PRIMOPIANO: LAZAAR E IL SEGRETO ROSANERO

PRIMOPIANO: LAZAAR E IL SEGRETO ROSANERO

Parola al marocchino

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di Claudio Scaglione

Pensare di volare. È quello che sta facendo Achraf Lazaar. Il terzino marocchino si è ritrovato a realizzare dei sogni chiusi a chiave dentro a un cassetto, neanche a portata di mano. A gennaio scorso non immaginava nemmeno che, di lì a poco, avrebbe avuto l’occasione d’oro di mostrare le sue qualità su palcoscenici tra i più importanti d’Europa. Adesso si gode il momento, consapevole che sostare e crogiolarsi sugli allori non serve a nulla. Panta rei, tutto scorre e la prossima partita e già dietro l’angolo. Ricordare San Siro fa bene, ma adesso il pensiero va all’Udinese.

Luci rosa a San Siro. “E’ stata una bella sensazione vincere a San Siro specialmente perché sugli spalti c’era metà della mia famiglia: molto particolare il fatto che siano venuti a vedermi. Poi giocare a San Siro non è da tutti: è una bella emozione, vincere è ancora meglio. Siamo felicissimi”.

Segreti di Iachini. “Il nostro segreto è entrare in campo concentrati: l’abbiamo sempre fatto. Siamo molto uniti. Dobbiamo mantenere l’affiatamento di questo gruppo, pensare sempre che non siamo arrivati. Siamo molto umili: manteniamo i piedi per terra e pensiamo gara dopo gara”.

Tifosi, vi faremo felici. “Se la vittoria col Cesena ci ha sbloccati psicologicamente? La vittoria aiuta sempre a sbloccarci mentalmente, specialmente se il successo ottenuto è in casa davanti a dei tifosi che urlano tutta la propria gioia. I tifosi ci aiutano molto: speriamo di continuare così, speriamo di fare sempre grandi risultati e di far felici i tifosi”.

Concorrenza sana. “Concorrenza Emerson e Daprelà sulla fascia di sinistra uno stimolo a fare meglio? Beh, certo. Io mi alleno al massimo. Cerco di migliorare i difetti che ho, provo a diventare un grande giocatore. Poi il mister ha il potere decisionale: sceglie chi schierare sulla fascia mancina. Io sono sempre pronto e a disposizione per giocare ogni domenica”.

Infortunio alle spalle. “Come procede l’ambientamento in Serie A? Non è stato complicato, mi sono subito trovato bene perché nella scorsa stagione andavamo alla grande, abbiamo vinto il campionato, battendo anche il record di punti. E’ stata una grande stagione. Per il resto posso dire che la Serie A è sì fantastica, ma è anche difficile. Il calcio italiano è conosciuto per questo, per l’essere equilibrato, nessuno è più forte dell’altro e bisogna stare molto attenti. Purtroppo all’inizio della stagione mi sono infortunato e non è andata come volevo. Grazie a Dio ho recuperato le mie forze e cerco di stare al meglio”.

Munoz-Pipo, ma non solo. “Munoz e Gonzalez? Sono dei grandi giocatori, però al contempo penso che tutto il resto del gruppo è valido, ognuno di noi dà il massimo: è il mister che sceglie chi è pronto, chi può rappresentare la migliore soluzione per quella determinata circostanza tattica. Chi va in campo – dice Lazaar al sito ufficiale – ci va per dare il cento per cento: il mister poi decide in base alle caratteristiche che vuole in quella partita”.

Lacune difensive. “Devo migliorare soprattutto la fase difensiva, perché io sono prima difensore e poi un attaccante. Sto migliorando sotto questo punto di vista. Certo, se fosse arrivato il gol a Milano, non sarebbe stato male. Potevo centrare il bersaglio grosso, ma purtroppo non vi sono riuscito. Speriamo che arrivi al più presto, anche se l’importante, precisiamolo, è la vittoria della squadra”.

Udinese, a noi due. “L’Udinese è una grande squadra: in queste prime giornate ho visto molto le altre partite del campionato e ho potuto notare che i friulani hanno sempre giocato bene. Noi cercheremo di stare attenti, di lavorare sodo durante tutta questa settimana. Vogliamo farci trovare pronti per questa sfida importante. Dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su questo match”.

Obiettivi di Zamparini. “Zamparini dice che il Palermo può pensare anche all’Europa? Intanto noi rimaniamo sempre coi piedi per terra. Prima pensiamo a una cosa, poi all’altra: prima la salvezza, poi una volta raggiunta la fatidica quota 40 punti, possiamo pensare ad altre cose più importanti”.

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