Mediagol Palermo Nuovo Barbera, la CTS dà l’ok: niente VIA, ma otto condizioni su parcheggi, rumore e verde

Nuovo Barbera, la CTS dà l’ok: niente VIA, ma otto condizioni su parcheggi, rumore e verde

La commissione regionale approva il PFTE da 297,6 milioni. Restano prescrizioni su sosta, acustica, tram, illuminazione, verde e scavi.

Un passaggio importante, ma non ancora conclusivo, nel percorso verso la riqualificazione dello stadio Renzo Barbera. La Commissione tecnica specialistica della Regione Siciliana ha espresso parere favorevole di non assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale per il Progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dal Palermo FC.

Il parere numero 736, approvato il 20 luglio e trasmesso il 22 luglio alla Presidenza del Consiglio comunale, riguarda un’opera dal valore indicato in 297.573.265,36 euro. La CTS ha dato anche il via libera preliminare al piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo e ha concluso positivamente lo screening di incidenza ambientale sul vicino sito Natura 2000 di Monte Pellegrino. Il pronunciamento è però subordinato al rispetto di otto condizioni ambientali.

IL PARERE

La Commissione ha espresso un «parere favorevole di non assoggettabilità a VIA». In termini concreti, il progetto non dovrà affrontare la procedura completa di Valutazione di impatto ambientale, purché il Palermo FC rispetti le prescrizioni indicate e acquisisca tutte le ulteriori autorizzazioni previste dalla legge.

È arrivato anche il «parere motivato positivo di Valutazione di Incidenza ambientale». Secondo la CTS, il progetto non produrrà effetti significativi, diretti o indiretti, capaci di compromettere l’integrità del sito Natura 2000 di Monte Pellegrino, distante circa 340 metri dall’area di intervento.

Il documento non equivale, dunque, all’autorizzazione definitiva dell’opera. Rappresenta però uno dei passaggi tecnici più rilevanti dell’istruttoria e consente al progetto di proseguire senza la necessità di una VIA completa.

LE CONDIZIONI

Le otto prescrizioni riguardano parcheggi, rumore, coordinamento con i lavori del tram, impianto fotovoltaico, sistemazione del verde, illuminazione esterna e gestione delle terre e rocce da scavo.

Il Palermo dovrà integrare la progettazione esecutiva, dimostrare l’efficacia delle misure di mitigazione e sottoporre la documentazione agli enti incaricati della verifica di ottemperanza. Alcune condizioni dovranno essere rispettate prima dell’avvio del cantiere, altre prima dell’entrata in esercizio del nuovo impianto.

Tra gli aspetti più delicati c’è la reale disponibilità delle aree di sosta. La Commissione chiarisce infatti che i parcheggi indicati negli elaborati non sono stati sottoposti alla procedura e, pertanto, non sono stati valutati sotto il profilo ambientale.

NODO PARCHEGGI

La CTS ha espresso perplessità sull’area denominata “ex tennis”, a causa della sua sensibilità ecologica e della mancanza di un progetto sufficientemente dettagliato. Ogni eventuale intervento dovrà essere sottoposto a una specifica procedura autorizzativa.

Diversa la valutazione preliminare sul parcheggio “De Gasperi”, previsto in piazzale Giovanni Paolo II. Secondo il documento, la soluzione «appare idonea a concorrere al soddisfacimento del fabbisogno complessivo di sosta». Il Palermo potrebbe inoltre valutare un collegamento con lo stadio attraverso un tunnel.

In sede di progettazione esecutiva, il club dovrà presentare gli elaborati necessari a dimostrare la fattibilità delle soluzioni individuate e il relativo cronoprogramma. Prima dell’apertura del nuovo stadio dovrà poi provare l’effettiva disponibilità di un numero di posti auto sufficiente rispetto al fabbisogno calcolato nello studio sul traffico.

Resta invece ancora fuori dal perimetro delle valutazioni l’area dell’ex campo nomadi. La Soprintendenza ha evidenziato che il possibile utilizzo come parcheggio è in conflitto con il Piano di utilizzazione della zona B della Riserva e che, allo stato attuale, la proposta «non è in atto valutabile».

RUMORE E TRAFFICO

La capienza prevista passerà dagli attuali 36.215 posti a 38.152, con un incremento di 1.937 spettatori, pari a circa il 5%. La CTS ritiene che l’aumento, pur contenuto, determinerà una crescita della domanda veicolare, dell’inquinamento atmosferico e del rumore durante gli eventi.

Il documento fotografa una situazione già critica. In occasione delle partite vengono registrate condizioni di saturazione del traffico e sosta abusiva. Le rilevazioni acustiche mostrano inoltre il superamento dei limiti diurni in buona parte dei punti esaminati, compresi ricettori residenziali, scolastici e ospedalieri.

Il progetto stima che la copertura integrale dello stadio possa ridurre la propagazione del rumore, ma la Commissione chiede ulteriori soluzioni progettuali. Il Palermo dovrà anche predisporre un piano per contenere l’impatto acustico del cantiere, indicando orari delle lavorazioni più rumorose, eventuali barriere temporanee e modalità di monitoraggio, con particolare attenzione all’ospedale vicino.

Un’altra condizione impone il coordinamento con i lavori della nuova linea tranviaria. Prima dell’apertura del cantiere dovrà essere concordato con il Comune un cronoprogramma capace di evitare la sovrapposizione delle lavorazioni e gli effetti cumulativi sulla viabilità.

VERDE E RISERVA

La CTS ha ritenuto che il nuovo stadio non causerà perdita o frammentazione degli habitat protetti. Le emissioni di polveri, gas e rumore del cantiere vengono considerate temporanee e reversibili, mentre gli impatti durante l’esercizio sono stati valutati come non significativi e, per alcuni aspetti, inferiori alla situazione attuale.

La progettazione esecutiva dovrà però contenere un nuovo piano del verde. Saranno obbligatori l’eliminazione e il controllo delle specie invasive, tra cui Ailanthus altissima e Centaurea diluta, con un monitoraggio di almeno tre anni.

Dovranno inoltre essere eliminate dalla selezione alcune specie esotiche inizialmente previste, come Ceiba speciosa, Albizia julibrissin e Phoenix canariensis. Il documento impone di utilizzare esclusivamente specie autoctone o coerenti con gli habitat della macchia mediterranea, della gariga e della vegetazione rupicola.

Anche il parcheggio adiacente a Casa Palermo dovrà essere schermato attraverso una vegetazione arborea e arbustiva autoctona.

LUCI ED ENERGIA

Prima dell’entrata in esercizio dovrà essere presentato un piano di gestione dell’illuminazione esterna, con orari di funzionamento, sistemi di regolazione e caratteristiche tecniche dei corpi illuminanti. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento luminoso e il disturbo alla fauna della Riserva.

Per l’impianto fotovoltaico dovranno essere utilizzati pannelli a bassa riflettanza, così da limitare il cosiddetto “effetto acqua” o “effetto lago”. La CTS chiede anche l’installazione di sistemi di accumulo elettrochimico e la previsione delle modalità di smantellamento dell’impianto al termine della sua vita utile.

I VINCOLI

Il parere richiama anche le prescrizioni già formulate dalla Soprintendenza. Dovranno essere mantenuti integralmente i fronti esterni del corpo centrale degli anni Trenta, con uno specifico progetto di restauro. Il nuovo involucro dovrà lasciare visibile la facciata storica e limitare l’impatto visivo della copertura dall’alto.

Casa Palermo, l’edificio destinato a museo e uffici che dovrebbe sorgere al posto dell’ex Pallone, dovrà essere ridotta in altezza. Dovrà inoltre essere approfondita la possibilità di interrare la riserva idrica, il parcheggio Vip e l’area destinata alla regia mobile.

Particolare attenzione sarà riservata agli aspetti archeologici. Nell’area di Casa Palermo dovranno essere effettuate indagini geognostiche e trincee preventive. Carotaggi, scavi e movimenti di terra dovranno svolgersi sotto la sorveglianza continuativa di archeologi.

FRONTE SIPET

Il via libera ambientale procede parallelamente al confronto sulle aree dell’ippodromo. La nota comunale del 17 luglio ha formalizzato l’avvio del procedimento per ridurre di circa 2.900 metri quadrati la concessione della S.I.P.E.T., poco più dell’1% della superficie complessiva.

Secondo il Comune, la sottrazione dell’area «non alteri in alcun modo la funzionalità» dell’ippodromo. La S.I.P.E.T. ha dieci giorni per presentare memorie e documenti, mentre resta possibile un accordo diretto con il Palermo FC prima della redazione del progetto esecutivo.

Tra gli allegati trasmessi al Consiglio comunale compare anche una nuova planimetria, revisionata il 17 luglio, che individua l’Edificio 13 nell’area degli immobili comunali utilizzati dalla Protezione civile, tra l’ex stadio delle Palme e l’ippodromo. È lo stesso fabbricato indicato nella proposta della S.I.P.E.T. per il possibile trasferimento dei propri uffici.

Il quadro ambientale ha quindi superato un passaggio decisivo, ma l’iter non è ancora chiuso. Il Palermo dovrà tradurre le prescrizioni della CTS nella progettazione esecutiva, definire il sistema dei parcheggi, risolvere il rapporto con la S.I.P.E.T. e completare tutti gli ulteriori procedimenti autorizzativi. Solo allora il progetto del nuovo Barbera potrà passare dalla fase delle valutazioni a quella operativa.