Il presidente del Trapani, Antonini: "Vi spiego il progetto che ho in mente per Palermo"
Il presidente del Trapani, Valerio Antonini, ha rilasciato una intervista a TMW, soffermandosi sul suo Trapani e anche sul progetto che ha in mente per Palermo:
Ha dovuto portare la squadra a Palermo...
"Sono stato costretto a portare via la squadra da Trapani. Davo fastidio, non faccio accordi con nessuno e non pago mazzette, magari ero scomodo. Così sono diventato l'obiettivo da cancellare, mi hanno tolto il palazzetto e mi hanno cacciato dallo stadio, privando la città della propria squadra. Si vantano tanto di esaltare i colori granata, tutte cavolate dettate da contingenze elettorali. La verità è che l'istituzione trapanese mi ha cacciato e costretto ad andare via da Trapani. Grazie a Dio ho trovato sensibilità e accoglienza dal Comune di Palermo: avevamo chiesto a diversi comuni del territorio trapanese di poter giocare, ci hanno detto tutti di no."
Ha un progetto basket a Palermo?
"È un grande lasciapassare, fare la Serie A costa quanto una C di calcio. Palermo è una città straordinaria, portare uno sport professionistico come il basket nel capoluogo siciliano è una realtà che va cavalcata. Sarà importante ciò che succederà al TAR nei confronti della Federazione Pallacanestro, ho nominato un pool di legali tra cui l'Avvocato Giulia Bongiorno e l'Avvocato Lubrano. Chiederemo un risarcimento danni multimilionario, se riuscirò ad avere il titolo sportivo porterò il grande basket a Palermo."
Il dirigente che le piacerebbe avere un giorno con sé?
"Quello che ha fatto meglio negli ultimi dieci anni è certamente Sartori. Mi piace molto anche Manna che in prospettiva è un top. Non mi piacciono invece Massara e Giuntoli che ha vissuto a Napoli un'era con un grande presidente. De Laurentiis è un fuoriclasse, l'unico nel nostro panorama perché Napoli è un mondo a parte e Palermo potrebbe diventare proprio come Napoli per via del fascino internazionale e se fosse gestito come De Laurentiis ha gestito il club azzurro negli ultimi anni potrebbe fare grandi cose."
TRAPANI
Antonini, per lei a Trapani è stato un anno assai tormentato. Turbolento. Grandi ambizioni, grandi programmi. E poi l'incubo sia nel calcio che nel basket. Che è successo?"Un anno in cui è emerso tutto lo sporco che c'è nello sport. Queste ultime settimane stanno rendendo giustizia: la FIGC dopo il fallimento del terzo mondiale consecutivo ha cambiato presidente, la Federazione di Pallacanestro è allo sbando totale. Si stanno allineando i satelliti per fare sì che anche sulla scorta di quello che è successo a me ci sia una rivisitazione del sistema nazionale. Faccio l'esempio della giustizia sportiva che per me è diventata l'ingiustizia: gli organi che decidono sono nominati dalle Federazioni e spesso si trovano a tutelare chi li ha nominati e li paga."
Fine mese si attendono le evoluzioni sul ripescaggio...
"Ci credo e valorizzo questo credo in 430.000 euro, costi che ho sostenuto fin adesso. La Sentenza Agnelli dimostra che così com'è organizzata la giustizia sportiva è priva di ogni diritto per chi deve ottenere una giusta sentenza e poi sono stato punito per lo stesso reato più volte. Ricordo che ho subito ventisei su trenta punti di penalizzazione per lo stesso reato contestato e la Corte Tributaria di Trapani ha decretato che ero vittima e non complice della vicenda Alfieri legata ai crediti."
Ci ha rimesso soldi, ha investito su Trapani, la squadra di basket non c'è più e quella di calcio è in Serie D. Ci pensa ogni tanto: ma chi me l'ha fatto fare?
"Devo fare mea culpa. Ho vissuto dieci anni all'estero e avevo perso completamente ogni contatto con la realtà italiana. Il sistema inglese ha una credibilità differente rispetto a quello italiano. Ho fatto un errore grave che un imprenditore che è arrivato al mio livello non dovrebbe commettere. Questo sistema è più africano che europeo, tante società non arrivano a fine stagione e c'è un serio problema di giustizia sportiva e di procuratori che sono gli unici a guadagnarci a discapito delle società. Guardate quante procure sono state pagate in Italia, finché non verrà stabilito un tetto massimo sarà impossibile ridurre i costi di gestione. Trovatemi una società in A, B, C o D che faccia utili nel calcio."
Chi le ha voluto tagliare le gambe?
"Giacomo Tranchida. Il sindaco di Trapani. Questo gli costerà la carriera politica a Trapani perché non ha più credibilità agli occhi dei trapanesi. Il Sole 24 Ore ha definito Tranchida il peggior sindaco d'Italia, questo signore aveva due eccellenze: calcio e basket e li ha cancellati tutti e due."
Dove si vede tra cinque anni? Immagina un futuro per il Trapani a lungo andare?
"Così com'è non c'è la minima speranza che a Trapani ci possa essere professionismo. Al Provinciale do quattro mesi per diventare ingestibile, i danni che creano sono irrecuperabili. Mica metteranno cinquecentomila euro l'uno per rimettere a posto il palazzetto e lo stadio. Se poi vogliono esaltarsi per la pallamano femminile e l'Eccellenza stiamo a parlare di altro, non di sport. Io parlo di sport professionistico dove la città era arrivata. Per il futuro mi piacerebbe avere un progetto serio, sereno, con gente seria e istituzioni che mi aiutino a sostenere il peso di attività professionistiche. Mi vedo in una realtà seria, cosa che Trapani evidentemente non è."
© RIPRODUZIONE RISERVATA