Schick rivela: “Ho preferito la Roma al Borussia Dortmund. Juventus? Vi dico com’è andata…”

Le dichiarazioni dell’ex attaccante della Sampdoria, Patrick Schick, relative ai motivi che lo hanno spinto a preferire la Roma al Borussia Dortmund

Patrik Schick è tornato a parlare del suo approdo nella capitale. 

A pochi giorni dal match contro la Spal, l’attaccante ceco della Roma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del magazine “Hattrick”. Intervista in cui, il classe 96, ha commentato il suo trasferimento in giallorosso, avvenuto nell’agosto del 2017: “Perché ho sostenuto le visite mediche con la Juventus e poi però ho firmato con la Roma? La dirigenza della Juventus non ha dato il via libera al trasferimento dopo le visite mediche. Ero incerto sul mio futuro: se rimanere alla Sampdoria per un altro anno oppure se accettare l’offerta di altre squadre. Alla fine mi sono trasferito alla Roma. Ho sostenuto le visite mediche con la Roma anche due mesi dopo, quindi dopo due mesi di tranquillità assoluta. Volevo solo andare in vacanza e rilassarmi: ho seguito una dieta e fatto alcuni esercizi e sono migliorato notevolmente, trovando quindi la conferma da parte della Roma”.

Inevitabile la parentesi relativa al prezzo del suo trasferimento“Il prezzo non l’ho deciso io. Certo, è una pressione in più ma che ho superato. So di avere molte responsabilità, ma è giusto che sia così. Sono in un grande club ed è giusto che ci sia questo tipo di pressione, come c’è ovunque. Il momento peggiore è alle spalle, spero che il migliore sia dietro l’angolo. Se significa qualcosa per me essere il calciatore ceco più pagato? Certo, ma ormai il calciomercato è dinamico: ora vengono spesi molti più soldi”.

Infine, Schick, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a preferire la Roma al Borussia Dortmund: “Il Borussia Dortmund aveva avanzato un’offerta alla Sampdoria, io però volevo restare in Italia: qui mi sono ambientato, ho imparato la lingua, e quindi Roma è stata la mia scelta. Adesso sto bene, si è risolto tutto. Anche perché nessun club prenderebbe un giocatore se non fosse al 100%, figuriamoci una grande squadra come la Roma”. 

 

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