Mediagol Palermo Palermo, Perin: "Ho subito accettato l'offerta. Ho sentito Dybala, vi dico cosa mi ha detto"

Palermo, Perin: "Ho subito accettato l'offerta. Ho sentito Dybala, vi dico cosa mi ha detto"

Le parole del portiere in conferenza stampa.

Mattia Perin è stato presentato ufficialmente come nuovo portiere del Palermo. L’estremo difensore, arrivato dalla Juventus, ha parlato delle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta rosanero, dell’entusiasmo della piazza, del nuovo gruppo, dell'obiettivo Serie A e dell'impatto avuto dalle prime ore vissute in città.

Quando hai fatto quella parata su Le Douraon, avevi in testa che saresti potuto diventare in quel momento il portiere del Palermo oppure non era neanche una possibilità? E, quando è nata la trattativa, avrai pensato: “Ho fatto dodici anni di Serie A, adesso devo rimettermi un po' in gioco, devo andare comunque in Serie B, scendere di categoria”. Una grande piazza, un grande progetto, però c'è un margine, è una piccola retrocessione tecnica. Scendi di categoria eppure l'hai fatto, credo, con convinzione. Qual è stata la base del ragionamento che hai fatto e quello che hai visto nel Palermo per pensare di continuare a vincere e tornare presto in Serie A?

«Allora, riguardo a quella parata, no, non era un'idea. Però in questi ultimi anni, da quando soprattutto è arrivato il City Group qui e ha cominciato a fare le cose con convinzione e credendo tantissimo in questa piazza, è sempre stata una squadra che ho visto con un occhio diverso. In Serie B negli ultimi anni l'ho seguita molto, perché comunque mi piace molto il calcio e seguo anche la Serie B, quindi la guardavo sempre con un occhio di riguardo.

Riguardo all'altra domanda, secondo me c'è un momento nella vita di tutti noi in cui bisogna avere il coraggio di ascoltarsi e rimettersi in gioco. Secondo me questa opportunità che mi è stata data dal City Group e dal Palermo era un'opportunità troppo importante per me.

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Mi ricordo il giorno in cui il mio agente mi chiamò per dirmi che si stava creando una possibilità di venire qui. Appena lui me l'ha detto ho detto: “Sì, andiamo”. Ma non mi aveva detto nient'altro, mi aveva detto solamente: “Mattia, guarda, c'è questa possibilità, si sta aprendo questa possibilità di poter andare a Palermo. Tu cosa ne pensi?”. Io ho detto: “Sì, andiamo”.

Non sapevo ancora niente di numeri, di cose, se si poteva fare, se non si poteva fare. Ho dato subito la mia disponibilità. Perché? Perché c'è un progetto importante, perché Palermo è una piazza con tanto calore ed è quello di cui ho bisogno. C'è un entusiasmo pazzesco e tutte queste componenti messe insieme mi hanno fatto scegliere fin dal primo momento Palermo».

A proposito del calore, ieri c'è stato un bagno di folla, con oltre mille persone ad accoglierti. Era quello che ti aspettavi? Te l'avevano detto? Immaginavi qualcosa del genere? E, prima di arrivare qui a Palermo, avevi sentito qualche tuo ex compagno? Penso, per esempio, a De Belli, che è stato qui un protagonista. Mi ha scritto ieri. Raccontaci un po' con chi hai parlato.

«No, è andato sicuramente oltre quello che mi aspettavo, nonostante sapessi già l'entusiasmo, come ho detto prima, e il calore di questa piazza. Ho sentito dei miei compagni che hanno giocato qui. Ieri Paolo mi ha chiesto: “Salutami Pasquale”, che è il magazziniere, quindi me ne ha parlato benissimo.

Sono andati ben oltre rispetto a quello che mi aspettavo e questa è una cosa che, per essere continuata a coltivare, deve avere delle prestazioni sul campo. Mi auguro che io, insieme a tutti i miei compagni, riusciremo a dare tanta gioia e felicità a questa piazza.

Da parte mia ci sarà sempre. Sai, i risultati non si possono controllare, tantomeno le prestazioni, ma l'attitudine e l'atteggiamento che una persona porta sul luogo di lavoro e dentro un campo di calcio, quello si può controllare. La professionalità, l'impegno, l'abnegazione, la serietà: queste cose, da parte mia, non mancheranno mai.

Sono totalmente focalizzato su quello che è Palermo adesso. Ovviamente mi sto ambientando, conoscendo i miei compagni e lo staff. Mi hanno accolto in maniera stratosferica, anche loro meglio di quanto mi aspettassi. Quindi sono felice e non vedo l'ora di iniziare».

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