Italia-Finlandia, Chiellini ammette: “Vogliamo la qualificazione a Euro 2020. Kean? Spero sia solo l’inizio”

Le dichiarazioni del capitano degli azzurri, Giorgio Chiellini, in vista della sfida contro la Finlandia

Sale l’attesa per Italia-Finlandia, sfida valida per  le qualificazioni agli Europei del 2020.

E’ tutto pronto per il match dello stadio Friuli, che metterà difronte gli uomini di Roberto Mancini e quelli di Markku Kanerva. Sono 13 i precedenti tra le due Nazionali, con un bilancio a favore degli azzurri: obbligati a fare i conti con le pesanti assenze di Federico Chiesa e Alessandro Florenzi, entrambi costretti a lasciare Coverciano per infortunio.

Circostanza che sembra non spaventare affatto il capitano della Nazionale italiana, Giorgio Chiellini, intervenuto nella consueta conferenza stampa pre-gara.

“Vincere qualcosa in Nazionale? Vedremo dove arriveremo. Il clima è ottimo, come è sempre stato. Il gruppo sta molto bene insieme, ma anche negli anni passati è stato così. Poi quello che si crea di magico in 45-50 giorni insieme è diverso. Si soffre e gioisce insieme, l’ambizione di questo gruppo è quello di provare le ambizioni fra un anno e mezzo. Ci serve il pass per Euro2020, inizierà una nuova avventura e lì ci saranno emozioni che non si possono provare per il poco tempo vissuto insieme con le qualificazioni”.

“Kean? La sua principale dote è quella di fare gol – ha ammesso Chiellini – poi deve crescere in continuità e nel migliorarsi quotidianamente, cosa non semplice. Anche a gennaio aveva l’opportunità di andare via, io gli ho consigliato di rimanere perché la stagione era lunga. Ora si sta godendo questo momento, spero che sia solo l’inizio”.

Infine, il difensore bianconero, si è soffermato a parlare di Roberto Mancini: “Ci sono cose nuove, opportunità con uno stimolo in più, ho sempre cercato di imparare da allenatori e compagni. Sono stato molto fortunato ad avere grandi tecnici, sono contento di averne aggiunto un altro. Ha dato serenità, fiducia ed entusiasmo. Dopo il periodo passato servivano queste qualità, al di là di quello che mettiamo in campo. Non era semplice ripartire dopo la delusione mondiale”.

 

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