Palermo, Cassandro: "Il mister ha scelto la difesa a quattro e ci chiede tanta aggressività"
Tommaso Cassandro si è presentato in conferenza stampa:
Bani ha raccontato che vi conoscevate già dai tempi di Bologna, quando lui era in prima squadra e tu nella Primavera. Com'è essere guidato da un capitano come lui?
«L'avevo conosciuto a Bologna e ricordo che era uno dei primi a darmi una mano quando salivo ad allenarmi con la prima squadra. Ho sempre avuto un bellissimo ricordo di lui. Mi ha fatto piacere ritrovarlo prima da avversario e ora da compagno. È un leader, ha una grande capacità di trascinare il gruppo e sono davvero contento di averlo ritrovato qui.»
Hai avuto come compagno Pigliacelli, che ha vestito la maglia del Palermo. Ti sei confrontato con lui sull'ambiente e sulla società?
«Sì. Quando è nata la possibilità di venire a Palermo ho fatto qualche telefonata. Tutti conoscono l'importanza di questa piazza, ma volevo avere conferme. Ho parlato con Mirko Pigliacelli, con Di Francesco e con Ceccaroni, con cui avevo giocato. Tutti mi hanno parlato benissimo dell'ambiente, delle strutture, dell'organizzazione del City Football Group e della società. È stata una scelta molto semplice. Ringrazio anche il mister, che avevo già avuto a Bologna, e spero di ripagare la fiducia che hanno riposto in me.»
In questi primi giorni di ritiro ti abbiamo visto scherzare spesso con i compagni. Sei davvero così solare anche fuori dal campo?
«Sì, cerco di esserlo. Penso che fuori dal campo sia importante creare un bel rapporto con i compagni, con lo staff e con la società, perché in un ambiente sereno si lavora meglio. Poi, quando si entra in campo, si cambia completamente: lì non si scherza più, si pensa soltanto a lavorare, a faticare e a dare il massimo.»
Riavvolgiamo il nastro della tua carriera. Qual è stata la gioia più grande e quale la delusione più importante?
«La gioia più grande è stata sicuramente la vittoria del campionato con il Como, insieme all'esordio in Serie A con il Lecce. Quanto alla delusione, non mi piace soffermarmi troppo sugli aspetti negativi, perché cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose. Certo, non essere riuscito a impormi in Serie A con il Lecce è stato un dispiacere, ma è stata anche un'esperienza che mi ha aiutato a crescere e a migliorare sotto tanti aspetti.»
Che tipo di indicazioni vi sta dando Inzaghi in fase difensiva e quali differenze ci sono rispetto al lavoro svolto lo scorso anno con Aquilani?
«Quest'anno il mister ha scelto la difesa a quattro e ci sta chiedendo molta aggressività, una linea alta e il coraggio di affrontare gli avversari sempre a viso aperto. Stiamo assimilando i suoi concetti di gioco e speriamo di metterli in pratica il prima possibile per farci trovare pronti all'inizio del campionato.»
Una curiosità: al termine di ogni allenamento ti vediamo camminare a piedi nudi sul campo. Come mai?
«È un'abitudine che ho iniziato ai tempi del Como. Si tratta di una pratica chiamata "grounding". Mi rilassa molto, mi fa stare bene e per questo ho deciso di portarla avanti.»
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