Cagliari, lettera di addio di Joao Pedro: "Scusa per il mio silenzio, ho dato tutto"
Dopo otto stagioni in rossoblù, Joao Pedro lascia il Cagliari e approda al Fenerbahce a titolo definitivo. Un addio nell'aria da diverse settimane, ufficializzato però solo nella giornata di ieri. Scelta, quella di lasciare la Sardegna, spiegata in una lunga lettera dello stesso calciatore e pubblicata da L’Unione Sarda.
"Cagliari, è arrivato il momento di salutarci. Questa lettera è per te. Allora, avrei potuto scriverti un libro con parole perfette o dire un semplice GRAZIE, ma non basterebbe in questo momento. Perché è difficile trovare le parole per dirti quanto sei stata importante per me. È passato quasi un decennio, tanti e tanti ricordi e momenti indimenticabili. Abbiamo gioito e pianto insieme. Abbiamo fatto la guerra, sempre insieme. Niente e nessuno mi ha mai diviso da te. Critiche, momenti negativi e mancanza di fiducia mi hanno dato solo più carica per fare storia con te. Il mio nome sarà sempre lì…che onore! È Impossibile dopo così tanto tempo non creare un sentimento forte e puro con la terra che mi ha accolto nel miglior modo possibile, con la maglia che è diventata la mia seconda pelle. Solo io e te sappiamo quello che proviamo l’uno per l’altro. Solo noi due sappiamo il nostro legame unico. Ed è questo che conta per me. Mi hai aperto le porte del mondo e ironicamente vado via passando da quella stessa porta. Oggi provo un sentimento agrodolce, da una parte triste perché ti lascio, dall’altra felice perché faccio parte della tua storia”.
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“Sono arrivato ragazzo e vado via Uomo e padre. Ho visto i miei figli nascere e crescere qui. André, tifoso vero del Cagliari sentirà la tua mancanza. Scusa per i momenti in cui non sono stato in grado di trascinarti in alto. Ma fidati, ho dato tutto. Scusa per il mio silenzio dopo quella maledetta serata a Venezia, ma sono umano anch’io e ho sofferto quanto te e quanto voi dopo quel fallimento. Mi dispiace che in tanti non hanno capito che il mio silenzio è stato necessario più che scelto. Mi dispiace che le critiche a volte facciano scordare ciò che di bello è stato fatto, d’altronde sono sempre stato silenzioso e tutto l’affetto e il rispetto che ho guadagnato da una parte di voi è stato conquistato dentro il campo. Capisco il vostro rammarico ma un semplice scusa sarebbe stato scontato e sarebbe stato poco. Ho sbagliato tante volte, sono stato altrettante volte incapace e limitato ma ho dato il massimo di me, ed è quello che conta. Quello che mi fa dormire con la coscienza pulita ogni notte”.
“Ho sempre rispettato al massimo questa maglia in ogni momento. Mai per interesse o convenienza, ma sempre con amore per l’opportunità che ho guadagnato io per poter poi arrivare fin qui. Quando si parla di calcio ci sarà sempre tanto amore e tanta passione, si può vincere o perdere, cadere e rialzarsi, tutto questo farà sempre parte del gioco! Casteddu miu, chi nisciunus pensiri ci siat cosa prus manna de tui. Poita nisciunus mancu s’accostara a tui. Seu sicuru che as’ a torrai in artu, innui ti minesciri. S’amori, s’impegnu e s’onestadi chi t’apu sempri donau est cussu chi ti dopemmu torrai. Totu s’atru anta a essi sempri fueddus a su entu. M’as a mancai…Adiosu Casteddu“.
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