Napoli, De Laurentiis: "Gattuso? Un guerriero che non le manda a dire. Se farà bene in Champions e in Coppa Italia..."
Parola a Aurelio De Laurentiis.
A dicembre approdava sulla panchina del Napoli dopo l'esonero di Carlo Ancelotti maturata a margine del successo ottenuto dei campani contro il Genk. Oggi, De Laurentiis, è tornato a parlare della sua scelta tracciando un bilancio dei primi sette mesi del tecnico calabrese in azzurro, durante un'intervista concessa ai microfoni del "Corriere dello Sport".
Aurelio e Luigi De Laurentiis
“Lo avevo chiamato anni fa insieme a Totti, avevo pensato a un film con loro due. Ci eravamo rivisti al compleanno di Ancelotti da Mamà a Capri. Rino stava seduto vicino a me. Me l’ero immaginato diverso, ho scoperto un grande conversatore, in grado di affrontare tutti i temi possibili. Dopo il disguido del ritiro-non-ritiro gli ho telefonato: ‘Rino, stai calmo, non prendere nessuna decisione se ti chiama qualcuno, stai fermo’. Dopo la partita di Champions ho visto Ancelotti a cena e gli ho detto che volevo cambiare, anche per conservare la nostra amicizia. La squadra aveva dimenticato il 4-3-3 sarriano, a Rino ho chiesto la riverginazione di quel modulo, anticipandogli che lo scotto da pagare sarebbero state tre, quattro sconfitte di fila. Io e Rino siamo molto simili, due guerrieri, due che non le mandano a dire, due condottieri".
Chiosa finale sul rinnovo: "Gli avevo fatto un contratto di un anno e mezzo nel quale era contemplata la via di fuga per entrambi. Non abbiamo avuto bisogno di ricorrervi. Se facciamo bene in coppa Italia e in Champions e recuperiamo qualche posizione in campionato, gli do appuntamento a inizio agosto a Capri dove potremmo parlare di un allungamento di tre, quattro stagioni. Tra persone che stimano, i contratti sono relativi".
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