Inzaghi sulla Nazionale: "Quella maglia deve essere indossata con orgoglio. Mancini uomo giusto? Vi dico"
Filippo Inzaghi è intervenuto a il Corriere dello Sport:
Il ct Roberto Mancini è l’uomo giusto per riportare l’Italia dove merita di stare?
«Spero che il nostro commissario tecnico riesca a fare bene. Sono contento di vedere tanti giovani convocati e confido che possano dimostrare il loro valore in azzurro. Quella maglia deve essere indossata con orgoglio».
Calcio italiano sempre più a trazione internazionale. Non esistono più i presidenti alla Berlusconi. Il suo amico Oreste Vigorito è uno degli ultimi esemplari?
«Il City Group mi ha permesso di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Silvio Berlusconi, ma non occorre che lo sottolinei io, è stato un innovatore visionario del nostro calcio e le sue idee e la sua personalità ci mancano tantissimo. A Benevento ho conosciuto un presidente impareggiabile dal punto di vista umano, che mi ha consentito di realizzare i sogni dell’orgogliosa tifoseria della Strega, a cui resto legatissimo. Ma anche dell’avventura entusiasmante di Pisa conservo un ricordo bellissimo. Ho ritrovato una tifoseria passionale e competente. Vedere i Lungarni invasi dai tifosi nerazzurri è un’immagine indelebile che conservo dentro di me e di cui resto orgogliosissimo. Sarebbe bellissimo se Palermo, Benevento e Pisa si ritrovassero il prossimo anno a giocare in Serie A».
Qual è il concetto di gioco irrinunciabile nella sua visione del calcio e quali sono i tecnici a cui deve di più, anche in panchina?
«Tutti gli allenatori pensano a dominare e a vincere. Ma bisogna sempre capire che squadra si ha. Ormai in una partita si giocano diverse partite e non si può prescindere da questa considerazione. Lavorare tanti anni con Carlo Ancelotti, un esempio di gestione del gruppo, mi ha certamente influenzato. E poi ho anche in casa uno degli allenatori più bravi d’Europa e sono fortunato anche in questo».
Per lo scudetto è lotta Milano-Roma, come racconta la classifica in questo momento, o sarà possibile la variabile Como? E il Napoli di Allegri è già fuori dai giochi?
«Penso che l’Inter, per organico e qualità, sia sopra agli altri. Ma la Roma di Gasperini mi sta impressionando e credo possa dire la sua sino alla fine. Credo, inoltre, che la Juventus, senza la Champions League, possa rientrare in gioco. Mi auguro che il Milan torni a lottare per lo scudetto. Poi immagino che il Como, più del Napoli, possa giocarsela, anche se non sarà semplice. Infine, sottolineerei l’enorme lavoro che sta facendo Rino Gattuso alla Lazio in un contesto, tra l’altro, non agevole».
Lei ha già allenato, con alterne fortune, in A Milan, Bologna, Benevento e Salernitana. Errori e rimpianti?
«Si vince e si perde. Tutto mi ha fatto crescere e confido di essere un allenatore migliore di qualche anno fa e di poter diventare migliore di oggi tra qualche anno. Nel calcio non c’è spazio per i rimpianti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA