Inter-Milan, Julio Cesar confessa: “Non volevo portare sfortuna ai nerazzurri. Donnarumma? L’errore di ieri sera…”

Inter-Milan, Julio Cesar confessa: “Non volevo portare sfortuna ai nerazzurri. Donnarumma? L’errore di ieri sera…”

Le dichiarazioni dell’ex portiere nerazzurro, Julio Cesar, a margine del match tra Inter e Milan

L’Inter ha vinto il 169° derby di Milano.

A decidere un colpo di testa del capitano Mauro Icardi che ha permesso ai nerazzurri di mettere ko il Milan, ma anche  di agguantare il terzo posto in classifica. Un successo, quello maturato dalla compagine di Luciano Spalletti, giunta nei minuti finali dell’accesissima gara andata in scena a San Siro. Argomento su cui l’ex portiere, Julio Cesar, si è soffermato a parlare durante il programma “Pressing” in onda su Canale 5: “È stata una bella serata, chiusa alla grande: io ero preoccupato perché non avrei voluto, dopo aver ricevuto l’omaggio prima del match, portare sfortuna all’Inter. Donnarumma? A noi portieri può capitare, anche io ho commesso qualche errore in carriera. Ha sbagliato a leggere la traiettoria del pallone, ma anche il difensore non si è comportato bene. Perché non puntare su Reina? A me il turnover tra portieri non piace: Donnarumma è fortissimo, ha esordito a 16 anni. Ha commesso un errore, ma non gli si può mettere la croce sopra: ha ancora ampissimi margini di crescita, a cominciare dall’esperienza che potrà acquisire nel tempo. E anche questo errore gli servirà.

Icardi sta facendo benissimo – ha proseguito il classe 79 – già da un paio d’anni: assomiglia un po’ a Inzaghi, nel senso che è la palla a cercarlo e non viceversa. Non puoi permetterti di dormire in area di rigore con lui, perché ti punisce. VAR? Preferisco i vecchi tempi“.

L’ex portiere dell’Inter si è inoltre soffermato a parlare dello spinoso argomento relativo alla lotta scudetto: “Il Napoli è una squadra che fa sempre bene ma gli manca sempre qualcosa per vincere lo Scudetto. Anche quando ero all’Inter, avevano sempre dei grandissimi giocatori come Cavani e Lavezzi ma alla fine gli mancava qualcosa. Ancelotti però è un allenatore abituato a vincere. Ronaldo è un fuoriclasse che da otto anni è al top: fa gol in tutti i modi. In Portogallo è un re, non è facile giocare a quel livello per così tanto tempo, si merita tutto“.

Infine, l’estremo difensore brasiliano, ha ricordato il suo passato in nerazzurro: “È come un ragazzo va a dormire e inizia a sognare. E il mio sogno è cominciato quando sono arrivato in Italia ed è durato 7 anni. Dopo il sogno si è interrotto e quel ragazzo si è svegliato. In Italia è cambiata la mia vita, se il mondo oggi conosce Julio Cesar è grazie all’Italia, è grazie all’Inter ed è grazie a Mancini che ha avuto il coraggio di mettere un portiere sconosciuto, appena arrivato dal Brasile, al posto di Toldo”.

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