Palermo, Hernani si racconta: «Il mio sogno è portare il Palermo in A e poi non andare via»
Il gol segnato contro il Mantova è stato soltanto l'inizio. Hernani è tornato a disposizione dopo l'infortunio e vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista nel Palermo capolista. Il centrocampista brasiliano, arrivato in estate dopo la promozione in Serie A conquistata con il Monza, ha raccontato al Corriere dello Sport le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere i rosanero, il rapporto con Filippo Inzaghi e l'ambizione che accompagna la sua avventura in Sicilia: conquistare la massima categoria e restare in rosanero anche dopo la promozione.
A 32 anni, Hernani porta con sé un bagaglio importante: un titolo conquistato in Russia con lo Zenit San Pietroburgo, due promozioni in Serie A con Parma e Monza e oltre cento presenze nella massima serie italiana. Un'esperienza che può rivelarsi preziosa per il Palermo, soprattutto in una stagione in cui la squadra di Inzaghi sta dimostrando di avere ambizioni importanti. Dopo aver iniziato il campionato da titolare nelle prime tre giornate, il brasiliano ha dovuto fare i conti con un infortunio e con la concorrenza di Palumbo, ma il gol realizzato a Mantova ha confermato il suo potenziale contributo.
Il nome sulla maglia, Hernani Junior, è un omaggio al padre, al quale deve la passione per il calcio. «Porto lo stesso nome di papà e devo a lui la mia passione per il calcio. Vengo da uno stato centrale del Brasile, il Minas Gerais, e la mia infanzia è stata segnata dalle sue partite, che andavo a vedere ogni domenica», ha raccontato. Il padre aveva provato a intraprendere la carriera da calciatore senza riuscire a proseguirla a lungo, mentre Hernani ha completato il settore giovanile dell'Atlético Paranaense, arrivando anche a vestire la maglia della nazionale brasiliana Under 17 nel 2011. Con quella selezione ha conquistato il campionato sudamericano e raggiunto il quarto posto al Mondiale, condividendo lo spogliatoio con giocatori del calibro di Marquinhos ed Emerson Palmieri. La Seleção maggiore resta un sogno, ma il centrocampista è consapevole dell'altissimo livello della concorrenza nel suo Paese.
L'approdo in Sicilia gli ha permesso anche di ritrovare una tradizione brasiliana che a Palermo ha lasciato ricordi importanti, da Amauri e Simplicio fino a Coronado. Proprio con Fabio Simplicio, contattato prima della firma, Hernani ha avuto modo di confrontarsi. «Mi ha dato consigli sull'atmosfera che avrei trovato, ma io ero già convinto». La sorpresa più grande, però, è arrivata al primo appuntamento di Coppa Italia contro il Lecce, quando ha potuto vedere da vicino il calore del pubblico rosanero. «Mi avevano parlato della tifoseria, ma non credevo a un simile entusiasmo. Mi sono venuti i brividi. Una cosa del genere l'avevo vissuta a Marassi con il Genoa, ma il Barbera è straordinario. Vedere tutta questa gente per ore a tifare ti dà un'anima».
Alla base della scelta di vestire la maglia rosanero c'è soprattutto Inzaghi, già suo allenatore ai tempi della Reggina. «È stata una delle mie migliori annate. Sarei voluto restare a Monza, ma poi ci sono esigenze diverse per le società e per noi professionisti. Per me la cosa più importante è esprimere quello che sento, avere la gioia di giocare. Il rapporto con Inzaghi è stato decisivo nella scelta di venire qua». Hernani ha trovato nel Palermo un progetto in cui crede e un tecnico di cui conosce metodi e ambizioni. Il suo obiettivo è chiaro: «Oggi ho solo un sogno: portare Palermo in Serie A e poi non andare via». Un proposito che guarda oltre il contratto biennale firmato con il club.
La vittoria di Mantova ha rappresentato un passaggio importante anche per il gruppo, chiamato a dimostrare il proprio valore dopo le aspettative cresciute attorno alla squadra. «Noi scendiamo in campo sempre per vincere, poi le partite girano e tutti sappiamo quanto la Serie B sia particolare e imprevedibile. La vittoria di Mantova è stata molto importante: tutti ci aspettavano al varco ed era una risposta che volevamo dare innanzitutto a noi stessi. Abbiamo dimostrato di saper soffrire e colpire quando serve, mantenendo umiltà». Un atteggiamento che il brasiliano ritiene fondamentale anche in vista della sfida contro la Carrarese, da affrontare senza sottovalutare l'avversario: «Siamo una squadra esperta, non commetteremo questo errore. Se perderemo sarà perché gli altri saranno stati più bravi, non perché avremo sottovalutato una partita».
Il primo gol in rosanero gli ha regalato ulteriore fiducia, ma Hernani mette il collettivo davanti alle soddisfazioni personali. «Al primo posto c'è sempre dare una mano alla squadra, ma il gol dà fiducia e tranquillità nel lavorare. Sono contento». E sul possibile impiego contemporaneo con Palumbo, il brasiliano non vede particolari ostacoli: «Siamo entrambi mezzali o trequartisti, ma possiamo convivere. A Parma ho giocato tanti anni a due a centrocampo e, con il tempo, capisci meglio come interpretare il ruolo. Se se ne hanno due così bisogna tenerseli stretti. Poi decide l'allenatore». Hernani ha sottolineato anche l'importanza dei cambi, ricordando come nella passata stagione molte partite del Monza siano state decise dai subentrati. «Abbiamo una rosa profonda, sfruttiamola».
Nell'intervista al Corriere dello Sport, il centrocampista ha infine raccontato un particolare del rapporto con Inzaghi, descrivendone la passione ancora intatta per il calcio. «La cosa più incredibile è quanto sia ancora appassionato: è come un bambino che vive il suo sogno, riesce a trasmettere tutto quello che ha vissuto e lo si vede da come si comporta in panchina. La squadra lo nota e lo segue». Hernani gli ha anche chiesto di Kaká, suo idolo da bambino, scoprendo che l'allenatore conserva un ricordo speciale del fuoriclasse brasiliano, non soltanto per le qualità tecniche ma anche per le sue doti umane. Un altro tassello di un rapporto che ha contribuito a portarlo a Palermo e che ora può aiutarlo a diventare uno dei protagonisti della stagione rosanero.
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