Inter-Juventus, Skriniar: “La Juventus sabato sarà incavolata. Mio obiettivo? portare l’Inter in Champions…”

Inter-Juventus, Skriniar: “La Juventus sabato sarà incavolata. Mio obiettivo? portare l’Inter in Champions…”

Le parole del difensore dell’Inter, Milan Skriniar, alla vigilia del match contro la Juventus

Sono bastati pochi mesi a Milan Skriniar per entrare nel cuore dei tifosi nerazzurri, guadagnandosi anche la stima e le attenzioni di più top club europei dopo una stagione praticamente impeccabile.

In vista del match che si terrà sabato contro la Juventus, il difensore polacco dell’Inter, ha parlato ai microfoni de “La Repubblica” della complicata gara: “La Juventus me la aspetto incavolata nera e cattiva, deve vincere. Ma anche noi siamo pronti e cattivi: lo stadio ci darà una carica enorme, abbiamo superato una crisi che ci ha resi più forti, nelle ultime 9 abbiamo preso solo 2 gol. Ma loro per carità, sono la Juventus. Higuain, Mandzukic, Dybala, Douglas, e quei centrocampisti. Ma li attaccheremo. Io voglio stare sempre in campo. La fatica la sento ma l’importante è il recupero, conosco il mio corpo. Poi vivo un sogno. Credetemi, mai avrei pensato di trovarmi qui, all’Inter, e domani c’è la Juve a San Siro con 80 mila persone. Mi sembra tutto incredibile. Ma non posso sempre sognare, devo vivere questa vita. Anche la mia famiglia non crede ai suoi occhi, siamo persone semplici, veniamo da un paesino sotto le montagne dove si conoscono tutti. Quando torno ci sto bene, ho i miei amici, è casa”.

Nel corso dell’intervista, Skriniar – centrocampista e difensore -, ha parlato del suo ruolo ideale in campo: “Nella mia carriera ho sempre giocato da centrocampista fino a tre anni fa, poi allo Zilina l’allenatore Adrian Gula mi convince ad arretrare: mi trovo bene, non mi muovo più. Da difensore mi chiama la Samp. Dove comincio a capire davvero come si gioca in questo ruolo. Come? Grazie a Giampaolo, bravissimo. Imparo a muovermi sulla linea, a orientare il corpo in direzione della palla, a stare in posizione attiva, sennò l’attaccante ti frega già col primo movimento. E guardare la palla, poi il compagno, poi l’avversario, e agire d’orchestra con la linea. Imparo a pensare. E contro i giocatori più forti e veloci che avessi visto. Prima, dovevo solo andare a impattare sul centravanti e via. Quello è stato il grande salto. Dalla Samp all’Inter è stato più facile, ormai conoscevo meglio me stesso e la Serie A. Spalletti è un altro maestro, ero pronto a seguirlo. L’intervento difensivo che mi dà più gusto? Quando l’uomo mi punta ma io intuisco, metto il piede, porto via e faccio ripartire la squadra: che soddisfazione. Con Insigne mi riuscì spesso a Napoli, era difficile con lui. Per noi difensori gli attaccanti più duri sono quelli che si muovono molto, che danno profondità ma poi rientrano anche, tipo Belotti che è pure grosso, tipo Simeone, sono faticosi. Invece Higuain o Dzeko non corrono tanto, ma se hanno la palla in area addio. Un lavoraccio. Il più bravo in assoluto qui è Koulibaly. Nel mondo, Sergio Ramos.

Infine, il difensore polacco, si è anche espresso sul suo futuro e sui suoi obiettivi: “I complimenti sono belli ma un atleta non deve ascoltare, sennò si deconcentra e non rende. Non so cosa accadrà in futuro. Ora voglio essere perfetto solo per l’Inter, l’unico orizzonte è portare il club in Champions, è così importante per tutti noi. Uno dei miei sogni è alzare quella coppa, ma per prima cosa vorrei giocarla. Spero proprio di farlo con l’Inter”.

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