Belotti: “Per il Palermo rinunciai a 400mila euro”

Belotti: “Per il Palermo rinunciai a 400mila euro”

L’intervista al centravanti del Torino che lunedì sera affronterà il suo passato.

di Mediagol40, @Mediagol

Lunedì il ritorno allo stadio che lo ha visto crescere.

Per Andrea Belotti, Palermo-Torino non sarà un match come tutti gli altri. Un anno e mezzo fa (il Gallo aveva nemmeno 22 anni) l’addio ai rosanero per poco più di 8 milioni e adesso le gioie in maglia granata.

Il classe ’93 è stato protagonista di un’intervista-fiume a ‘La Gazzetta dello Sport‘, a cui ha rivelato alcune curiosità della sua fin qui breve carriera. “Mio padre mi disse: ‘Se non esci dal campo stanco morto, non hai dato tutto’. Mi piace fare fatica, che non significa solo correre: anche sentirmi dire – negli Allievi dell’AlbinoLeffe – ‘Resti e giochi poco o vai via?’ e decidere di restare e poi giocare abbastanza. Anche avere 16 anni, vedere gli amici che vanno a ballare e andare a letto quasi piangendo: ‘Io no, domattina gioco’. Anche rinunciare alla A, Samp e Verona, preferendo il rischio di giocarmela in B partendo dalla panchina al rischio di finire in Primavera. Mi aiutò a scegliere il mio procuratore, Sergio Lancini, e ancora lo ringrazio: non tutti i procuratori, oggi, danno questo consiglio”, ha spiegato Belotti. “Rinunciai a 400 mila euro di ingaggio: il Palermo non poteva spendere troppo per uno di Lega Pro. Stavo scommettendo su me stesso e dando al denaro il valore che per me ha sempre avuto: prima il mio bene, poi i soldi – ha raccontato -. Ma per qualcosa di buono i soldi si usano: i miei spendevano 700 euro di retta per farmi giocare con l’AlbinoLeffe. Non mi sento tirchio né spendaccione, ma risparmio perché un giorno avrò una famiglia da mantenere. Non tutti i calciatori ragionano così? Non so, ma so che ci tengo a farmi conoscere più come persona che come calciatore. E che si voglia bene alla persona, non al calciatore”.

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