Virtus Entella-Palermo 1-2: personalità e un pizzico di sofferenza, tre punti preziosi per viaggiare a ritmo da A
Questa volta è andata.
Un po' di sofferenza nel finale, senza il fiele della beffa in fondo al calice.
Gli spettri del "Piola" hanno fatto capolino nella mente degli uomini di Tedino quando il cronometro scandiva gli ultimi giri d'orologio.
Poiché basta una svista, una distrazione, un fortuito ed estemporaneo episodio. Tutto può essere rimesso in discussione in un attimo.
Anche l'epilogo di una gara brillantemente condotta ed indirizzata, gestita con disinvoltura, chiusa con buona sorte e cinismo nel cuore della ripresa.
Quando l'avversario sta profondendo il massimo sforzo ed inizia a crederci.
Basta un'inezia, come la deviazione, impercettibile ma decisiva, di Struna, sul destro sparato, a salve, da Gatto.
Quello è l'attimo in cui gli ultimi dieci minuti possono sovvertire il corso dei precedenti ottanta. Allora bisogna moltiplicare sforzi ed attenzione, raschiare il fondo del barile. Alla ricerca delle residue energie nervose e mentali. Sempre che ne siano rimaste.
Duellare di carattere e cuore. Poiché ogni palla, anche se sporca, anche se l'ultima, può finire per travolgerti in un turbine di frustrazioni e rimpianti.
Novara docet. Il Palermo di Tedino ne sa più di qualcosa.
Per fortuna, in quel di Chiavari la paura ha lasciato il posto al sorriso al triplice fischio. Per larghi tratti di questa serata, i rosanero hanno anche accarezzato il sogno di anticipare l'operazione sorpasso sul Frosinone.
L'appuntamento potrebbe essere soltanto rimandato a lunedì prossimo, quando il Palermo recupererà il match del "Tardini" contro il Parma.
L'importanza di questo successo non va sottovalutata.
Premesse complicate, tra infortuni e condizione precaria dei reduci con le rispettive Nazionali. Avversario ostico ed in fiducia, dopo due scalpi eccellenti come Parma e Cremonese.
La vittoria ottenuta accresce ulteriormente convinzione ed autostima in casa Palermo. Consente di allungare la striscia positiva, tenere il passo delle dirette concorrenti. Far sentire, forte, il fiato sul collo al Frosinone.
Compagine di Longo che si è salvata in rimonta allo "Stirpe" contro il Venezia. Ma che potrebbe cedere la seconda piazza ai rosa solo tra qualche giorno, se la formazione siciliana dovesse riuscire a far punti al "Tardini".
I primi venti minuti del Palermo hanno segnato l'intero corso del match.
Approccio volitivo, determinato, intenso. Finalmente centrato.
Personalità, baricentro alto, circolazione della sfera rapida e piuttosto fluida. Palermo voglioso di stabilire subito le gerarchie sul manto sintetico di Chiavari. Non era semplice far subito breccia nel 3-5-2 abbottonato coniato da Aglietti.
Eppure, il messaggio che trapelava dall'incedere spedito e deciso degli uomini di Tedino non lasciava spazio a plurime interpretazioni. Il Palermo voleva subito fare la voce grossa, portare a casa l'intera posta in palio.
Linea difensiva che accorciava alta e coi tempi giusti.
Jajalo iniziava a far sentire fisico e presenza in mezzo al campo, orchestrando in modo scolastico ma autorevole la manovra. Rolando e Rispoli provavano a spingere conferendo ampiezza, Murawski e Gnahoré a dimenarsi in cucitura della manovra, cercando un pertugio tra le linee da attaccare senza palla.
La Gumina tagliava, veniva incontro, conferiva profondità, dettando lo sviluppo in verticale con i suoi movimenti. Coronado sprizzava estro e qualità cercando e riuscendo, come sovente gli accade, a non dare riferimenti e creare la superiorità numerica.
Proprio un guizzo del brasiliano restituiva ossigeno ad una palla all'apparenza morta al limite dell'area. La Gumina la trasformava in oro, abile finta di corpo, controllo a seguire ad eludere due avversari, destro fulminante in diagonale.
Dal manuale del bravo attaccante: il bomber palermitano conferma di essere cresciuto in modo esponenziale. Bene ed in fretta. Sotto il profilo tecnico, tattico e mentale. Su questa bella giocata, i rosa hanno costruito la loro partita.
