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Milan-Lazio, Leonardo alza la voce: “La gara andava sospesa, pretendiamo rispetto e giustizia”

Milan-Lazio, Leonardo alza la voce: “La gara andava sospesa, pretendiamo rispetto e giustizia”

Ancora cori razzisti contro Bakayoko fuori e dentro San Siro, Leonardo non ci sta: "Non possiamo subire ciò che è accaduto mercoledì"

Mediagol40

Ancora razzismo nei campi di calcio.

Mercoledì sera, durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia fra Milan e Lazio la tifoseria biancoceleste presente a San Siro ha inveito contro Tiémoué Bakayoko e Franck Kessié, intonando cori razzisti e pesanti fischi: la protesta, però, sarebbe iniziata fuori dallo stadio poco prima della partita, con un gruppo di tifosi laziali che avrebbero storpiato il coro che i rossoneri cantano a sostegno proprio del centrocampista francese di origini ivoriane, inserendo un insulto razzista.

L’episodio ha profondamente deluso e amareggiato il del direttore dell’area tecnica rossonera Leonardo, che intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha alzato la voce per esprimere il proprio dissenso sull'accaduto: "Il Milan ha 120 anni di storia e di valori. Non possiamo subire ciò che è accaduto mercoledì. Accettiamo la sconfitta, rifiutiamo gli alibi. Ma pretendiamo giustizia e rispetto".

EPISODIO KESSIE-BAKAYOKO - "Un grave errore che abbiamo riconosciuto subito. Ma è il solo episodio venuto alla luce al termine di una partita in cui c’è stato molto altro: insulti, provocazioni e rissa finale. Noi non abbiamo denunciato nulla. Abbiamo punito i nostri giocatori pubblicamente e ci siamo impegnati a ricucire. Abbiamo fatto in modo che Bakayoko e Acerbi si parlassero, la società si è mossa".

"Dato il precedente di campionato, era nell’aria che potesse accadere qualcosa - ha aggiunto Leonardo -. Infatti alla vigilia, in maniera informale, abbiamo contattato tutte le componenti per condividere l’allerta. Federcalcio, Lega, vertici arbitrali, responsabili dell’Ordine Pubblico e abbiamo ripetuto appelli alla responsabilità dei calciatori. Siamo stati zitti noi e zitti loro. Non bastasse la mattina c’è stata la manifestazione a Piazzale Loreto: ci doveva essere massima attenzione per stroncare sul nascere ogni provocazione che portasse alla violenza".

GIUDICE SPORTIVO - "Prima ancora che si pronunciasse è stato curioso vedere come Giorgetti e Gravina abbiano commentato in modo duro il comportamento dei nostri giocatori e chiesto pubblicamente provvedimenti. Credo sia una cosa grave, no? Ma dopo gli insulti razzisti a Bakayoko e Kessie non ho visto la stessa reattività nell’intervenire e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina dove sono finiti? E Salvini che se l’è cavata utilizzando la parola vergogna per esprimere il gioco del Milan, dovrebbe usarla per episodi molto più gravi".

LA GARA -"C’erano mille motivi per interrompere quella partita. E’ stato assurdo. Con le nuove norme bastava il primo coro per chiamare i giocatori al centro del campo e in caso di secondo coro sospendere la gara. E invece nulla, eppure i cori e gli ululati li hanno sentiti tutti. Se sono stati trasmessi due annunci con gli altoparlanti significa che erano ben udibili a tutti. Eppure sembra che Mazzoleni sia stato l’unico a non sentire e ha tirato dritto. A noi avevano garantito che sarebbero intervenuti in caso di cori razzisti. Non era una situazione a sorpresa. Mazzoleni aveva già vissuto la stessa scena con Koulibaly in Inter-Napoli, eravamo tranquilli. Doveva decidere lui, ma penso che in questi casi gli arbitri non debbano essere lasciati soli, ma aiutati".