Manchester City, terremoto in Premier: 114 accuse su 115, ora il club rischia pesanti sanzioni
Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di 114 delle 115 accuse contestate dalla Premier League per irregolarità finanziarie relative al periodo compreso tra il 2009 e il 2018, oltre alla mancata collaborazione con l’indagine della lega tra il 2018 e il 2023. È il primo verdetto di quello che La Gazzetta dello Sport definisce il “processo del secolo” del calcio inglese. Il procedimento, però, non è ancora concluso: il club ha già fatto sapere di voler presentare ricorso e le eventuali sanzioni saranno stabilite in un secondo momento.
Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, le possibili conseguenze vanno dalla multa fino alla penalizzazione in classifica o, nei casi più estremi, all’espulsione dalla Premier League. Non sarebbe invece il panel indipendente a stabilire direttamente una retrocessione in una determinata categoria: in caso di esclusione dalla Premier, spetterebbe alla EFL decidere da quale campionato far ripartire il Manchester City. I tempi, inoltre, potrebbero allungarsi proprio a causa del ricorso annunciato dalla società.
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Le accuse sono diverse per natura e gravità. Delle 115 contestazioni complessive, 35 riguardano la mancata collaborazione con l’inchiesta, mentre le altre 80 sono legate alle irregolarità finanziarie. Tra queste figurano la presunta alterazione delle informazioni economiche, irregolarità nei pagamenti a giocatori e allenatori, violazioni delle regole di Fair Play Finanziario UEFA e delle Profitability and Sustainability Rules della Premier League.
Particolare attenzione viene dedicata ai pagamenti a Roberto Mancini, allenatore del Manchester City dal dicembre 2009 al maggio 2013. Secondo l'impianto accusatorio, l'ex tecnico avrebbe ricevuto, oltre allo stipendio versato dal club, un secondo compenso attraverso l'Al Jazira, società di Abu Dhabi anch'essa riconducibile allo sceicco Mansour. Il contratto prevedeva un'attività di consulenza quantificata in appena quattro giorni di lavoro all'anno, ma avrebbe garantito a Mancini un compenso aggiuntivo significativo. Il Manchester City ha respinto le accuse, mentre Mancini, nel 2023, aveva negato ogni coinvolgimento.
Un altro capitolo riguarda gli introiti degli sponsor. Secondo l'accusa della Premier League, il Manchester City avrebbe gonfiato alcune entrate provenienti dalle sponsorizzazioni attraverso società riconducibili a Mansour, con l'obiettivo di mascherare immissioni di capitale e aggirare i parametri finanziari della competizione. Si tratta di contestazioni considerate particolarmente rilevanti perché riguarderebbero direttamente le regole di redditività e sostenibilità della Premier.
Il caso nasce dalle rivelazioni di Der Spiegel del novembre 2018, che portarono prima a un'indagine UEFA e successivamente al procedimento della Premier League. Nel febbraio 2020 il Manchester City era stato squalificato per due anni dalle competizioni europee, ma la sanzione venne poi annullata dal TAS nel luglio dello stesso anno. L'indagine della Premier proseguì separatamente fino alla formalizzazione delle accuse nel febbraio 2023.
Il dibattimento davanti al panel indipendente è iniziato il 16 settembre 2024 e si è concluso il 6 dicembre dello stesso anno. Ora, con il primo verdetto, si apre la fase relativa alle sanzioni. La Gazzetta dello Sport sottolinea come il procedimento rappresenti un passaggio importante per il calcio inglese: le conseguenze definitive, però, dipenderanno dalla decisione sulle penalità e dall'eventuale ricorso del Manchester City.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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