Nuovo Stadio Palermo, tributi per 2,5 milioni: il Comune frena la firma della convenzione
Un conto da oltre 2,5 milioni di euro entra nel percorso verso il Nuovo Stadio Palermo. Non riguarda il costo della riqualificazione del Renzo Barbera, il PEF da oltre 380 milioni o le coperture finanziarie dell’opera, ma la posizione tributaria del Palermo FC nei confronti del Comune. Una questione che assume un peso determinante perché, secondo gli uffici di Palazzo delle Aquile, deve essere risolta prima di arrivare alla firma della nuova convenzione.
La documentazione trasmessa dall’Area del Patrimonio il 5 ottobre quantifica complessivamente in 2.503.987,85 euro le somme riferite a pubblicità, IMU e TARI, comprensive, a seconda delle annualità, di interessi e sanzioni calcolati fino al 31 ottobre 2026.
Un fascicolo che ha avuto anche una rettifica nel giro di poche ore. Nel primo invio era stato inserito un prospetto IMU relativo a un’altra società. Nel pomeriggio dello stesso 5 ottobre il Comune ha riconosciuto l’errore e trasmesso il documento corretto. Il conteggio IMU effettivamente riferito al Palermo FC è quello già riportato nella nota principale: 416.122,56 euro.
FIRMA CONDIZIONATA
L’origine del problema va ricercata nella deliberazione numero 454 approvata dal Consiglio comunale il 31 luglio 2026, la stessa che ha dato il via libera al testo della convenzione per la concessione e la riqualificazione dello stadio.Tra le condizioni inserite nell’atto c’è infatti il rispetto dell’Azione 10/2023 del Piano di Riequilibrio Economico-Finanziario del Comune: la verifica che il soggetto interessato sia in regola “con il versamento dei tributi locali e con il pagamento delle sanzioni amministrative”.
È un altro tassello della lunga istruttoria che Mediagol ha seguito fin dal via libera del Consiglio comunale e dalla richiesta del nuovo PEF.
Per verificare il rispetto di quella condizione, l’Area Patrimonio ha chiesto all’Area Tributi di quantificare la posizione del club. Il risultato è condensato nelle ultime righe della nota ed è particolarmente netto: il Comune resta in attesa delle determinazioni che il Palermo intende assumere, “ribadendo inevitabilmente che l’esistenza di debiti tributari impedisce la sottoscrizione della convenzione in virtù del vigente Piano di Riequilibrio a cui l’Ente è soggetto”.
Non viene quindi messo in discussione il progetto di riqualificazione. Ma, secondo l’amministrazione, allo stato attuale non si può arrivare alla firma finché la posizione tributaria non viene regolarizzata.
CONTO DA 2,5 MILIONI
Il totale deriva da tre voci principali. La più alta riguarda l’Imposta sulla Pubblicità/Canone Unico, quantificata in 1.068.596,29 euro. Seguono la TARI, con 1.019.269 euro, e l’IMU, con 416.122,56 euro.La somma porta esattamente a 2.503.987,85 euro.
Il valore deve però essere letto con alcune precisazioni. Gli interessi sono calcolati fino al 31 ottobre e potranno quindi aumentare in caso di pagamento successivo. Inoltre, per alcune annualità sono previste conseguenze diverse nel caso in cui si passi dal ravvedimento all’accertamento, con sanzioni più elevate.
E soprattutto, una parte delle somme relative alla pubblicità è coinvolta in contenziosi giudiziari ancora pendenti.
ERRORE SULL’IMU
Proprio il capitolo IMU merita un approfondimento perché i nuovi documenti consentono di chiarire definitivamente l’anomalia contenuta nel primo fascicolo.La PEC inviata al Palermo FC nella mattina del 5 ottobre comprendeva sette allegati, tra cui un prospetto IMU.
Quel documento, però, riportava il nome Immobiliare Strasburgo S.r.l. e somme milionarie che non coincidevano con il dato indicato nella nota ufficiale indirizzata al club.
Alle 16.10 dello stesso giorno arriva la correzione. Il Settore Risorse Immobiliari comunica che “per mero errore è stato allegato alla stessa un prospetto IMU afferente ad altra Società” e trasmette il prospetto corretto, “scusandosi per l’errore”.
Il documento sostitutivo conferma così il dato realmente riferito al Palermo: 416.122,56 euro.
Nel dettaglio vengono calcolati 87.132,59 euro per il 2021, 86.471,62 per il 2022, 83.554,79 per il 2023, 80.627,81 per il 2024 e 78.335,75 euro per il 2025.
Il prospetto indica inoltre un elemento significativo: i 416.122,56 euro rappresentano il totale da pagare in regime di compliance entro il 31 ottobre. Con gli avvisi e le sanzioni intere, la somma arriverebbe invece a 488.579,92 euro.
La nota del Comune scompone ulteriormente il debito: 372.089,50 euro di imposta, 27.188,93 di interessi e 16.844,13 di sanzioni.
RENDITA DA AGGIORNARE
E il conto IMU potrebbe non chiudersi qui.L’imposta è stata calcolata sulla rendita catastale attualmente attribuita al Barbera, pari a 102.865,30 euro, categoria D/6, da cui deriva un valore catastale dell’immobile di 7.020.556,73 euro. Una rendita che, sottolinea il Comune, è stata determinata in relazione alla configurazione dello stadio risalente al 1990.
