ZAMPARINI: “Mio pensiero sulla Mafia in Sicilia”

ZAMPARINI: “Mio pensiero sulla Mafia in Sicilia”

Nel corso dell’intervista concessa al settimanale “Oggi”, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha parlato della sua esperienza in Sicilia, esprimendo anche il suo pensiero.

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Nel corso dell’intervista concessa al settimanale “Oggi”, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha parlato della sua esperienza in Sicilia, esprimendo anche il suo pensiero sulla Mafia. “Io sono molto amico di Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, e di sua moglie, tifosissimi del Palermo. Sono stati i miei testimoni di nozze. Ma io dico sempre a Grasso: la mafia ve la siete un po’ inventata per giustificare il vostro lavoro. In Campania, dove ho tre centri commerciali, è diverso, lì si sente il peso della camorra. Ho letto tanti libri e mi sono fatto una mia idea: la mafia del dopoguerra era differente – sostiene il numero uno del club rosanero – All’epoca era un potere che sostituiva l’inesistenza dello Stato. Dava sicurezza e valori ma chi li tradiva (e questa era la cosa negativa) veniva sanzionato con la morte. Quando arrivarono gli americani portarono anche la droga e i guadagni facili. Così nacque la delinquenza comune organizzata, non la mafia. Se quindi giustifico la mafia di una volta e sottovaluto quella di oggi? No, non sottovaluto né l’una né l’altra. Sono fenomeni diversi. Lei deve sapere che quando comincia la partita io esco dallo stadio perché non reggo l’emozione. Un anno fa (e lo faccio ancora) chiamai un tassista e per un’ora e mezzo girai per le strade di Palermo. Lui aveva 65 anni e mi raccontò questa storia: quand’era giovane portava il calesse e ogni volta che passava davanti al cimitero lo assaltavano per derubarlo. Un amico lo portò da un anziano signore del quartiere. Lui gli disse: ‘Sei un bravo ragazzo, stai tranquillo che da oggi in poi nessuno ti toccherà’. E così avvenne”.

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