Aspettando il Brescia. Se passa il Genio tolgo il cappello, se passa Facile tocco le… Il Fenomeno Donnarumma contro il Brignoli volante

La prossima gara di campionato dei rosanero vista dal giornalista Alessandro Amato tra il serio e il faceto

Di Alessandro Amato

Alessandro Amato, giornalista PalermoChe freddo. L’incubo della penalizzazione ci fa dormire male. Non puoi riposare serenamente se la temperatura sotto le coperte è -4. Speriamo bene, perché l’handicap sarebbe l’inizio della fine.
Fenomeno Donnarumma. Diciannove presenze, ventuno gol (sette nelle ultime quattro partite). La media dice che segna più di una rete ad incontro. Il Brescia, in pratica, se c’è Donnarumma in campo, comincia ogni sfida dall’1-0.
Grazie per la sconfitta. Fu proprio Donnarumma a firmare i due gol della nostra battuta d’arresto nella partita di andata. Tedino fu esonerato e la sconfitta mi sembrò meno dolorosa.
L’uomo volante. Se Brignoli para come ha fatto con Foggia e Perugia, Donnarumma si attacca al tram.
Corri, Carletto. Quando si parla del Brescia, penso sempre al folle scatto di Mazzone verso il settore degli ultrà bergamaschi nell’infuocato derby con le Rondinelle del 2001. Comportamento rischioso, ma sanguigno come pochi altri.
Torna il popolo. Ci sarà il record d’incasso stagionale. I presenti non saranno 30mila, ma con i tempi che corrono 15mila rappresenterebbero (finalmente) un bel segnale: siamo qui, nonostante tutto.
L’Oscar del botteghino. Nulla di eccezionale e neanche di decisivo. Il gesto di alcuni imprenditori siciliani di acquistare 3mila tagliandi per aiutare il club agonizzante è comunque il gesto più bello di una settimana in cui il caos e le fughe hanno avvelenato l’aria già abbondantemente inquinata.
Raffello, dove sei? Non c’è stata un’altra offerta e non c’è stato alcun rilancio. Dunque, Follieri ha abbondato una trattativa che oggi lo vedrebbe proprietario del club. Lo cercano da due giorni e non risponde (ma Follieri e l’avvocato Di Trapani, che lo rappresenta, smentiscono di aver ricevuto chiamate da Viale del Fante).
Vado al ristorante. Io, invece, sono a tavola. Non è ancora ufficiale, ma penso di aver già vinto a mani basse una cena in quel che considero il miglior ristorante di Palermo. L’ho messa in palio con un mio amico “ottimista” il 30 dicembre. Lo sfidai con questa frase, mentre sognava vittorie british: “Entro sei mesi gli inglesi saranno già andati via da Palermo”. Ho forchetta e coltello in mano. Ho fame.
Il primato della Cassazione. Zamparini non delira da un mese. Non parla. Non esonera. Non detta la formazione. La Cassazione è riuscita in un’impresa unica, ne parleranno i libri di storia e il Guinnes dei primati.
L’idolo è per sempre. Quando passa Eugenio Corini porto le mani in testa, tolgo il cappello e applaudo. Poi spero di batterlo. Immenso Genio.
Io mi tocco. Quando passa Emanuele Facile porto istintivamente le mani alle parti basse, perché sembra (e spero di sbagliarmi) un impresario di agenzia funebre pronto a tumularci. Ma noi vogliamo vivere. Forza Palermo.

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