Fallimento Palermo, Zamparini: “Lo Monaco l’inizio di un incubo, sono convinto di una cosa. Io galantuomo ferito, ho messo più di 100 milioni per il club”

Fallimento Palermo, Zamparini: “Lo Monaco l’inizio di un incubo, sono convinto di una cosa. Io galantuomo ferito, ho messo più di 100 milioni per il club”

Le dichiarazioni dell’ex patron del Palermo: “Cercavo di vendere ad acquirenti seri, in grado di portare il club dove più meritava, ma a bussare alla porta c’erano quasi sempre dei truffatori”

Parola a Maurizio Zamparini.

E’ un fiume in piena l’ex patron del club di viale del Fante che, dopo il dichiarato fallimento dell’U.S. Città di Palermo, ha deciso di rompere il silenzio rilasciando importanti dichiarazioni ai microfoni di PalermoToday. L’imprenditore friulano, inoltre, ha svelato alcuni retroscena legati alla gestione della vecchia società.

Lo Monaco è stato l’inizio di un incubo. Il Palermo di quell’annata, che poi retrocesse. In panchina aveva un certo Gian Piero Gasperini, mentre in campo annoverava giocatori del calibro di Vazquez, Miccoli e Dybala. Era una grande squadra e sono convinto che quell’inaspettata retrocessione porta anche e soprattutto la firma di Pietro Lo Monaco, un dirigente che avevo preso dandogli, ingenuamente, pieni poteri e che a gennaio, purtroppo, aveva già saccheggiato la squadra. Il mio errore più grande fu quello di mandarlo via troppo tardi. Ciò nonostante facendo i conti con gravi perdite economiche e rimboccandomi le maniche riuscì ad allestire una squadra di grande spessore. Quel Palermo in B era come la Juve del dopo-Calciopoli: Belotti, Vazquez, Dybala, Lafferty e Sorrentino. Cercavo di vendere ad acquirenti seri e in grado di portare il Palermo dove più meritava, ma a bussare alla porta c’erano quasi sempre dei truffatori, sono state le sue parole.

“Leggete in massa il capolavoro di Vaclav Havel ‘l potere dei senza poteri’. Un politico, drammaturgo e primo presidente post-socialista cecoslovacco che riuscì a decretare la fine del regima comunista in Cecoslovacchia. Un’opera che si sposa perfettamente con il momento che sta vivendo l’Italia. Un paese che vive nella menzogna, senza far niente per uscire da questo limbo. Il popolo ceco ha avuto la forza e il coraggio di ricercare ad ogni costo la verità, tirandosi fuori da un incubo. Leggere che io avrei usato il Palermo come bancomat personale è un falso, in sedici anni nelle casse del club ho messo più di 100 milioni di mezzi propri, persi. Ho fiducia nella giustizia, quella dei processi però e non quella mediatica. Resto dell’idea che i processi si fanno dentro un’aula di tribunale e non al bar o in televisione. Mi avete ferito, avete fatto troppo male a un galantuomo che per anni ha amato con profonda passione la vostra terra e la vostra squadra di calcio”, ha concluso Zamparini.

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