“Walkabout”, cosa è? Il racconto del viaggio al centro del tempio rosanero

“Walkabout”, cosa è? Il racconto del viaggio al centro del tempio rosanero

“Walkabout”, che cosa è? Questa iniziativa del Palermo probabilmente la conoscono in pochi, pochissimi io ho avuto la fortuna di poterne fare parte in occasione della gara tra i rosa.

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“Walkabout”, che cosa è? Questa iniziativa del Palermo probabilmente la conoscono in pochi, pochissimi io ho avuto la fortuna di poterne fare parte in occasione della gara tra i rosa e il Chievo e oggi voglio condividerla con gli amici di Mediagol.it. Di che si tratta? Ve lo dico subito. In pratica è un tour guidato all’interno del tempio del calcio, il “Renzo Barbera”, dove si ha la possibilità di vedere quello che tutti sognano di fare, vedere da vicino il “dietro le quinte” di una partita del Palermo. Il Walkabout viene organizzata dal club e, da quello che ho capito, è un’iniziativa riservata ad alcuni partner della società. Io, infatti, ho avuto la possibilità di parteciparvi proprio perché invitato da un partner del Palermo. Per il Walkabout di Palermo-Chievo eravamo una trentina di persone, invitate da Infront, Better, Tim e altri sponsor che non ricordo. Alle 12.00 puntuali, comincia il tour. Ci avevano detto che avremmo visitato la mixed zone, la sala conferenza stampa, gli uffici dello stadio, gli spogliatoi, la sala ospitalità e, udite, udite, anche il campo e il suo ingresso. Potete immaginare l’emozione. Alcuni dello staff del Palermo ci accolgono accompagnati da una hostess, ci danno dei pass e si comincia. Prima vediamo gli uffici e le zone delle interviste poi, finalmente, la parte più bella: gli spogliatoi! Quando entriamo nello spogliatoio del Palermo, il gruppo cala in un silenzio religioso, come quando dei pellegrini, dopo un lungo cammino, giungono al luogo di preghiera per cui hanno faticato tanto, e come loro, il nostro gruppo di “pellegrini rosanero” rimane estasiato e anche un po’ “arrabbiato” nel guardare le maglie e le scarpette dei nostri beniamini. Estasiati perché potere vedere e toccare con mano gli indumenti dei gladiatori che ci stanno facendo sognare è una fortuna che hanno in pochi, “arrabbiati” perché – lo dico con il sorriso – non potere prendere neanche una maglia, avendola a un tiro di schioppo non fa rimanere indifferenti… Ogni giocatore ha a disposizione tre paia di scarpette per la gara, un paio di scarpe da tennis e uno di ciabatte, e ovviamente tutto il materiale tecnico. Le maglie rosanero sono tutte appese e sistemate in ordine con numero e nome dei giocatori. Che spettacolo! Dopo aver visitato anche lo spogliatoio del Chievo, ci dirigiamo dentro il campo attraverso un lungo corridoio e posso assicurare che passare da quel tunnel e ritrovarsi sul campo è unemozione indescrivibile, che lascia senza fiato. Se penso che giovani come Hernandez e Kjaer poi scendono veramente in campo… Sono veramente dei campioni. In campo ci sbizzarriamo con le fotografie: tra panchina, prato, porta e corner, se ne sarebbero andati migliaia di rullini fotografici, ma per fortuna la tecnologia ha ideato il digitale. Ma non è finita qui. Le sorprese sembravano non dover finire mai. La giornata è stata ulteriormente impreziosita dallincontro con i giocatori proprio all’ingresso del campo, nel famoso “giro di ricognizione” che serve ai calciatori per tastare l’atmosfera e il terreno di gioco. Erano tutti concentratissimi prima del match. Abbiamo incontrato anche l’allenatore del Chievo, Mimmo Di Carlo, che senzaltro ha dato unottima impressione a tutti noi, dimostrandosi gentile ed educato, insomma, un vero uomo di sport. Dopo questo piacevole incontro, siamo saliti nella sala dove viene allestito il buffet per gli ospiti prima della partita, dove si è mangiato molto bene: antipasti vari, pasta al forno, risotto, carne, patate e formaggi, accompagnati da vino rosso e acqua. Dopo il pranzo ci siamo accomodati nei comodi seggiolini con schienale della tribuna centralissima, un comfort incredibile per me e per molti altri, abituati alla curva, dove ci siamo goduti lincontro. Alla fine del primo tempo, durante lintervallo, sempre nella sala buffet abbiamo gustato e apprezzato dei buonissimi dolci e del caffè. In conclusione è stata una giornata proprio perfetta, in cui mi sono emozionato e divertito, mangiando anche molto bene. Sono queste le iniziative che la società dovrebbe promuovere per avvicinare i propri tifosi alla squadra. Per questo voglio ringraziare chi mi ha dato questa possibilità, oltre che la società e soprattutto i giocatori del Palermo, che domenica dopo domenica mi e ci regalano un sogno, che ora è sempre più vicino. Manfredi

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