Palermo, Pohjanpalo: "Abbiamo praticamente due squadre. Quanti gol voglio fare? Vi dico"
L'attaccante del Palermo, Joel Pohjanpalo, è intervenuto al termine dell'amichevole contro la Juventus:
Partiamo dalla partita. Avete affrontato una squadra che gioca in Serie A a un alto livello, eppure in campo questa differenza non si è tanto vista. Voi avete fatto la vostra partita: quali sono le tue sensazioni?
"Sì, ovviamente quando giochi contro una delle migliori squadre in Italia si vede che c'è un po' di differenza nella qualità in campo, ma credo che con l'intera squadra abbiamo difeso molto bene. Avremmo potuto essere un po' migliori quando abbiamo avuto la palla e siamo andati all'attacco. Sono sempre i piccoli margini che fanno la differenza. Oggi avete visto la stessa cosa: non c'erano tante grandi occasioni che la Juventus potesse creare contro di noi, che è sempre molto positivo. Ma poi arriva la differenza e, alla fine, abbiamo perso 2-0. Dobbiamo guardare alle cose che dobbiamo fare un po' meglio. Alla fine, però, è positivo vedere a che punto siamo quando giochi contro di loro. Credo che possiamo andare con una mentalità molto positiva verso la stagione. Speriamo di poter tornare a casa e fare un'ottima partita contro il Lecce."
Tu c'eri anche l'anno scorso. Puoi vedere com'era la squadra della passata stagione e come sta crescendo questa? Sono arrivati giocatori di talento, giocatori dalla Serie A: stai notando delle differenze? La qualità si è alzata?
"Sì, l'anno scorso abbiamo avuto una squadra molto buona, ma c'è un passo in avanti in termini di qualità. Abbiamo fantastici giocatori per ogni posizione. Se guardiamo i nomi che abbiamo in squadra, possiamo mettere insieme due squadre molto buone per la Serie B. Questo crea una competizione naturale per il tempo di gioco, che è positiva e ci spingerà tutti a fare del nostro meglio per ottenere un posto nella squadra. Alla fine, però, i nomi sono solo nomi: bisogna portarli in campo e questo è l'aspetto più importante."
I nomi sono nomi, ma è vero che c'è un'esperienza. Anche tu hai una bella esperienza. A proposito di leadership, ti senti di diventare un leader, tecnico ma non solo, di questa squadra? Una persona che si prende le proprie responsabilità anche con i compagni?
"Sì, penso che non siamo solo io e il capitano. Tutti gli altri giocatori devono prendersi le proprie responsabilità. È importante che tutti non soltanto pretendano qualcosa da loro stessi, ma lo facciano anche dagli altri, per spingere tutti a dare il meglio in campo. Quando fai questo e chiedi a tutti di dare il massimo con un pensiero positivo, poi ovviamente puoi raggiungere qualcosa di fantastico."
Ultima cosa: ti sei dato un obiettivo di squadra, la promozione? E ti sei dato un obiettivo personale, un numero di gol?
"Tutti fanno sempre la stessa domanda ogni anno. Tutti conoscono quello che ho fatto in passato. Ho avuto quattro buoni anni in Italia, quattro buoni anni. Ma questo appartiene al passato e devi sempre metterti alla prova per la stagione successiva. Tutto inizia da zero. Come ho detto, voglio sempre aiutare la squadra il più possibile: per me è la cosa più importante. Il numero esatto di gol non lo è. La squadra viene sempre prima e, quando lavori per la squadra, i numeri arrivano automaticamente."
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