Per tutta il resto della prima frazione, il Palermo è rimasto in pieno controllo del match. Senza giocare un calcio trascendentale, sia ben inteso. Ma denotando nuovamente coesione, personalità e compattezza che lo avevano contraddistinto nel girone d'andata.
Squadra concreta che gestisce tempi e ritmi della contesa.
Magari non trova sempre lucidità, brillantezza, cattiveria per tracimare su un avversario palesemente inferiore sul piano tecnico. Comunque lo tiene a bada con concentrazione ed abnegazione implacabile. Lasciandogli, di fatto, le briciole.
Stessa falsariga nella ripresa. Palermo in modalità stand-by.
Gestisce e rallenta, copre la profondità e cura la densità. Abbassa il baricentro, chiama a sé l'avversario per aprirsi il campo e provare ad infilzarlo.
Condotta sorniona ed accorta. Forse troppo. Acuita ulteriormente quando, richiamato in panchina La Gumina per Moreo, la squadra ha perso gamba e profondità sull'altare dei centimetri dell'ex Venezia.
Il raddoppio è arrivato, grazie all'ennesimo assolo di Coronado, con tanto di delizioso assist per Gnahoré, che ha trovato il premio della sorte. La deviazione sfortunata di De Santis ha incassatol'indennizzo della dea bendata poco dopo. Quando una deviazione in casa rosa, altrettanto maldestra e sfortunata, ha reso imparabile l'innocua zampata di Gatto.
La paura di ricadere nella beffa a fil di sirena si è tradotta in una veemente reazione sul piano nervoso e caratteriale. Rosa vigorosi e spigolosi a contendere ogni palla vagante, a farsi sentire in ogni contrasto. Divorando le velleità di rimonta liguri, con la testa e con i muscoli.
Forcing generoso quello dell'Entella ma che non ha trovato stavolta spifferi, né lasciti di attenzione nella fase difensiva rosanero.
Bravo e smaliziato il Palermo nel finale.
A gestire il possesso, cercare la bandierina e le linee laterali, rifugiarsi nella tecnica sopraffina sullo stretto di mago Coronado. Così, al triplice fischio, le braccia possono stendersi al cielo e gli occhi guardare lontano.
Il Palermo ha ritrovato compattezza, intensità, ritmo.
Buona fluidità e verticalità di manovra. Non riesce a dare continuità ai suoi standard prestazionali nel corso del match. Si concede troppo spesso delle pause. Cala i giri del motore e si rifugia a tratti in un'accorta e passiva gestione del risultato. Atteggiamento che può talvolta pagare in presenza di cattiveria agonistica e concentrazione massimale. Ma che ti espone inevitabilmente a rischi e potenziali rimpianti. Basta uno scherzo imponderabile del fato, un rimbalzo beffardo, una deviazione velenosa. E ti ritrovi ad ingoiare bocconi amari. Perdendo terreno e punti preziosi. Questo è certamente un aspetto su cui lavorare.
Non si può pretendere che la squadra giri a mille per novanta e passa minuti. Ma è auspicabile chiudere le gare contro avversari alla portata. Specie quando disponi di energie utili e l'inerzia della gara lo consente.
Bene la difesa in blocco, se si eccettua qualche piccola, indolore, sbavatura imputabile al singolo.
Jajalo e Gnahoré si confermano, ognuno per le proprie peculiarità, punti fermi in un centrocampo che trova nel dinamismo gladiatorio di Murawski il suo mastice complementare ed ideale. Ordinato e instancabile Rolando, sufficiente la prova di capitan Rispoli.
Coronado ha ribadito di essere al contempo luce fulgida, linfa pregiata e freccia dardeggiante all'arco di Tedino.
La Gumina prosegue spedito nel suo percorso di maturazione calcistica.
Il suo innesto nell'undici titolare ha conferito vivacità, incisività, profondità e dinamismo. Ha davvero stappato, sul piano tattico, una manovra offensiva che risultava spesso piatta, monocorde e stagnante. Fornendo nuove soluzioni ed aprendo varchi utili da attaccare nel cuore delle difese avversarie.
Il ragazzo diventando gradualmente un giocatore vero. Con ampi margini di crescita e miglioramento. Comunque ad oggi importante, se non decisivo, per questa squadra.
I compagni di reparto che l'hanno ammirato stasera dalla panchina sono perfettamente consapevoli che non sarà semplice strappargli la maglia da titolare.
Adesso non c'è tempo per rifiatare e riposare. Testa subito al Parma. La strada verso il traguardo è ancora lunga e irta di insidie. La rimonta non è ancora completata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA