ZAMPARINI: “A Venezia dopo di me, il nulla..”

ZAMPARINI: “A Venezia dopo di me, il nulla..”

Verona in vendita e nel caos, Vicenza sul piatto ormai da mesi, Venezia in attesa di novità societarie importanti, Porto costretto ai salti mortali per sopravvivere, Treviso che cerca di.

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Verona in vendita e nel caos, Vicenza sul piatto ormai da mesi, Venezia in attesa di novità societarie importanti, Porto costretto ai salti mortali per sopravvivere, Treviso che cerca di ripartire dai dilettanti dopo il fallimento di due anni fa. Il Veneto del pallone respira affannosamente e i tempi doro in cui tre squadre (Vicenza, Verona e Venezia) sedevano al tavolo delle grandi di serie A sembrano assai lontani. Le uniche realtà a non soffrire sono Padova e Cittadella, oltre naturalmente al Chievo, da anni ormai unico rappresentante veneto nei salotti del calcio che conta. Il “Corriere del Veneto” lo ha chiesto a chi di calcio capisce e che nel Veneto ha investito miliardi di lire tanti anni fa prima di approdare a Palermo: Maurizio Zamparini. “A quella decisione di lasciare Venezia arrivai dopo tanti anni e con molto rammarico. A Venezia, secondo me, non si può fare calcio di alto livello: le difficoltà che la nuova proprietà sta attraversando non mi sorprendono minimamente. Lunica possibilità era quella di costruire a suo tempo lo stadio sulla terraferma, ma come tutti sanno questa opportunità mi fu negata. Adesso credo che per questa straordinaria città non ci sia un futuro aperto in campo calcistico, se non in campo dilettantistico”. Diverso il discorso, almeno secondo Zamparini, per quanto riguarda Padova e Verona: “Se puntiamo a un calcio di primissimo livello — sottolinea il presidente del Palermo — allora non restano che queste due piazze per puntare in alto. Hanno tradizione e due bacini dutenza importanti. Per il Veneto il futuro lo vedo tra queste due realtà”.

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