Felici: “Giocare al “Barbera” ci dà una marcia in più, il gol non è un’ossessione. Vi svelo il mio sogno nel cassetto…”

Felici: “Giocare al “Barbera” ci dà una marcia in più, il gol non è un’ossessione. Vi svelo il mio sogno nel cassetto…”

Le parole del giovane esterno offensivo rosanero che racconta i suoi primi passi e analizza la stagione vissuta finora con la maglia del Palermo

Mattia Felici si racconta.

L’esterno offensivo romano protagonista di un inizio stagionale da applausi con la maglia del Palermo, è intervenuto nel corso del programma “Siamo Aquile” in onda su Trm. Le parole del talentino rosanero.

“Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo cinque anni, se non hai la testa giusta non vai da nessuna parte. Il mio sogno è quello di diventare un professionista, sono però consapevole che non è una cosa facile. Per arrivare in alto bisogna seguire determinate regole sia di alimentazione che concernenti la disciplina. Prima di iniziare con il calcio ero molto appassionato di mini moto e quindi mi è rimasta come passione sebbene non la pratichi più. Ho smesso per colpa di mamma che aveva paura e diceva fosse pericoloso. Sono stato chiamato dalla Lazio quando ero piccolino, ho accettato nonostante sono un tifoso della Roma. Adesso ci conosciamo sempre meglio e contro il Corigliano ci sono riuscite tutte le giocate, giocare al “Barbera” è diverso perché senti il valore dei nostri tifosi che ti danno una spinta in più. Ho cercato tanto il gol che per sfortuna o per demerito il non ho trovato subito, la cosa che mi preme di più è offrire una prestazione di alto livello. Sarà impossibile o quantomeno difficilissimo approdare alla Roma un giorno. Spero di poter essere un predestinato, posso e devo crederci”.

 

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