Mediagol Palermo Stadio Palermo, il Ragioniere Generale dà parere “positivo” ma…

Stadio Palermo, il Ragioniere Generale dà parere “positivo” ma…

Parere favorevole alla proposta 626, ma il Ragioniere generale segnala nodi su asseverazione, durata di 90 anni, apporto privato e controlli sui ricavi.

Il progetto del nuovo Renzo Barbera ha ottenuto il parere favorevole di regolarità contabile. Il Ragioniere generale del Comune di Palermo, Bohuslav Basile, ha dato il proprio via libera alla proposta di Consiglio numero 626, già ufficialmente trasmessa all’Aula, ma ha accompagnato la decisione con una lunga serie di osservazioni, richieste di modifica e verifiche da completare prima dell’eventuale approvazione.

Il documento, composto da dieci pagine, non blocca dunque l’iter della delibera, ma consegna al Consiglio comunale un quadro molto più complesso. Basile ritiene che l’atto possa essere approvato sotto il profilo contabile, ma chiede di intervenire sul Piano Economico-Finanziario, sul sistema di revisione della concessione e su alcune incongruenze relative alle fonti private di finanziamento.

PARERE FAVOREVOLE

La conclusione formale è positiva. Il Ragioniere generale esprime parere favorevole sulla regolarità contabile della delibera che comprende l’approvazione del progetto in variante, la rimodulazione dei rapporti con Sipet, il nuovo schema di convenzione-concessione tra il Comune di Palermo e il Palermo FC e le attività conseguenti.

Il valore complessivo dell’opera indicato nel quadro tecnico-economico allegato al progetto è pari a 315.648.245,43 euro. Ai fini dell’applicazione della cosiddetta norma stadi, la documentazione considera un apporto pubblico complessivo di 142 milioni: 60 milioni della Regione Siciliana, 10 milioni di contributo diretto comunale e 72 milioni corrispondenti al valore nominale della compensazione del canone.

Il documento richiama anche il nuovo PEF trasmesso dal Palermo il 24 luglio, con il quale il club ha assunto a proprio carico i 30 milioni inizialmente indicati come ulteriore contributo pubblico da reperire.

Secondo l’esperto del sindaco, questa modifica non avrebbe alterato sostanzialmente la sostenibilità dell’operazione: il TIR del progetto è passato dal 7,04 al 7,02%, il WACC è rimasto al 7,01%, il VAN è rimasto positivo e il DSCR minimo è stato confermato a 1,80. La durata della concessione, invece, è rimasta fissata in 90 anni.

SOSTEGNO PUBBLICO

Basile ricostruisce anche il valore nominale massimo delle misure a carico del Comune. Il contributo diretto ammonterebbe a 10 milioni di euro, ai quali si aggiungono 72 milioni di compensazione del canone e fino a 27 milioni di eventuali agevolazioni tributarie su IMU e CUP.

Il valore massimo complessivo delle misure comunali raggiungerebbe quindi 109 milioni di euro, mentre i 60 milioni della Regione costituiscono una componente separata del sostegno pubblico.

Le agevolazioni fiscali, tuttavia, non deriverebbero automaticamente dalla convenzione. Dovrebbero essere approvate attraverso successivi atti del Consiglio comunale, nel rispetto delle norme tributarie e degli equilibri di bilancio.

Il parere precisa inoltre che tutti gli altri costi dovranno rimanere a carico del concessionario: progettazione, finanziamento, realizzazione, gestione, adeguamento normativo, assicurazioni e manutenzione dell’intero complesso.

Anche gli interventi resi necessari da calamità naturali, allagamenti, terremoti, incendi, atti vandalici o eventi catastrofali non potranno produrre nuovi oneri per il bilancio comunale, ulteriori compensazioni, proroghe della concessione oppure revisioni del PEF a carico della collettività.

ASSEVERAZIONE DA SANARE

Il rilievo più delicato riguarda l’asseverazione del Piano Economico-Finanziario. Basile osserva che l’ultima versione del PEF, quella del 24 luglio costruita sulla nuova composizione delle fonti di finanziamento, non sembrerebbe accompagnata da un’asseverazione chiaramente riferibile a quei dati.

Nella documentazione risultano infatti due attestazioni, datate rispettivamente 17 e 23 luglio. Il Palermo FC ha spiegato che il PEF asseverato il 17 luglio era già stato predisposto prevedendo l’eventualità che i 30 milioni mancanti non fossero messi a disposizione dalla parte pubblica.

Per il Ragioniere generale, però, nella nota di asseverazione non emergerebbero elementi sufficienti per collegarla in modo inequivocabile alla versione definitiva del Piano.

“In assenza di tale attestazione, non è corretto qualificare il PEF come validamente asseverato ai fini della deliberazione”.

Il problema, secondo Basile, dovrà essere sanato prima dell’approvazione, perché l’asseverazione non rappresenta una semplice formalità, ma un’attestazione qualificata sulla coerenza, attendibilità e sostenibilità del progetto per l’intera durata della concessione.

ERRORI DA CORREGGERE

Il parere favorevole richiede anche alcuni emendamenti alla proposta. Il primo riguarda la necessità di verificare se il progetto debba essere assoggettato agli oneri di urbanizzazione.

Qualora tali somme fossero dovute, non fossero già comprese nel quadro economico e avessero un’incidenza significativa, dovrebbero essere inserite nel PEF. In quel caso sarebbe necessario aggiornare gli indicatori e acquisire una nuova asseverazione.

