Mediagol Altri Campionati Ligue 1 PSG, Buffon: "Mi sento più forte di cinque anni fa. Juventus? Nessun rimpianto e nessuna delusione, la Nazionale..."

PSG, Buffon: "Mi sento più forte di cinque anni fa. Juventus? Nessun rimpianto e nessuna delusione, la Nazionale..."

Le dichiarazioni dell'ex bianconero, Gianluigi Buffon, attualmente in forza al Paris Saint-Germain

Parla Gigi Buffon.

L'ex bianconero, attualmente in forza al Paris Saint-Germain, nonostante i suoi 40 anni suonati è ancora nel pieno della sua forma fisico. A dirlo lo stesso portiere, che intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha analizzato questo suo primo periodo in Francia, facendo riferimento anche al futuro e al passato.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

"Mi sento più forte di cinque anni fa. Dopo una settimana hanno capito che non era arrivato uno che stava invecchiando, ma che voleva ritagliarsi spazi importanti e se li sta guadagnando. Senza perdere di vista il focus: far crescere la squadra. Ho conquistato il ruolo che volevo e per il quale sono stato scelto: mettere a disposizione le mie conoscenze per fare crescere l’ambiente e dimostrare che ci sono ancora e ci sono bene. Già innamorato di Parigi? Sì, ma non di un posto particolare. Mi piace l’onda di energia e di positività che trasmette la quotidianità della città. Da turista non la percepisci".

Sulla Vecchia Signora: "Io e la Juventus abbiamo programmato insieme, da molto lontano, un percorso d’addio che ha chiuso il cerchio in modo perfetto - ha sottolineato il classe '78 -. Per questo non ho nessun rimpianto e nessuna delusione. Questa settimana ero in Italia, ho telefonato Andrea e mi ha dato il permesso di allenarmi tre giorni alla Continassa. PSG-Juventus a Madrid come finale di Champions? No, perché non voglio che la mia eventuale gioia sia condizionata dalle lacrime dei miei ex compagni e dei miei ex tifosi. Ne abbiamo già piante troppe insieme. Mi merito una gioia piena. Se proprio devo affrontare la Juventus, meglio prima della finale".

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Chiosa finale sulla Nazionale: "Dopo la Svezia, Gigi Di Biagio mi telefona e mi dice che ha bisogno di me per le due amichevoli. Anche se era un momento difficile, per amicizia e senso di responsabilità io ho risposto di sì. Ma a quel punto sono state dette cose vergognose, mi hanno fatto passare per l’imbucato alla festa, per il vecchio che si aggrappa alla poltrona. Per vincere servono esperienza, personalità, carisma. E allora, per orgoglio e dignità, anche a costo di sembrare superbo, mi sono fatto da parte.  A Mancini, molto carino, che mi ha chiamato per chiedermi una disponibilità in caso di grande emergenza, ho detto sì, ma non ce ne sarà bisogno. Dietro a Donnarumma ci sono Perin, Sirigu, c’è Cragno che sta crescendo, tornerà Meret. Possibilità remota quindi quella di rivederla in azzurro? Possibilità nulla"

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