Mediagol Scommesse Gravina e il caso scommesse: "Non abbandoniamo i ragazzi. Stadi? Siamo indietro"
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Gravina e il caso scommesse: "Non abbandoniamo i ragazzi. Stadi? Siamo indietro"

Le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Figc a Londra: "I giocatori coinvolti pagheranno se hanno sbagliato ma dopo li aiuteremo".

"Chi ha sbagliato dovrà pagare, e noi faremo il possibile perché si arrivi ad una sentenza il più velocemente possibile. Ma, al di là dell'errore individuale, non abbandoneremo mai i giocatori coinvolti". Lo ha detto Gabriele Gravina, ospite dell'Ambasciata Italiana a Londra a poche ore dalla sfida tra Inghilterra e Italia, in programma alle ore 20:45 a Wembley. "Pagheranno se hanno sbagliato ma dopo li aiuteremo. In Italia i ludopatici sono un milione e mezzo. E c'è una contraddizione: da una parte lo Stato guadagna circa 16 miliardi di euro dal gioco d'azzardo, mentre noi ci troviamo a dover convincere i giovani a non giocare", le sue parole.

STADI - "Siamo ancora molto indietro sulla questione stadi. L’organizzazione dell’Europeo del 2032 è una opportunità, un'occasione che viene presentata al nostro paese. Un'occasione che arriverà 42 anni dopo Italia ’90. Dobbiamo sensibilizzare tutti e capire che la costruzione delle infrastrutture in Italia non può arrivare con l’elargizione di soldi a fondo perduto da parte del Governo Italiano. Abbiamo portato a casa un risultato che qualcuno etichetta come risultato a metà, ma io credo sia importante condividere questo Europeo con la Turchia anche a livello culturale. Il 2032 lo dobbiamo considerare una sorta di specchio in cui vedere i nostri limiti. Dobbiamo porre rimedio a questi limiti e sbloccarci a livello mentale e lo stadio è uno degli strumenti più importanti per valorizzare il brand del calcio italiano. Da parte nostra c’è massima disponibilità, faremo in modo che ci sarà meno burocrazia e un ente pratico per accelerare la costruzione degli stessi. Qualche giorno fa ho avuto il piacere di inaugurare il Viola Park e devo dire che è meraviglioso, non c’è un centro sportivo migliore. Firenze, Bologna, Cagliari, c’è fermento a Roma: qualcosa sul fronte stadi, qualcosa si muove. Abbiamo dovuto preparare un progetto con garanzie sugli stadi che non avevamo, c’era il rischio di non poter essere ammessi e quindi in tempi non sospetti ho avviato questa cooperazione con la Turchia", ha concluso il numero uno della Figc.