Foschi: “Col Carpi vittoria importante, ma rimaniamo con i piedi per terra. Abbraccio con Puscas? Ecco com’è andata”

Foschi: “Col Carpi vittoria importante, ma rimaniamo con i piedi per terra. Abbraccio con Puscas? Ecco com’è andata”

Le dichiarazioni del presidente del Palermo, Rino Foschi, relative al presente e al futuro del club rosanero

Prosegue la lotta dei rosanero per la Serie A.

All’indomani dello schiacciante successo contro il Carpi che ha permesso ai rosanero di blindare il secondo posto ma anche di portarsi a -1 dalla capolista Brescia, il presidente del club di viale del Fante, ha analizzato il momento vissuto dagli uomini di Roberto Stellone soffermandosi inoltre sull’abbraccio con George Puscas e Andrea Rispoli all’85°.

“L’abbraccio di ieri dopo il gol di Puscas? Sono andato nel tunnel perché io la partita la soffro. Veniamo da un momento un po’ strano, particolare. Abbiamo perso qualche partita, abbiamo pareggiato col Brescia al 94′. Ieri il primo tempo è stato eccezionale, io ero in tribuna. Prima andavo sempre in panchina, ora non vado più per diversi motivi. Dopo il 2-1 sentivo troppi mormorii e mi sono spostato. Sono andato sotto il tunnel, ero li ad un metro. Dopo il gol mi sono trovato in braccio ai giocatori, è stata una cosa istintiva. E’ stato più forte di me. Ho fatto un passo avanti, Puscas era lì, ci siamo guardati e ci siamo abbracciati. E’ stata una cosa bellissima. Era importante vincere per la classifica, ma ora restiamo con i piedi per terra”.

Infine, Foschi, ha svelato i motivi che lo hanno portato a non assistere ai match direttamente dalla panchina:“Il calcio è cambiato. Io ci andavo per lavorare in panchina, per fare il direttore sportivo e non il direttore tecnico. In panchina da un po’ di tempo vedevo come va ora il calcio. Zamparini mi diceva anche di andare in panchina a dare una mano. Io se pensassi di andare in panchina per dare una mano all’allenatore cambierei l’allenatore. Il fatto che qualcuno poteva pensare che io andavo in panchina per fare il tecnico mi faceva vergognare. E allora soffro e non ci vado. Io andavo in panchina per aiutare quelli che non giocavano, per incazzarmi un po’ con l’arbitro, per stare vicino alla mia squadra. Forse sono solo un complessato, ma ho un’esperienza particolare. Vengo a Palermo, le cose vanno in un certo modo e non voglio fare il fenomeno andando in panchina. Poi ci sono i mister che ti vogliono. Io con Stellone ho un bel rapporto, come avevo un bel rapporto con Tedino. Stellone sa che mi piace partecipare dal vivo, ma sa anche perché adesso ci vado poco. Comunque ci tornerò prima o dopo per abbracciare tutti a fine gara. Speriamo che arrivi quel giorno perché significa che sarà un giorno importante. Vediamo”.

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