Gli uffici stanno però procedendo ad accatastare nuovamente l’impianto sulla base dello stato di fatto attuale. E la stessa amministrazione parla di un “probabile aumento della rendita e quindi dell’importo dell’IMU”.
Una volta completato l’aggiornamento, potrebbe essere emesso un atto di rettifica per recuperare la differenza tra quanto calcolato oggi e quanto risulterà dovuto sulla nuova rendita. Per questo il Comune ritiene necessario che il Palermo FC assuma l’impegno a versare le eventuali differenze.
PUBBLICITÀ E RICORSI
La voce più pesante resta quella relativa alla pubblicità dello stadio, con 1.068.596,29 euro.Il Comune indica 50.274,61 euro per il 2020, 268.086,29 per il 2021, 255.004,23 per il 2024, 254.458,45 per il 2025 e 240.772,71 euro per il 2026.
Ma il prospetto allegato aggiunge un elemento da non trascurare. Per il 2020 risulta pendente un giudizio d’appello relativo all’avviso 8121. Per il 2021, dove il documento fa riferimento a “impianti pubblicitari abusivi da verbali P.M.”, viene invece indicato un giudizio pendente davanti al Tribunale di Palermo relativo a tre avvisi.
Quelle somme rientrano dunque nel conteggio effettuato dagli uffici comunali, ma una parte della pretesa tributaria è ancora oggetto di contenzioso.
Diversa la situazione per il 2024, 2025 e 2026, annualità collegate nel prospetto agli impianti autorizzati con autorizzazione numero 472/2024.
Anche qui la mancata regolarizzazione avrebbe un costo. Per il 2024 si passa dai 255.004,23 euro calcolati con ravvedimento a 315.982,69 euro con l’avviso di accertamento. Per il 2025, da 254.458,45 a 315.436,91 euro.
TARI DA UN MILIONE
Altro capitolo rilevante è quello della TARI, richiesta per le annualità dal 2020 al 2025.La cifra indicata dal Comune è di 1.019.269 euro. Dentro questo importo ci sono 909.699 euro di tassa, 41.391 euro di sanzioni da ravvedimento e 68.179 euro di interessi.
Il prospetto allegato consente anche di capire la base su cui viene effettuato il calcolo. La superficie complessiva considerata è di 39.052 metri quadrati, ricavata dalla relazione tecnica di valutazione predisposta dal Comune nel marzo 2020 e allegata alla concessione dello stesso anno.
Nel conteggio rientrano uffici e torri, anfiteatro e aree pedonali, spazi coperti e parcheggio, mentre i 7.140 metri quadrati del terreno di gioco vengono considerati esenti.
Anche per la TARI il pagamento successivo al 31 ottobre comporterebbe ulteriori interessi. In caso di mancato pagamento, il Comune prevede invece l’emissione degli avvisi di accertamento con applicazione delle maggiori sanzioni.
TEMPI E SANZIONI
Il 31 ottobre 2026 è quindi una data che ricorre in tutti i conteggi, perché fino a quel giorno sono stati calcolati gli interessi riportati nei prospetti.Non si tratta però, sulla base dei documenti esaminati, di una scadenza indicata come termine ultimo per salvare il progetto dello stadio. È piuttosto la data fino alla quale sono stati aggiornati economicamente i conteggi.
Dall’1 novembre, in caso di mancata definizione della posizione, gli importi continueranno a crescere per effetto degli interessi e, nelle ipotesi previste, potranno aggiungersi sanzioni più alte attraverso gli avvisi di accertamento.
La differenza non è soltanto contabile. Più aumenta il tempo necessario per definire la posizione tributaria, più può aumentare anche il costo della sua regolarizzazione.
FIRMA ANCORA FERMA
Il quadro che emerge dai documenti è quindi più preciso rispetto al primo invio.L’errore sul prospetto IMU è stato riconosciuto dallo stesso Comune e corretto poche ore dopo. Non ci sono milioni aggiuntivi da attribuire al Palermo sulla base del documento intestato a un’altra società: il dato IMU corretto è 416.122,56 euro.
Il conto complessivo indicato dall’amministrazione resta quindi di 2.503.987,85 euro, composto da oltre un milione per pubblicità e Canone Unico, poco più di un milione per TARI e 416 mila euro per IMU.
Su questo totale pesano però elementi differenti: contenziosi ancora pendenti su alcune annualità della pubblicità, un possibile futuro aggiornamento della rendita catastale del Barbera e la possibilità che interessi e sanzioni aumentino con il trascorrere del tempo.
Il passaggio amministrativamente decisivo resta quello scritto dal Comune nella nota inviata al club: in presenza della posizione tributaria contestata dagli uffici, la nuova convenzione non può essere sottoscritta.
Dopo il PEF, le coperture finanziarie, le modifiche alla convenzione e le verifiche tecniche, sul percorso del Nuovo Stadio Palermo arriva dunque un nodo molto più circoscritto rispetto ai 382 milioni dell’intera operazione, ma decisivo per arrivare all’atto finale: definire la posizione tributaria del Palermo FC con il Comune.
Mediagol continuerà a seguire l’iter e le determinazioni che club e amministrazione assumeranno nelle prossime fasi.
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