Ascoli, ufficiale l’arrivo di Cardinaletti: “Per me come se fossi al Real Madrid”

Ascoli, ufficiale l’arrivo di Cardinaletti: “Per me come se fossi al Real Madrid”

La società marchigiana ufficializza l’arrivo del dirigente ex Palermo.

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Andrea Cardinaletti è un nuovo dirigente dell’Ascoli Picchio. Come anticipato nelle scorse settimane, l’ex ad del Palermo andrà dunque a rinforzare l’organico dirigenziale della compagine marchigiana. Per il banchiere jesino pronto un ruolo da consulente con delega speciale sino al termine della stagione corrente, al termine della quale verrà ufficializzata l’investitura a nuovo amministratore delegato della società bianconera. Di seguito, un estratto delle prime dichiarazioni del neo dirigente ascolano, riportato dal sito ufficiale della società: “Ringrazio la città di Ascoli, stamane ho conosciuto i consiglieri e ho espresso loro tutta la mia soddisfazione di far parte di un progetto che ci coinvolge tutti” – ha esordito Cardinaletti – “Per me a 58 anni lavorare per questo progetto e per questa proprietà rappresenta una sfida nuova; quando ero piccolo mio padre mi portava a vedere la Serie A al Del Duca e per me Ascoli è sempre stato ‘il calcio’, essere qui è come essere al Real Madrid, non nutro ambizioni maggiori che lavorare per questo progetto. Avevo incontrato già il Presidente e sua moglie perché prima di accettare era molto importante capire gli elementi di sintonia e le visioni che abbiamo relativamente al modo di lavorare. Ci siamo intesi, siamo concordi nel dover sempre giocare per vincere sia le partite sul campo, sia quelle della società sia quelle della città. E il successo non può prescindere dalla capacità di creare armonia fra tutte le componenti, società, squadra, stampa, ambiente. Tengo a precisare che non sarò un supervisore e che il mio arrivo non mette in discussione il buon operato fatto finora, ma l’intento mio e del Presidente è quello di migliorarci costantemente; fra un mese il nostro obiettivo sarà quello di lavorare ancora meglio del mese precedente. Vogliamo che la gente si riconosca in quello che fa la società, che voglia venire allo stadio un’ora prima e andare via due ore dopo. E i risultati della squadra devono essere coerenti con la capacità organizzativa della società”.

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