PRESS ROOM ROSANERO MICCOLI: “VOLEVO ENTRARE NELLA STORIA DEL PALERMOADESSO NON DOBBIAMO FERMARCI, VINCERE PER I TIFOSI”

Dopo diversi mesi di silenzio Fabrizio Miccoli torna a parlare. Un intervento in conferenza stampa per celebrare il record assoluto di gol in rosanero… e per togliere anche qualche sassolino.

Dopo diversi mesi di silenzio Fabrizio Miccoli torna a parlare. Un intervento in conferenza stampa per celebrare il record assoluto di gol in rosanero… e per togliere anche qualche sassolino dalla scarpa. di Alessandro Castellese Campione o Fuoriclasse? Carriera in linea con il talento o qualche rammarico per strada? “Alla fine penso che ognuno di noi ha quello che merita. Tutte le scelte che ho compiuto nel corso della mia carriera sono state dettate dalla testa e dal cuore, non ho rimpianti. Se ho avuto questa carriera si vede che l’ho meritata”. Dopo questo mini bilancio d’esordio, Miccoli lancia una frecciata a chi lo dava per finito. “Passare da un elemento che fa giocare con un uomo in meno i suoi, a fuoriclasse, è davvero curioso. In ogni caso faccio giudicare gli altri…”. Nell’ultimo periodo per il numero 10 rosanero sono arrivate soddisfazioni e periodi opachi. Momenti diversi che lo stesso Miccoli cerca di spiegare. “Gli alti e bassi sono stati dettati da elementi esterni al campo. Anche l’anno scorso, però, ad esempio, pur giocando meno di tutti sono stato il miglior marcatore del Palermo”. In relazione all’ultima annata torna il ricordo della finale di Roma e dei rimpianti per non aver potuto giocare tutta la partita. “Non potrò dimenticare la finale di Roma. Con tutto il rispetto per Rossi, mi sarebbe piaciuto giocare dall’inizio, rispetto ai venti minuti finali. E’ una partita che non dimentico e così sarà in futuro”. Nonostante i numeri parlino chiaro, ogni anno il capitano del Palermo è quasi costretto a ricominciare da capo. Vuoi per l’età o per altri motivi, alla fine di ogni stagione sembra quasi che per Miccoli sia arrivato il traguardo finale. Niente di tutto ciò per un giocatore che fa anche della forza mentale uno dei suoi elementi chiave. “Ogni anno devo iniziare tutto da capo, è vero. Dimostrare cosa posso dare alla squadra e cosa posso fare in campo. Ci sta che ognuno venga giudicato per ciò che fa, ma a volte ci sono davvero rimasto male. Come ad inizio stagione, quando dopo una doppietta ed una vittoria contro l’Inter, sin dal giorno dopo si è parlato unicamente della mia amicizia con un ragazzo che era figlio di questa o quella persona. Per strada la gente rideva con me per l’assurdità delle voci – ha proseguito – ma nonostante ciò quello che è stato detto su di me non mi è piaciuto. Ci sono rimasto male, ma alla fine sono talmente forte mentalmente, che riesco sempre ad andare oltre”. Con la tripletta di San Siro è diventato il miglior marcatore di sempre nella storia del Palermo. Un percorso fatto di perle e di vittorie, ma anche di qualche rammarico. “Il gol più bello è forse quello a Torino con la Juventus (tiro a giro sul secondo palo, ndr) e allo stesso tempo quello che porto di più nel cuore. Per il resto non ci sono gol mancati che rimpiango, ma se devo citare un episodio, sicuramente ho il rammarico di non aver potuto giocare gli ultimi venti minuti della sfida per la Champions con la Sampdoria… Sin da quando sono arrivato a Palermo il mio obiettivo era quello di entrare nella storia di questo club. Sono fiero di esserci riuscito, ringrazio per questo tutti gli allenatori incontrati e tutti i miei compagni, ma allo stesso tempo sono felice perchè ho loccasione per continuare e non fermarmi a questo record”. Tripletta di Miccoli e poker di Milito. Chi è stato il più bravo? Con la schiettezza di sempre l’attaccante rosa dice la sua a riguardo. “Se guardiamo i gol di Milito, uno su rigore, uno in fuorigioco, uno per un tiro sbagliato di Pazzini. Forse è vero, i miei sono stati più belli. Nulla da togliere, però, ad un grande campione come Milito che mi piace da sempre come giocatore…”. Da capitano Miccoli parla anche della situazione del Palermo. Un gruppo che ha ritrovato entusiasmo e autostima, che dal lato opposto, però, avverte il momento vissuto dai tifosi. Manca un po’ dell’entusiasmo storico del pubblico palermitano, ma per Miccoli, vista la stagione, è anche comprensibile. “Il gruppo è tornato a fare bene e a giocare come sa anche nelle ultime due trasferte. Mutti mi ha colpito perché è una persona che ascolta tutti, molto educata, ma che allo stesso tempo pretende molto da ognuno di noi”. Sul pubblico prosegue: “E’ normale che la gente dopo un periodo fatto di molte sconfitte possa aver perso un po’ di entusiasmo. Non è mai bello vedere uno stadio come il nostro quasi vuoto, ma solo noi possiamo cambiare questa situazione e penso che lo stiamo facendo. A partire dal match con l’Atalanta. Non vincere renderebbe inutile l’impresa di San Siro, quindi tutti noi ed i nostri tifosi, dovremo dare il massimo per poter ottenere questa vittoria”.

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