Mediagol Palermo Palermo, Cassandro: "Voglio fare bene e conquistare la Serie A"

Palermo, Cassandro: "Voglio fare bene e conquistare la Serie A"

Il terzino è intervenuto in conferenza stampa.

Il terzino arrivato dal Como, Tommaso Cassandro, si è presentato in conferenza stampa oggi:

Il 20 maggio avrai certamente notato un popolo straordinario e avrai percepito anche un po' di vento contrario. Dal 17 agosto quel popolo e quel vento saranno dalla tua parte. Che sensazione ti dà?

«Sì, conoscevo già molto bene l'ambiente di Palermo. Lo abbiamo percepito subito nella semifinale giocata qui: c'erano 35 mila persone a sostenere la squadra ed è stata un'emozione incredibile. Stadi come questo se ne vedono pochi in Italia. Da quest'anno, però, quel pubblico sarà dalla mia parte e ne sono molto felice.»

Sei a un passo dalla Serie A da tempo: una semifinale e una finale playoff nelle ultime due stagioni con il Catanzaro, e fino a pochi giorni fa il tuo cartellino apparteneva a una società di Serie A. Ti manca davvero poco?

«Sicuramente il mio obiettivo personale è tornare in Serie A. Ci sono già stato con il Lecce, ma non sono riuscito a trovare lo spazio che speravo. Sono ripartito dal Como, con cui abbiamo conquistato la promozione, poi la società ha fatto altre scelte e sono passato al Catanzaro. Adesso voglio fare bene con il Palermo in Serie B e cercare di conquistare quel palcoscenico che tutti sogniamo fin da bambini.»

L'anno scorso hai disputato la migliore stagione della tua carriera giocando da braccetto in una difesa a tre. Che sensazioni provi tornando a giocare sulla fascia in una linea a quattro?

«Oggi un calciatore deve sapersi adattare al sistema di gioco e alle richieste dell'allenatore. Giocare da braccetto o da terzino cambia relativamente: bisogna essere pronti a interpretare i diversi ruoli. Cercherò di farmi trovare pronto e di dare il mio contributo alla squadra.»

Ti giocherai il posto con Pierozzi, che l'anno scorso ha disputato un'ottima stagione. Pensi che questa competizione possa essere la chiave per far crescere il livello della squadra?

«La competizione è giusta e necessaria, perché aiuta a migliorare sia i singoli sia il collettivo. So bene che in questa squadra c'è concorrenza in tutti i ruoli. Giocherà chi starà meglio e chi il mister riterrà più adatto in quel momento. Sono stato accolto benissimo e conoscevo già molti dei ragazzi. Ognuno darà il massimo per aiutare la squadra.»