Segre: "La testa fa la differenza, tifosi clamorosi. I gol? Li ho già vissuti..."
"Passo la sera prima della partita, e la mattina stessa, a immaginare e visualizzare quello che può succedere in campo. Anche durante il riscaldamento cerco di pensare e trovare tanti piccoli stimoli che mi possano dare un vantaggio durante la partita. Alcuni gol è come se li avessi già vissuti". Così Jacopo Segre, intervistato ai microfoni di "Cronache di Spogliatoio". Diversi i temi trattati dal centrocampista del Palermo, premiato anche come giocatore del mese di gennaio della Serie BKT: dai gol siglati fin qui con la maglia rosanero, sette in campionato, alle esperienze a Manchester e Girona nel corso della scorsa stagione. Ma non solo...
Segre
I DETTAGLI - "Per me la visualizzazione è un’arma potentissima. Ti aiuta a focalizzarti completamente sulla partita e più nel dettaglio in alcune situazioni di campo, come la ricezione della palla o un tiro ad esempio. Insieme a tutto il resto del lavoro che svolgo in settimana è un piccolo tassello che mi porta a ottenere qualcosa in più durante la gara. Ho imparato a vedere ogni giorno come un’opportunità per lavorare su me stesso. In campo cerco sempre di concentrarmi sulle cose che posso fare meglio", ha proseguito il numero 8 di Eugenio Corini.
LA TESTA - Il programma al Palermo CFA è sempre lo stesso: 45 minuti individuali in palestra, tra attivazione e prevenzione, poi l'allenamento in campo, dove lo stesso giocatore rimane spesso per fare lavori extra su lanci, stop e orientamenti del corpo: "Sembrerà una battuta, ma se non riesco ad avere i miei 40 minuti in palestra, impazzisco. È fondamentale per me curare ogni dettaglio. Anche dopo l’allenamento mi fermo sempre a fare posture e lavori di scarico. Ho giocato anche in Serie A e vi posso garantire che ciò che fa la differenza tra le categorie è la testa. Prendete l’esempio del mio amico Vicario. Siamo stati compagni a Venezia, in Serie BKT, ma io ero sicuro che prima o poi sarebbe decollato. Dovreste vedere i suoi allenamenti personali in palestra: mostruosi. È davvero un professionista esemplare, ci sentiamo spesso ed è fonte d’ispirazione per me".
TIFOSI E RITIRI - "30.000 persone sugli spalti è una cosa senza senso. Un’energia e una passione clamorosa che noi percepiamo in campo. Sembra una frase fatta ma spesso, quando giochiamo in casa, è come se avessimo un uomo in più. I ritiri a Manchester e Girona? Sono stati giorni bellissimi. Due realtà diverse ma di grande spessore. Il centro sportivo del Manchester City è letteralmente indescrivibile, davvero non c’è una virgola fuori posto e non manca niente. A Girona abbiamo trovato un ambiente più ‘normale’, ma abbiamo visto un’intensità e una qualità importanti nei loro allenamenti. È incredibile se penso che si stanno giocando il titolo de LaLiga con il Real Madrid".
LA LAUREA - "Ho buoni tempi d’inserimento e mi sento forte nel colpo di testa. Sin da bambino ho sviluppato una forte autostima nei miei mezzi e spesso me la ritrovo anche in campo. Chiaramente la qualità dei miei compagni e dei palloni che arrivano in area incide molto. La laurea in Scienze Motorie? Mi sono tolto una grande soddisfazione. Ho seguito il consiglio dei miei genitori e ho svolto con entusiasmo tutto il corso di laurea. Ho studiato cose inerenti al mio percorso da calciatore e soprattutto mi è servito per staccare la spina dal continuo pensiero legato al calcio. Il prossimo step sarà qualcosa legato alla nutrizione o al marketing, due ambiti che mi incuriosiscono molto".
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