Gazzetta: 21 milioni di euro senza lavorare, Iachini e Schelotto non costano più

Gazzetta: 21 milioni di euro senza lavorare, Iachini e Schelotto non costano più

L’approfondimento della Rosea.

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Ventuno milioni e 210mila euro per nulla.

A tanto ammonta il denaro che alcune società di Serie A dovranno versare agli allenatori che sono stati esonerati nell’attuale campionato, o in quelli passati, e che non hanno rescisso i loro rapporti di lavoro o non si sono dimessi. Per capirci, Zenga, Ballardini (qui le ultime), Iachini e Schelotto non ‘costano‘ più. Vengono considerati soltanto gli stipendi a perdere della stagione in corso, fino al 30 giugno, ma parte di questi tecnici ha contratti con scadenze oltre tale data o è già stata remunerata a vuoto nello scorso torneo. Per essere più chiari: i 21 milioni – lordi, tasse incluse – rappresentano l’incidenza dei compensi soltanto sul 2015-2016. Per certi club del calcio di oggi – sottolinea ‘La Gazzetta dello Sport‘ – la somma è risibile, per altri rappresenta il budget di un’annata. Uno spreco però, piccolo o grande che sia.

L’Inter ha ancora a libro paga Mazzarri, il Milan deve ancora far partire bonifici mensili per Seedorf e Inzaghi. Stefano Pioli è stato appena licenziato dalla Lazio, è ancora in piena fase di elaborazione del ‘lutto‘. Più risolta la situazione di Rudi Garcia: la sua cacciata ha messo le ali alla Roma e a giugno il francese dovrebbe risolvere il legame con la Roma. Corini, Colantuono, Mandorlini, Sannino, Delio Rossi… Una fetta del “debito” deve onorarlo la provincia e due capoluoghi di Regione come Bologna e Palermo. Una volta il rapporto era rovesciato, gli esoneri abbondavano nelle squadre della seconda metà della classifica ed era più raro che una grande cambiasse in corsa. A cambiare la tendenza è stata forse l’ansia della Champions League, la necessità economica per i club metropolitani di entrare nell’Europa che conta. Una corsa all’oro che induce a decisioni frettolose o di pancia, poco ponderate. Così a debito si aggiunge debito.

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