Palermo, l'ex Bresciano: "Fui a un passo dal City, poi Zamparini cambiò idea. Statua? Vi racconto come è nata"
Mark Bresciano racconta le tappe della propria carriera.
L'ex mezzala di diverse squadre italiane tra cui proprio il Palermo, nel corso dell'intervista rilasciata ai microfoni della redazione di grandhotelcalciomercato.com, si è soffermato anche sulla sua esperienza con la maglia rosanero.
"A Parma ho vissuto quattro anni bellissimi, a Palermo ho legato molto con il pubblico e la società. E poi sono andato anche nella Capitale: il mio dispiacere è quello di esserci stato solo un anno, perché il club stava crescendo molto. Non posso che parlarne bene. Quando ero a Parma e Palermo, mi avevano cercato l’Inter e la Juventus. Mi aveva cercato il West Ham, ma soprattutto sono stato vicinissimo al Manchester City. La mia testa era già lì: stavo cominciando a cercare casa, avevo dato l’ok su tutto e sapevo che anche le società erano molto vicine. Poi però all’ultimo Zamparini aveva deciso di non farmi partire. Per me è stata una delusione enorme, penso sia stato il momento più brutto della mia carriera. Esultanza in stile statua? Me l’hanno chiesto in tanti, non l’ho mai raccontata. A dirla tutta, non ricordo nemmeno la partita e i personaggi coinvolti. Ma la motivazione sì. Ero arrabbiato con un allenatore, ma non so quale. Non avevo accettato la panchina, lui poi mi aveva fatto entrare e avevo segnato il gol decisivo. Quel gesto era rivolto a lui, come a dirgli: 'Ma come fai a lasciarmi in panchina?. Era piaciuta a tutti, per cui ho deciso di riproporla anche in Nazionale. E a volte, quando mi riconoscono, me la fanno anche per strada. Qui, come in Italia. Mi fa molto ridere questa cosa".
AC Milan v US Citta di Palermo - Serie A
L'ex calciatore australiano ha poi raccontato il presente confermando che dopo aver appeso gli scarpini al chiodo è diventato un imprenditore si successo.
"Sono un costruttore qui a Melbourne: edifico e poi rivendo o affitto. E poi mi sono specializzato nel settore della cannabis. Fino a tre anni fa, era vietata la coltivazione. Non so quanto tempo ci vorrà ancora, ma prima o poi si capirà davvero l’importanza in campo medico. Si pensa ancora che sia una droga, che venga fumata per generare effetti psicotropi. Ma non è così".
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