Il dolore di Chochev e l’esultanza stupida di chi non ha un cuore
Di Alessandro Amato
Juventus FC v US Citta di Palermo - Serie A
Meglio così, hanno sentenziato in molti, tanto lo stipendio lo prende lo stesso. L’hanno detto in troppi, direi. Perché una cosa è lamentarsi delle prestazioni, una cosa è gioire delle disgrazie altrui. E’ decisamente una brutta cosa.
Chochev è un giocatore del Palermo e, comunque, non mi permetterei di scrivere certe cose anche se fosse uno del Catania o della Juventus. Quando un giocatore finisce all’ospedale, quando piange per il dolore, quando deve affrontare un intervento chirurgico non è più una questione calcistica. Diventa una questione umana, che non ha colore e non ha appartenenza. Dunque, ribadisco: Chochev non mi piace. Ma ci tengo a dire che mi piacciono molto meno quelli che per antipatie calcistiche varcano il confine dell’assurdità. Quando c’è qualcuno che sta molto male, nessuno dovrebbe esultare. Tranne gli stupidi, ovviamente. A loro questa opportunità, purtroppo, va garantita.
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