Sassuolo-Sampdoria, Giampaolo: “Felice del risultato, giocato con personalità. Salto di qualità? Ecco quando lo faremo”

Sassuolo-Sampdoria, Giampaolo: “Felice del risultato, giocato con personalità. Salto di qualità? Ecco quando lo faremo”

Le dichiarazioni del tecnico blucerchiato, Marco Giampaolo, a margine della sfida contro i neroverdi

Termina con il risultato di 5-3 il match tra la formazione di Roberto De Zerbi e quella di Marco Giampaolo, andato in scena questo pomeriggio al Mapei stadium.

Una grande Sampdoria vince sul campo dei neroverdi e vola così a quota 42 punti in classifica. Risultato che fa sorridere i doriani, reduci da un ko maturato in casa contro l’Atalanta, che aveva momentaneamente frenato le ambizioni europee dei liguri.

Successo commentato dal tecnico blucerchiato, Marco Giampaolo, ai microfoni di “Sky Sport”.

“Sono tante le cose che mi sono piaciuto, soprattutto la personalità nel giocare contro una squadra di valore come il Sassuolo. Andiamo in cerca di migliorare la nostra autostima, oggi è stato un tassello. Il fatto di andare in gol con cinque marcatori diversi, la rete di Quagliarella e tante note positive. Mi è dispiaciuto subire soltanto il terzo gol, bisogna anche migliorare la ferocia nel gestire le piccole cose. Mi aspettavo che De Zerbi giocasse con i tre dietro, dovevamo stare alti per metterli in difficoltà e l’abbiamo preparata così. Sono stati bravi i miei calciatori ad interpretarla in maniera perfetta, mi è piaciuto molto Defrel che non ha mai giocato in quella posizione. Cerchiamo di correre il giusto distribuendo bene il carico di lavoro, questo tipo di calcio è vincolato dalla disponibilità dei calciatori”.

“Siamo partiti tre anni fa con un percorso lungo – ha ammesso l’allenatore – oggi la Sampdoria riesce a dar continuità perchè sono cresciuti quelli che sono rimasti. Discuto sempre di questo con il club, il salto di qualità lo facciamo quando consolidiamo quelli bravi altrimenti si ricomincia sempre da capo. I ragazzi sono sempre disponibili, però lo step finale non so se riusciamo a farlo. I Linetty, i Praet, gente che viene da lontano oggi sono calciatori diversi. E’ chiaro che il lavoro ti permette di consolidare le conoscenze, bisogna dare l’ultima pennellata a quel quadro”.

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