Conference League, questa sera la finale tra Crystal Palace e Rayo Vallecano
Sfida tra periferie per sollevare al cielo di Lipsia il trofeo della coppa "di periferia". La Conference League giunge all'atto conclusivo, in programma questa sera alla Red Bull Arena. In campo Crystal Palace e Rayo Vallecano, due squadre che vanno a caccia del primo trofeo europeo della loro storia. Due storie che meritano di essere raccontate.
Come arriva il Crystal Palace
A Lipsia il Palace chiuderà un ciclo, il più prolifico della sua storia. Glasner ha annunciato già da tempo il suo addio a fine stagione, e la finale di questa sera sarà di fatto la sua ultima partita sulla panchina degli inglesi. Il viaggio in Conference non ha incontrato particolari ostacoli: il Palace ai nastri di partenza era stata etichettata come favorita, e nel percorso verso Lipsia, gli inglesi hanno passeggiato sulle avversarie (tra cui la Fiorentina, incontrata ai quarti di finale). E pensare che il Crystal Palace non doveva nemmeno esserci in Conference. Il motivo? La vittoria dell'FA Cup. Il successo di Wembley contro il Manchester City aveva garantito l'accesso alla League Phase di Europa League, ma il Palace è stato costretto a "retrocedere" in Conference a causa della proprietà del club. Il presidente, John Textor, che era a capo anche del Lione. Le regole UEFA vietano la multiproprietà in una competizione, per questo motivo il Palace è sceso in Conference, cedendo il proprio posto al Nottingham Forest, che si è fermato soltanto in semifinale. La finale pende verso i ragazzi di Glasner, che vorrà salutare il sud di Londra alla sua maniera: con un trofeo.
Come arriva il Rayo Vallecano
Alzi la mano chi avrebbe pensato che una squadra di Madrid a inizio anno avrebbe giocato una finale europea. Se il pensiero comune ricade su Real e Atletico, probabilmente qualcuno avrebbe sollevato la mano, meno se il discorso verte sul Rayo Vallecano. La squadra di Vallecas, piccolo comune inglobato nella capitale spagnola, ha superato la semifinale - già ampiamente storica - contro lo Strasburgo, e a Lipsia va a caccia del primo trofeo della sua storia. Il Rayo è l'anomalia più bella di questa competizione, un club che mantiene profondamente le radici del proprio quartiere, e conserva quel pizzico di nostalgia nel vecchio impianto e nella biglietteria dello stadio, l'unica disponibile per acquistare i biglietti. Li allena uno degli allenatori più giovani d'Europa, Inigo Perez, 38 anni, e già dentro i taccuini di tanti direttori, soprattutto in Spagna. Da Vallecas è passato di recente Iraola, sotto gli occhi di mezza Europa, e Perez ha la possibilità di lanciare la sua carriera con un trofeo storico e clamoroso sotto i punti di vista. Il percorso, rispetto al Palace, è stato più tortuoso e complesso, anche per merito delle avversarie degli spagnoli. La vittoria della semifinale d'andata contro lo Strasburgo ha indirizzato la qualificazione, difesa con le unghia e con i denti nel ritorno in Francia, dove il Rayo ha addirittura vinto per 1-0.
Un italiano presente
C'è una pennellata di Italia in questa finale. Tra le due squadre figura un solo italiano, Luiz Felipe, che tra l'altro è assente (problema muscolare al bicipite femorale). L'italiano in campo è il direttore di gara: Maurizio Mariani. Per il fischietto romano è la seconda finale europea consecutiva: l'anno scorso fu il quarto uomo della finale di Europa League (Tottenham-Manchester United), quest'anno è stato scelto come arbitro. Completano la squadra i due guardalinee, Bindoni e Tegoni, e il quarto uomo Nyger (Svezia). Al VAR Di Bello e Chiffi.
Calcio d'inizio alle ore 21:00
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