Jajalo: “Ogni partita è come una guerra. In campo c’è una cosa che non sopporto. Io e Maresca…”

Le dichiarazioni del centrocampista e leader indiscusso del Palermo di Stellone, Mato jajalo, sul momento vissuto dai rosanero

Parola a Mato Jajalo.

Sempre più entusiasta della sua lunga avventura nel capoluogo siciliano, il numero 8 rosanero, si è raccontato durante un’intervista concessa ai microfoni di “Casa Minutella” in onda su “TRM” in cui si è inoltre soffermato sul rapporto con la città di Palermo e sull’obiettivo Serie A.

“Ogni partita è una guerra, quando si gioca per i punti dev’essere così. Stellone? Lui è come un comandante e ci ha dato equilibrio, ha tirato fuori la nostra forza. Carpi? Io aspettavo solo il triplice fischio perché mentalmente eravamo stanchi e temevamo la rimonta. Il mio ruolo? E’ una responsabilità ma lo faccio con gioia, abbiamo una squadra forte ed è bello vedere le azioni di Falletti, Trajkovski Puscas. Prendere gol? Non mi piace urlare in campo perché può essere controproducente, preferisco dare fiducia ai compagni e ripartire. Perché i numero 8? E’ stato il mio numero negli ultimi tre anni. La mia famiglia è orgogliosa di me perché gioco al Palermo, ma anche mio fratello gioca a calcio in Croazia. E’ un centrocampista: polmoni e cuore come me. Cosa mi da più fastidio in campo? Quando uno non ha voglia di correre, non vuole tirare e fare dribbling. Gli sbagli possono capitare”.

Il centrocampista del Palermo si è inoltre espresso sul clima che oggi si respira all’interno dello spogliatoio rosanero: “Viviamo un buon momento perché sappiamo cosa possiamo fare e dove possiamo arrivare dopo un anno difficile: gli ultimi mesi sono stati complicati, con le ultime vicissitudini societarie. Cosa mi piace di Palermo? Quando sono arrivato, i primi 2/3 mesi, mi sono dovuto ambientare. Mia moglie è stata subito entusiasta di questa città che oggi è la nostra casa. In Sicilia c’è tanta bellezza, ci vuole tempo per vederla tutta: ho consigliato a molti miei amici di visitarla. Cibo palermitano? Mi piace, ma mangio poco il fritto. Pane con la milza? Non l’ho mai provato e penso di non provarlo mai (ride ndr)”.

Chiosa finale sull’ex compagno Enzo Maresca: “Chi mi manca di più umanamente? Enzo Maresca è un uomo vero, dentro e fuori dal campo, un professionista. Ci sentiamo ancora, di recente gli ho fatto i complimenti perché lo seguo anche oggi al West Ham: un vero leader che non urlava mai nello spogliatoio, ma che veniva ascoltato da tutti.

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