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Sampdoria-Genoa, Altafini: “Spero ci sia qualche bel golaço, spiego chi vince. Odio i derby perché…”

Sampdoria-Genoa, Altafini: “Spero ci sia qualche bel golaço, spiego chi vince. Odio i derby perché…”

Le dichiarazioni rilasciate dall'ex attaccante brasiliano e noto commentatore televisivo, José Altafini, in vista del derby della Lanterna tra Sampdoria e Genoa

Mediagol97

Il gol lo hai dentro, non te lo insegna nessuno. Se sai fare gol, saprai farli sempre, a qualsiasi età

Dice così José Altafini, intervistato da Il Secolo XIX in vista del derby della Lanterna tra Sampdoria e Genoa che andrà in scena domani pomeriggio, lasciando intendere che anche oggi, alla veneranda età di 80 anni, se gli capitasse la palla buona la metterebbe dentro.

In Serie A sono 216 le reti siglate con le maglie di Milan, Napoli e Juventus per l'ex attaccante brasiliano, quarto marcatore di sempre del campionato italiano insieme a Meazza. Altafini, però, detiene anche un record ancora oggi imbattuto (alla pari con Kampfer e Montella): ha segnato 4 gol in un derby.

Il 27 marzo del 1960, infatti, in un Milan-Inter terminato con un pirotecnico 5-3, prese forma proprio un poker di José. Il festival del "golaço", il suo marchio di fabbrica: il primo con un colpo di testa, poi di destro, il terzo con doppio dribbling e infine la quaterna con un sasso di sinistro su assist di Liedholm. Eppure il primatista delle stracittadine fa una rivelazione non da poco: "Io i derby li odiavo. Ma amavo i gol...". Di seguito il resto delle sue dichiarazioni, rilasciate ai taccuini del noto quotidiano ligure.

Altafini, ricorda quel 5-3?

"Certo. Segnai 4 bei gol, il Milan vinse, fu un giorno perfetto. Però se volete chiedermi come ho fatto o come si fa a fare 4 gol in un derby vi avviso: non lo so. O meglio, non c'è un segreto, una spiegazione. Dipende dal tipo di gara, ognuna è diversa. Devi solo farti trovare pronto".

Beh, evidentemente, però, lei nei derby si esaltava, in quelli della Madonnina, in totale, ha fatto ben 7 gol...

"In realtà mi scatenavo contro le grandi squadre, contro le big segnavo sempre. Inter, Juve, Santos: più erano forti e più gli facevo gol. Ma il derby non c'entra, anzi...".

Anzi cosa?

"Odiavo i derby. E anche Boniperti la pensava così".

Cioè, li soffriva?

"No, no, mica avevo paura. Semplicemente non mi piaceva il clima di tensione, quella rivalità cittadina. Quasi quasi speravo che non si giocasse o comunque che finisse presto. Però poi cercavo di far gol".

Dei 4 che fece al Milan quale fu il vero 'golaço'?

"No, il 'golaço' della vita l'ho fatto nel 1958: Brasile-Inter, a Milano. Segnai in rovesciata, stupendo. Il Milan vide quel gol e mi comprò subito. Ma non ce l'avevo con l'Inter, alla Juve ho fatto più gol".

E i derby in Brasile?

"Il mio Palmeiras contro il Corinthians. E anche lì, erano un po' una rottura di palle (ride, ndr.), sfide caldissime".

Ora arriva Genoa-Sampdoria: ha mai commentato un derby della Lanterna?

"No. Ne ho visto uno a Marassi quando ancora giocavo. Ricordo il gran calore dei tifosi. E poi mi viene in mente un gol che feci io al Ferraris, con il Milan: vincemmo 2-0 ma esultai in maniera vivace e mi diedero una squalifica pensando che volevo offendere i tifosi del Genoa. Ma non era così: infatti poi me la tolsero".

Nella Sampdoria c'è Quagliarella che fa come lei: ha 36 anni ma segna a raffica.

"L'età non conta. Se ti nutri di gol, sarà sempre così. Inzaghi neanche sapeva come segnava ma faceva sempre gol. Come Icardi o Piatek, anche se il più grande goleador è Messi. Quagliarella? Quando faceva panca alla Juve dicevo: nella mia squadra è sempre titolare. Non sbagliavo, no?".

Il Genoa ha un altro 'vecchietto' terribile: Pandev.

"Fortissimo pure lui, anche se non è un bomber puro. E mi piace molto Kouamé, ha grandi doti".

Chi vince: Genoa o Sampdoria?

"Tutte e due (ride, ndr.). La verità è che vincerà come sempre chi fa più gol. Sperando che ci sia qualche bel 'golaço'".