Serie B, Marino stila la griglia di partenza: “Favorite e outsider, ecco chi si gioca la Serie A…”

Serie B, Marino stila la griglia di partenza: “Favorite e outsider, ecco chi si gioca la Serie A…”

L’ex tecnico del Palermo, rimasto al palo per la mancata iscrizione del club rosanero targato Arkus Network al campionato di Serie B, fa le carte al prossimo torneo cadetto…

Parola a Pasquale Marino.

L’edizione odierna del ‘Messaggero Veneto’ dedica alcune pagine ad un focus sull’esperto tecnico, che era stato scelto da Fabrizio Lucchesi per guidare il Palermo che avrebbe dovuto presentarsi ai nastri di partenza del campionato di Serie B che si appresta a cominciare. Le strade dell’allenatore siciliano e del club rosanero, a seguito della mancata iscrizione della vecchia società targata Arkus Network  al torneo cadetto, si sono inevitabilmente divise e difficilmente si ricongiungeranno a breve.

In un’intervista concessa al noto quotidiano, Pasquale Marino ha detto la sua sulle venti squadre iscritte in Serie B stilando una sua personalissima gerarchia in relazione a tradizione e blasone ma soprattutto cifra tecnica degli organici a disposizione dei rispettivi tecnici: “Quest’anno ci sono almeno dodici squadre che possono puntare alla promozione, a partire delle retrocesse Frosinone, Chievo e Empoli che beneficiando del paracadute economico hanno potenzialità notevoli e stanno allestendo squadre interessanti, ma poi ci sono anche realtà come Benevento, Cremonese, lo stesso Spezia che ho lasciato e che sta cercando di migliorare l’ organico, l’Ascoli, il Perugia di Oddo e la Salernitana di Ventura, senza contare il Pescara. Poi c’è sempre spazio per le sorprese. Io lo so bene perché l’ anno in cui mirammo a tornare su con il Frosinone perdemmo la promozione per un solo gol di differenza negli scontri diretti col Verona, ma fu la Spal a “mettersi di mezzo” con un super campionato, come anni prima fece il Carpi e lo scorso anno il Lecce, che ha fatto il doppio salto dalla C alla A, pur facendo però un mercato di alto profilo”.

Un occhio di riguardo, in particolare, per il Pordenone: “Il salto di categoria diventa complicato quando ad allenatori esordienti si aggiungono molto giocatori debuttanti per la categoria, ma non è il caso dei neroverdi che hanno in Tesser un tecnico esperto. Credo che possono essere la classica mina vagante, che al di là dell’ eliminazione precoce in Coppa Italia possono fare molto bene sulle ali dell’ entusiasmo e della compattezza, come anche Entella e Trapani, o il Pisa”.

Marino si sofferma, inoltre,  su uno dei tanti allenatori esperti che si sono accasati in cadetteria, l’ex Ct della Nazionale italiana, Giampiero Ventura, che guiderà la Salernitana: “Per accettare una sfida così, vuol dire che Ventura ha trovato una società con cui si trova bene. Col presidente Lotito erano insieme in Nazionale e una società forte come la Salernitana metterà a disposizione un organico di primo livello, anche perché Ventura predilige far giocare le squadre dal basso e con qualità. Bravo lui perché ripartire dal basso e con entusiasmo, dopo i livelli raggiunti, gli fa onore. Inzaghi aveva fatto molto bene a Venezia, facendo i play-off e non è stato fortunato a Bologna».

A proposito di singoli e di eventuali profili candidati al ruolo di rivelazione del torneo in vista della prossima stagione, il tecnico ex Udinese sembra avere le idee molto chiare: “Dico i nomi di due attaccanti esterni come Federico Ricci dello Spezia e Roberto Insigne del Benevento, mentre le certezze sono i nomi di Coda, Ciofani, La Gumina e Asencio del Pisa, senza dimenticare Ardemagni dell’Ascoli e Melchiorri del Perugia. Ho sempre detto che mi sarei arricchito se avessi fatto i contratti a percentuale sulla valorizzazione dei giocatori. Battute a parte, allo Spezia abbiamo visto crescere giocatori come venduto un giocatore come Okereke per una cifra vicina ai 10 milioni, grazie anche al lavoro di Mezzini e Di Natale”.

Chiosa dedicata alla formula magica utile a mettere in fila tutte le contendenti e vincere il campionato di Serie B: “Bisogna avere un organico ampio e competitivo non bisogna avere solo le prime scelte tra i titolari, perché il campionato è troppo lungo, nessuno ti regala nulla in ogni partita e bisogna avere le risorse per arrivare in fondo essendo sempre al top dal punto di vista atletico. Io quando vinsi a Catania ero un allenatore neopatentato e mi misero in mano una Ferrari. Ebbi la fortuna di avere un gruppo importante, ma anche avversarie toste come Torino e Atalanta”.

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