Roma, Totti sicuro: “Tornerò quando ci sarà un’altra proprietà. De Rossi? Andremo insieme in Curva Sud, io non interpellato sul suo futuro”

Roma, Totti sicuro: “Tornerò quando ci sarà un’altra proprietà. De Rossi? Andremo insieme in Curva Sud, io non interpellato sul suo futuro”

Le dichiarazioni dell’ex capitano della Roma, Francesco Totti, relative al suo addio al club giallorosso

Totti saluta la Roma.

A due anni di distanza dal suo addio al calcio giocato, la storica bandiera romanista, si appresta a concludere definitivamente la sua lunghissima esperienza in giallorosso. Una decisione sofferta che ha scosso tutto l’ambiente capitolino spiegata, durante una conferenza stampa speciale tenutasi nella Sala d’onore del Coni, proprio dallo storico capitano del club romano.

“Un po’ tutti conosciamo i problemi reali della società, soprattutto quelli riguardanti il Financial Fair Play. La società negli ultimi anni ha venduto i giocatori più forti e blasonati per tamponare i problemi economici. Bisogna essere trasparenti, soprattutto con i tifosi. Alla gente bisogna dire la verità, anche se brutta, e quando un anno fa feci una intervista dissi che la Roma sarebbe arrivata tra il quarto e il quinto posto e la Juventus avrebbe rivinto lo Scudetto mi dissero che con quella intervista toglievo i sogni ai tifosi, ma io credo che bisogna sempre dire la verità. Solo così si può essere inattaccabili”.

“L’assenza del presidente – ha continuato Totti – per me pesa tantissimo, perché poi il giocatore trova sempre un alibi e alla prima sconfitta subito viene sottolineato il fatto che la società manca. Questo crea problemi alla squadra, crea un danno. Io l’ho detto e ripetuto tantissime volte: il presidente deve essere più presente sul posto perché quando c’è il capo tutti i dipendenti sono sull’attenti. Quando non c’è il capo fanno tutti come gli pare, è così ovunque. Se io fossi il presidente della Roma e ho due bandiere come Totti e De Rossi in società gli darei in mano tutto, per quello che hanno fatto e per il rispetto. Ti possono spiegare cosa significa la romanità e invece questo non è mai stato chiesto. Pallotta invece s’è affiancato a persone sbagliate e ascolta solo alcune persone. Però se tu sbagli dieci interviste all’undicesima una domanda te la poni”.

Inevitabile la parentesi relativa alla possibilità di rivedere Totti in giallorosso, in un futuro non troppo lontano: “In primis un’altra proprietà, poi bisogna vedere se quest’altra società mi chiama e se crede nelle mie qualità. Sicuramente non ho mai fatto e mai farò del male alla Roma. Per me la Roma viene prima di tutto, anche in questo momento, e io oggi potevo anche morire perché per me altro che smettere di giocare… Oggi io mi stacco dalla Roma e per me questa squadra è tutto. Io avevo chiesto di fare il direttore tecnico perché penso di avere queste competenze e non ho mai chiesto di comandare tutto. Però, se si decide l’allenatore o il direttore sportivo e non vieni nemmeno chiamato che direttore tecnico è? Non solo andato a Londra perché mi avevano chiamato due giorni prima e avevano già scelto l’allenatore e il ds: che andavo a fare? Io l’unico allenatore che ho sentito è stato Antonio Conte, il resto è tutta fantascienza e io per stupido non ci passo. Tutte le cose che fanno passare corrisponde allo zero per cento di verità”.

Chiosa finale sull’addio di De Rossi: “Io già a settembre dissi ad alcuni dirigenti che, se pensavano fosse stata l’ultima stagione di De Rossi, avrebbero dovuto dirglielo subito. Perché lui era il capitano della Roma, andava rispettato. Poi s’è creato tutto un contesto difficile ed è passato il tempo che è passato. Il problema è che a Trigoria le cose vanno fatte subito, invece non avviene così. Io con De Rossi ci ho parlato da amico e ho provato a fargli capire cosa stesse accadendo, nonostante fossi un dirigente. Invece s’è creato lo stesso problema che si creò con me e non so se è una cosa voluta o se non ci pensano. A me sembra voluto, perché da quello che so loro hanno sempre voluto allontanare i romani dalla Roma. Stadio? In alcune partite ci andrò, anche perché io sono tifoso della Roma. Può darsi pure che andrò in Curva Sud. Anzi, lo sai che faccio? Prendo Daniele, se non andrà a giocare altrove, e insieme la andiamo a vedere in Curva Sud”.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy