Mediagol Notizie Roberto Mancini vicino al ritorno sulla panchina della Nazionale

Roberto Mancini vicino al ritorno sulla panchina della Nazionale

L'ex Ct è molto vicino al ritorno sulla panchina azzurra.

di Dennis Rusignuolo

E quindi, dove eravamo rimasti? Roberto Mancini avrà modo di ripeterlo molto presto, alla guida della Nazionale Azzurra, quella panchina che fu già sua per 61 partite, tra il 2018 e il 2023. Un matrimonio che s'è fatto, ed è pronto a rifarsi nuovamente nonostante le voci su un possibile ritorno - anche il suo - di Antonio Conte.

Perché lui e non Conte?

Progettualità? Scelta politica? Tanti interrogativi circondano i vertici della FIGC in questo momento, in procinto di eleggere il nuovo presidente dopo le dimissioni di Gravina. La ferita di Zenica ha lasciato strascichi profondi, e questa volta la rivoluzione sembra ben avviata. Ai vertici avanza a vele spiegate il volto di Giovanni Malagò come presidente federale, mentre in campo il ciclo - ad interim - di Silvio Baldini ha portato due vittorie, in amichevoli piuttosto balneari, ma ha messo in mostra il materiale su cui l'Italia può, e deve, lavorare. La scelta di Roberto Mancini non prescinde solamente dall'ottimo rapporto con Malagò, ma probabilmente dalla visione a lungo termine che la nazionale dovrà intraprendere, per conquistare i prossimi mondiali, nel 2030. Un progetto che, difficilmente, avrebbe potuto abbracciare una figura come Antonio Conte, estremamente pratico nei suoi approcci, ma spesso poco avvezzo a progetti a lunga gittata.

Come ripartire?

Mancini ha già guidato un primo ciclo "rinascimentale" con gli Azzurri, capaci di toccare il cielo in una notte calda di luglio, in quel di Wembley, e frantumarsi in pezzi in una notte sciagurata a Palermo, nel marzo 2022. Mancini lasciò a settembre, dopo il terzo posto conquistato nella Nations League, ma adesso è pronto a ritornare in azzurro, con l'obiettivo di ripartire da quei dogmi che avevano regalato flebili speranze e altrettanti incubi. Dalla striscia - record - di 37 risultati utili consecutivi, e non dalle 9 sconfitte che, in maniera fragorosa, sono riuscite a fare tanto rumore.

E quindi fiducia ai giovani, al gruppo, all'italianità. L'obiettivo è lontano, la strada è tortuosa, ma i primi mattoni sono pronti per essere messi.