Udinese-Inter, Spalletti: “Secondo tempo deludente, su Icardi e Lautaro ho la mia idea. Keita e Candreva? Mi aspettavo di più”

Udinese-Inter, Spalletti: “Secondo tempo deludente, su Icardi e Lautaro ho la mia idea. Keita e Candreva? Mi aspettavo di più”

Le parole del tecnico nerazzurro, Luciano Spalletti, a margine della gara contro al formazione di Igor Tudor

Termina con il risultato di 0-0 l’anticipo serale della 35^ giornata di Serie A, tra Udinese e Inter.

0 gol e tante emozioni: questa la sintesi della gara andata in scena questa sera alla “Dacia Arena” tra nerazzurri e bianconeri, costretti a dividere la posta in palio. Punto, tuttavia, che non fa dormire sogni tranquilli a nessuna delle due compagini: ancora impegnate, rispettivamente, nella corsa Champions League e in quella salvezza. Uno stop commentato dal tecnico Luciano Spalletti, intervenuto al triplice fischio, ai microfoni di “DAZN”.

“Abbiamo perso qualche palla in più, siamo stati meno precisi. Nella ripresa bisognava continuare a fare come nel primo tempo, quando siamo entrati tra le linee dovevamo concludere l’azione con più qualità. Siamo andati dieci volte sul fondo con cross arretrati, bisognava fare meglio. Icardi-Lautaro? La partita è stata fatta come dovevamo fare, nella ripresa abbiamo concesso qualcosa con le due punte. Io passo dalle prestazioni. Se mettiamo la partita sui continui ribaltamenti di fronte andiamo in difficoltà, in fase difensiva abbiamo calciatori che non hanno caratteristiche che altri hanno. Se il colpo di Perisic, se il tiro di Keita, se quei tanti palloni messi in mezzo… Fa parte comunque di un gioco che alla lunga da vantaggi. Io sono l’allenatore e si fa così. Mi aspetto qualcosa in più da chi entra negli ultimi dieci minuti, tipo Candreva, serve l’impulso”.

“Triangolazioni in più? Bisogna andare a farle collimare con le caratteristiche dei calciatori. A Politano – ha continuato l’allenatore –  piace convergere verso il centro con la palla tra i piedi, a lui piace stare più aperto. Sono caratteristiche, quando poi si entra nell’altra metà campo e ci sono terzini bassi, i due esterni diventano due trequartisti”.

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