Basile segnala inoltre due valori errati nel prospetto delle coperture finanziarie. Il finanziamento senior ammonta a 85,2 milioni, non a 73,9 milioni, mentre le risorse private sono pari a 191,8 milioni, non a 201,8 milioni.

Correzioni tecniche, ma decisive per consentire al Consiglio di valutare un quadro finanziario coerente con la versione aggiornata del Piano.

UTILI E APPORTI

L’analisi del PEF apre poi un altro fronte. Il Piano prospetterebbe distribuzioni nominali di utili superiori a 2,467 miliardi di euro lungo i novant’anni della concessione, a fronte di un apporto di equity contabilmente rappresentato pari a 160,6 milioni.

Secondo Basile, questi numeri rendono necessario verificare se la durata novantennale sia effettivamente proporzionata al capitale privato investito e ai rischi assunti dalla società.

Il documento evidenzia anche una differenza di 31,2 milioni di euro. Le risorse private indicate complessivamente nel PEF ammontano a 191,8 milioni, ma nello stato patrimoniale e nel rendiconto finanziario sarebbero rappresentati soltanto 160,6 milioni come apporto di equity.

La società ha ricondotto la differenza ai flussi di cassa operativi generati durante la fase di costruzione. Per il Ragioniere, tuttavia, questa spiegazione non sarebbe sufficiente a qualificare quelle somme come capitale proprio, anche perché gli utili non distribuiti nei primi quattro anni ammonterebbero a 24,6 milioni.

“Tale aspetto non può essere considerato meramente espositivo o formale, poiché incide sulla completezza e sull’effettività della copertura finanziaria del progetto”.

DURATA DA VERIFICARE

Il Ragioniere generale interviene anche sul calcolo del costo medio ponderato del capitale. Il PEF indica un WACC del 7,01%, sostanzialmente coincidente con il TIR del progetto, pari al 7,02%.

Basile osserva però che il calcolo non terrebbe pienamente conto dei differenti tassi applicati al finanziamento senior e al finanziamento IVA. Attraverso una diversa ponderazione, il WACC scenderebbe al 6,84%.

Questo risultato cambierebbe la valutazione della redditività. Secondo la simulazione riportata nel parere, anche con una concessione ridotta a 70 anni, il TIR rimarrebbe superiore al WACC ricalcolato.

Non si tratta di una proposta formale di riduzione immediata della durata, ma di un elemento consegnato al Consiglio comunale per valutare se i 90 anni previsti siano realmente indispensabili per garantire l’equilibrio del progetto.

Il Ragioniere precisa inoltre di non avere potuto ricalcolare il VAN perché il Piano è stato trasmesso in un formato non aperto.

CONTROLLI OGNI CINQUE ANNI

Un’altra modifica sostanziale riguarda l’articolo 6 della convenzione. Il testo approdato in Consiglio prevede la verifica del Piano Economico-Finanziario ogni dieci anni. Basile ritiene questa cadenza insufficiente rispetto alla durata eccezionalmente lunga della concessione e propone controlli ogni cinque anni.

La verifica dovrebbe confrontare ricavi, costi operativi, margine operativo lordo, flussi di cassa, investimenti realizzati e rendimenti effettivi con le previsioni contenute nel PEF.

In presenza di risultati superiori di oltre il 20% rispetto alle stime, il Comune dovrebbe poter riequilibrare il rapporto attraverso l’aumento del canone, la riduzione della compensazione residua, l’attribuzione all’ente di una quota dei maggiori ricavi, la riduzione della durata della concessione oppure la restituzione di utilità e contributi pubblici.

La revisione, secondo la nuova formulazione proposta, non potrebbe mai comportare ulteriori contribuzioni pubbliche, nuove compensazioni o proroghe della concessione.

CANONE E COMPENSAZIONE

Il canone successivo al collaudo è confermato in 800.000 euro annui, rispetto a un valore teorico stimato in 1.168.751 euro. La riduzione del 31,55% viene giustificata con la necessità di garantire l’equilibrio del PEF e tenere conto dei rischi di costruzione, gestione, domanda e finanziamento.

Il canone sarà compensato fino al raggiungimento del limite massimo nominale di 72 milioni. Secondo i chiarimenti forniti dalla società, la compensazione si esaurirebbe indicativamente all’ottantunesimo anno, con il pagamento effettivo del canone dall’anno 82 fino alla scadenza della concessione, per un importo complessivo stimato in circa 8,3 milioni.

Basile segnala però una differenza tra il PEF, che applica una rivalutazione dell’1% esclusivamente a ogni revisione quadriennale, e la convenzione, che prevede l’aggiornamento secondo gli indici Istat per le locazioni non abitative, indicati nel documento al 2,9%. In caso di contrasto, precisa il parere, dovrà prevalere il testo della convenzione.

VIA LIBERA, NON CAMBIALE

Il giudizio conclusivo resta favorevole. Il Consiglio comunale, secondo Basile, può prendere atto positivamente delle risultanze del PEF e approvarlo, anche alla luce del giudizio espresso dall’esperto nominato dal sindaco.

Non si tratta però di un via libera senza condizioni. Il parere contabile chiede di sanare l’asseverazione, correggere i dati sulle fonti finanziarie, verificare gli oneri di urbanizzazione, chiarire la composizione dell’apporto privato e rafforzare radicalmente i controlli durante i 90 anni della concessione.

Dopo l’arrivo ufficiale della delibera in Consiglio comunale, l’Aula dispone adesso anche del documento che certifica la sostenibilità contabile dell’operazione. Ma il parere di Basile chiarisce che l’approvazione del nuovo Barbera dovrà passare da modifiche e garanzie ulteriori, destinate a incidere direttamente sul testo finale della convenzione.