commerciali. Anche il mondo del calcio è stato colpito da tale ondata negativa, e per tale motivo tantissimi club hanno deciso di optare per soluzioni drastiche al fine di non aggravare eccessivamente sui bilanci: tra queste, vi è quella di tagliare gli stipendi dei calciatori, decisione già presa anche in Serie A.
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Il taglio dei salari non riguarderà invece tutti i lavoratori che operano intorno alle varie società, i quali verranno regolarmente stipendiati anche durante l'emergenza Coronavirus. Questa è la decisione adotta dal Manchester United, il quale in questi giorni ha contattato via mail quasi 900 dipendenti confermando che i loro stipendi verranno regolarmente pagati, così come i lavoratori con un contratto part-time (quasi 3000) che saranno coperti economicamente almeno fino al primo giorno di giugno.
Una scelta completamente opposta a quella presa dal Liverpool, che nella scorsa settimana aveva licenziato molti dipendenti promettendo comunque loro di pagare tutti gli stipendi dovuti: una decisione di polso che era stata duramente criticata da tantissimi soggetti sui vari social network. Tale è stata l'ondata di critiche ricevute, che i Reds sono stati costretti a invertire la rotta, riassumendo tutti i dipendenti e scusandosi pubblicamente tramite la figura dell'amministratore delegato Peter Moore: "Abbiamo consultato una serie di stakeholder nell'ambito di un processo volto a raggiungere il miglior risultato possibile per tutti gli interessati. Sono stati presi in considerazione una serie di possibili scenari, come applicare il Coronavirus Job Retention Scheme per pagare l'80% degli stipendi e garantire il restante 20%; fare domanda al Coronavirus Retention Scheme con la garanzia di rimborsare gli importi ricevuti in un secondo momento; trovare vie alternative per coprire tutte le nostre spese. La scorsa settimana siamo giunti ad una conclusione errata, e siamo davvero dispiaciuti. Le nostre intenzioni erano, e lo sono ancora, di garantire a tutta la forza lavoro la massima protezione possibile durante questo periodo senza precedenti storici".
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