Mediagol Palermo Palermo-Viterbese 3-3: giostra del gol al "Barbera", la doppietta di Lucca salva in extremis la banda Boscaglia
Palermo

Palermo-Viterbese 3-3: giostra del gol al "Barbera", la doppietta di Lucca salva in extremis la banda Boscaglia

⚽️
Il Palermo acciuffa la Viterbese in extremis al culmine di un match spettacolare

Tutto e il contrario di tutto.

Non è arrivata la vittoria, ma non sono di certo mancate le emozioni nella sfida del "Barbera" tra Palermo e Viterbese.

Sei gol, buone giocate alternate ad errori marchiani, frangenti spigolosi all'insegna dell'alta tensione, grande carattere e spirito di reazione al fine di restare in equilibrio su un'altalena frenetica ed avvincente. Le due squadre hanno certamente regalato spettacolo, fronteggiandosi, specie nella ripresa, con intensità ed un'audacia talvolta eccessiva, un'indole propositiva ai confini della temerarietà, pagata a caro prezzo nei momenti topici del match.

Spirito indomito e voglia di non mollare di un centimetro anche al cospetto di contingenze avverse, hanno fatto il paio con una cronica incapacità di gestire e cristallizzare le rispettive situazioni di vantaggio.  La girandola di reti che ha dato sapore e colore alla seconda frazione della gara, dopo un primo tempo obiettivamente soporifero, è figlia di una serie di circostanze sporadiche e fortuite, nonché di topiche piuttosto evidenti in termini di singoli e di reparto.

A conti fatti, il Palermo è rimasto in piedi grazie alla feroce voglia di riscatto ed alla fisicità di Lorenzo Lucca. Il classe 2000, nonostante stenti e critiche che hanno avversato il suo avvio di stagione, ha mostrato personalità, carattere e indole pugnace, impattando brillantemente il match da subentrante e firmando una doppietta pesantissima.  Difficile analizzare dinamiche e contenuti di una gara calcisticamente schizofrenica che ha disegnato una trama imprevedibile e controversa, priva di linearità e logica sul piano tecnico nella sua bizzarra evoluzione.

Boscaglia ha azzardato una serie di varianti in sede di formazione iniziale che hanno pettinato in modo diverso dall'ordinario il suo consueto 4-2-3-1.

Accardi ha vinto il ballottaggio con Somma a fianco di Marconi, Odjer e Broh sono stati i prescelti in zona nevralgica. Il vero elemento di novità varato dal tecnico è emerso in modo nitido una volta scrutata la disposizione sul manto erboso del tridente offensivo a supporto di Saraniti.  Fiducia simultanea concessa a Kanoute e Silipo sui rispettivi versanti, con Rauti a completare la batteria dei tenori sulla trequarti.

Aculei del tridente schierati sulla corsia opposta al piede forte, scelta che ha messo a suo agio Silipo, abituato a tagliare dentro il campo per rifinire o concludere con il mancino, meno Kanoute più propenso a puntare e cercare il fondo per mettere il cross o l'assist a rimorchio con il destro.

La Viterbese ha disputato una prima frazione accorta e diligente, ma non esasperatamente rinunciataria. Il Palermo ha fatto tremare il palo con Silipo su palla inattiva dopo un paio di giri d'orologio, poi ha marcato una  supremazia territoriale costante quanto sterile per i restanti quarantatré minuti.

Un po' come contro Potenza e Turris, la squadra di Boscaglia ha prodotto nel primo tempo un calcio fin troppo scolastico e cadenzato, manovra farraginosa e dipanata prevalentemente in orizzontale, la percussione con cross di Almici come unica opzione offensiva, disinnescata prontamente dai prestanti centrali laziali. Non una verticalizzazione sul taglio dell'esterno del tridente con tempo e giri giusti, mai un'imbucata per il movimento dell'attaccante alle spalle della linea difensiva avversaria, rarissimi gli uno contro uno a creare la superiorità numerica, assenti gli inserimenti a rimorchio e le conclusioni dalla distanza dei centrocampisti.

Dopo la prevedibile strigliata per svegliare dal torpore i suoi uomini, Boscaglia ha subito cambiato le carte in tavola, cercando linfa e soluzioni dalla panchina in avvio di ripresa. Floriano e Lucca per Rauti e Silipo: Kanoute torna in società con Almici sul binario destro e l'ex Bari si colloca sul versante mancino del tridente. Proprio da una coproduzione Almici-Lucca è arrivato il gol del vantaggio che ha sbloccato il match. Quando sembrava che il match potesse mettersi nel migliore dei modi per i padroni di casa, è accaduto davvero l'imponderabile: prima è arrivato il pari fortuito degli ospiti a firma Simonelli, quindi dopo una manciata di secondi la Viterbese ha addirittura siglato il sorpasso. Lo strappo di Tounkara, partito in dubbia posizione di off-side, trova la linea difensiva del Palermo colpevolmente statica e distratta.  

L'infortunio occorso ad Almici pochi minuti dopo avrebbe potuto definitivamente annientare le residue risorse psicologiche della formazione rosanero.

Tuttavia, il Palermo ha mostrato orgoglio, carattere e voglia di reagire alle avversità nel momento più difficile della sfida. Il volto della riscossa è quello pulito e indomito di Andrea Saraniti, leader tecnico e carismatico di questa squadra, bravo ad incornare in rete e rimettere in carreggiata i compagni. Neanche il tempo di godersi la gioia del pari raggiunto che l'ennesima distrazione difensiva ha nuovamente complicato la vita alla compagine rosanero.

Mbende è stato bravo a svettare sull'ennesima palla inattiva, ma la retroguardia di Boscaglia è stata ancora una volta poco reattiva, lacunosa in sede di lettura, colpevolmente svagata in marcatura.

Certamente apprezzabile la capacità di rimettersi a spingere forte sull'acceleratore nonostante l'ennesima doccia fredda: il forcing rosanero è stato a dir poco veemente negli ultimi otto minuti, Lucca ha prima firmato la sua doppietta con deviazione aerea su cross di Marconi, quindi ha addirittura sfiorato il gol del clamoroso controsorpasso scheggiando la traversa. 

Nel finale il Palermo si è schierato di fatto con il doppio centravanti in una sorta di 4-2-4, con Floriano e Kanoute larghi e Saraniti e Lucca terminali di riferimento centrali nel cuore dei sedici metri. Il punto conquistato, in virtù dell'evoluzione del punteggio e delle modalità con cui è maturato, ha comunque un valore significativo. Un punto figlio della determinazione, della caparbietà, della vorace voglia di imporsi ed emergere di una squadra che crede fortemente nel percorso tattico e concettuale intrapreso. Le soluzioni, seppur da forgiare e ottimizzare, per far fronte alle variegate contingenze che ogni partita può presentare in corso d'opera, non mancano al tecnico Boscaglia. L'ex Trapani è stato fin qui bravo, compatibilmente al numero degli effettivi disponibili, ad interagire con mosse oculate e profittevoli dalla panchina, sfruttando al meglio tutta la rosa a disposizione. Tuttavia, specie in occasione di secondo e terzo gol subito dalla squadra ospite, il Palermo ha commesso errori ed ingenuità difensive tanto evidenti quanto evitabili. Un lusso che una squadra che nutre concrete ambizioni di vertice, soprattutto se costretta a rincorrere per risalire la china in graduatoria, non può e non deve permettersi.